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Monday, July 27, 2009

The italian customer

Vi presento di seguito l'identikit relativo alle varie tipologie di clienti finora visti, divisi per nazionalita'. L'ambiente di riferimento ovviamente e' il ristorante ai Docklands di Melbourne, dove anche questo weekend ci siamo fatti in 4 per accontentarli tutti.
Partiamo naturalmente dall'aussie, per la maggiore esso si presenta in famiglia o in gruppo. veste sportivo, gli piace farsi "coccolare" dal cameriere gradendo ogni attenzione e replicando con tonnellate di ta' (thanks) ai nostri enjoy e welcome.
Vuole essere servito velocemente perche' l'aussie che frequenta il nostro locale e' un futy-dipendente e quindi viene regolarmente 1 ora prima della partita o poco dopo ed in ogni caso non rimane seduto piu' di 45 minuti.
Lascia mance regolarmente.
Preferisco glissare sulle loro abitudini culinarie, altrimenti potrei dare ispirazione ad un nuovo film di Dario Argento.
L'asiatico invece si presenta con tutte le sue svariate fisionomie sempre con timidezza e riverenza. "Sherano" tutto, mix di fetuccine al pollo con patate fritte e pizze, bevono tap water (eccezion fatta per i giappo che apprezzano o fingono di apprezzare il vino). Lasciano anch'essi discrete mance (Giappo in primis).
Il medio orientale, quello che noi chiamiamo comunemente arabo per intenderci che in realta' e' tutto fuorche' arabo...un troglodita, un australopiteco che mangia di tutto senza sapere di che si tratta, beve tap water e raramente lascia mance e quando finisce sembra sia appena passato Attila con un esercito di unni.
Infine l'italiano! per lo piu' siciliano o calahpprese.
Non lascia mai mance! Fuck! E questo e' quanto perche' come cameriere e' l'unica cosa che ci interessa. Come diceva Paolo Cevoli in un suo famoso sketch infatti il cameriere deve voler bene al cliente prendendolo per il culo! Ma l'italiano e' piu' furbo, ti fa credere di essere felice del servizio, e magari lo e' davvero, si crea un rapporto, complice la facilita' nella comunicazione, lo si cura maggiormente rispetto agli altri ma alla fine ti lascia con l'amaro in bocca e con il sorriso beffardo di chi e' riuscito ad ottenere il massimo mettendotelo in quel posto!

Monday, July 20, 2009

Enjoiatevi ste photos!

Di ritorno dal nostro trip in Great Ocean Road, dopo un week end busy di lavoro pubblico queste foto per la gioia dei vostri occhi. Questa volta le parole non servono a molto.
Enjoy!











Sunday, July 12, 2009

Programmazione viaggi e varie

Questa appena trascorsa è stata una settimana relativamente importante!
Lunedì, tanto per cominciare, ho spostato la mia data di rientro ipotetico in Italia al 16 novembre 2009 in modo tale da sfruttare quasi tutto l'anno solare concessomi dalla working holiday visa...per poi tornare in loco (forse) entro breve termine per un master (cambiando quindi visa).
Questo ha fatto si che nella mia testa bacata iniziassero a maturare tutta una serie di idee malsane su probabili ed ipotetici viaggi downunder.
Oltre alla settimana bianca già programmata (e pagata!) in New Zealand dal 10 al 17 agosto sto seriamente pensando di affrontare a metà ottobre uno dei trekking più spettacolari e famosi downunder, ovvero l'Overland track in Tasmania: 7/8 giorni (dipende da quanti side tracks mi ispireranno e dalle gambe) zaino in spalla, tenda e sacco a pelo in solitaria e via all'avventura!
I primi 10 giorni di settembre sarò in Thailandia, un pò qua un pò la aprofittando delle tariffe aeree Jetstar e Airasia! Sarebbe stato davvero un peccato non cogliere l'occasione...
Infine, vedrò di ripetere il trekking tasmano in Nuova Zelanda che dicono essere un posto particolarmente adatto al viaggio "on the road" soprattutto nell'isola del sud.
Domani mattina, per cominciare bene, andremo 3 giorni walkabout per la great ocean road a vedere il mare d'inverni impetuoso al tramonto...dopo settimane di lavoro 7 giorni su 7 ci meritiamo un pò di riposo!
E voi vi chiederete...scusa ma che ci fai in Australia se visiti tutto fuorchè il paese dove ti trovi?
Non vi preoccupate, quello sarà il botto finale...ci stiamo già "orgasmizzando".

See ya!
Stay tuned!

Monday, July 6, 2009

Talking dialect

Ora che stiamo cominciando a familiarizzare con quest'idioma "simil-inglese", io ed il mio socio abbiamo recentemente sperimentato, in diverse occasioni un fenomeno apparentemente bizzarro ma alquanto preoccupante derivante dalla nostra radicata cultura linguistica veneta.
Il nostro problema (soprattutto per me che, come direbbe mia nonna, non sono particolarmente "imparato" non avendo frequentato le cosiddette "scuole alte") e' il dialetto veneto.
Fieri ed orgogliosi di parlarlo e di portare avanti la tradizione di quella che e' stata recentemente riconosciuta come lingua minoritaria dall'unesco, il dialetto veneto e' talmente diffuso e parlato in veneto e dai veneti tanto da aver relegato l'italiano a seconda lingua (almeno nel vicentino per quanto ne so io). Spesso ci troviamo, qui a Melbourne a dover compiere una triplice traduzione in simultanea dialetto-italiano-inglese. La nostra mente infatti ragiona ancora in veneto e le parole che di conseguenza escono dalla nostra bocca sono per il 90% dialettali. Nelle aziende e spesso a scuola (ahime' anche i professori) si parla dialetto. Tutti, nessuno escluso, manager, operai, studenti, imprenditori, professionisti di ogni settore in quel di vicenza parlano per lo piu' veneto. Il fenomeno qui in australia sta diventando per noi latente in quanto mentre in Italia si esercitava anche l'italiano, downunder la dicotomia inglese-dialetto veneto fa si che il tempo dedicato alla nobile lingua si limiti alle necessita' di traduzione dal dialetto appunto.
Ben, uno dei barman del Renzo's bar, aussie 100%, spesso ci chiede delle bad words da aggiungere al suo oramai gia' assortito vocabolario d'italiano. A tal proposito sabato sera ho insegnato al baldo giovane le seguenti frasi: "to mare piena de peoci", "magname la renga", "vaca to mare", spiegandone logicamente il significato. Il problema e' sorto quando Ben ha scherzosamente rivolto tali "complimenti" ad un nostro collega "romano de roma", il quale ha cortesemente risposto con un "sorry ben?".
Ed in quel frangente il neofita Ben ha realizzato con gran sorpresa che in Italia si parlano lingue diverse, altro che slang!

Wednesday, July 1, 2009

Una, nessuna, centomila...verita'! (Sandro's post)

Tanto tempo fa un tale raccontò una storia.
Parlava del rapporto che l'uomo ha con la realtà, e paragonò la realtà percepita a qualcosa che veniva proiettato come ombra su un muro da un fuoco, mentre tutto quanto fosse, appunto, reale, si trovava alle spalle di chi guardava.
La storia in questione si chiamava mito della caverna, e l'uomo si chiamava Platone.
Sono passati più di duemila anni da allora ed oramai abbiamo relegato i problemi su cosa sia o meno la realtà a tematiche adolescenziali, abbiamo in parte sostituito la filosofia con la psicologia e la spiritualità con la scienza. Ci crediamo intelletualmente arrivati e crediamo di avere risposte per tutto.
Se questo sia giusto, o vero, non sta a me dirlo, solo mi sto rendendo conto sempre più di quanto l'essere umano sia in grado di farsi delle domande, ma la maggior parte delle volte sia anche un esperto nel darsi risposte sbagliate, o nel non darsele affatto.
Mi ci metto dentro anche io, per carità, perchè nonostante mi ritenga "obbiettivo", dotato cioè del prezioso dono del dubbio e dell'incertezza, parto spesso nei miei ragionamenti da preconcetti indissolubili; niente e nessuno mi toglierà dalla testa che se qualcuno mi chiede di che segno sono , ho davanti un idiota!
Ma se invece mi sbagliassi? E se davvero quando la luna sta in Urano (non so cosa significhi, ma lo sento dire spesso) fosse un giorno sfortunato? E se avesse ragione la torre di Pisa e fossimo storti tutti noi?
A parte gli scherzi sono spesso incerto, e la cosa che mi viene in aiuto il più delle volte è un sistema di ragionamento che risponde al nome di rasoio di Occam. Quel semplice modo di porsi nei confronti della realtà che la maggior parte delle persone usa senza rendersene conto e che risulta (quasi) sempre valido: la soluzione più semplice è anche la più "probabile" (non significa che sia necessariamente vera comunque). Entro in una banca dopo una rapina? E' molto più probabile che rapinatore sia il tizio con la pistola in tasca, anziche il vecchietto con la busta della pensione vuota! Ripeto, non mi da la certezza, ma ci si avvicina molto.
Tutto questo incipit mi serve per introdurre un discorso che è stato trattato milioni e milioni di volte e che con lo spirituale ha veramente poco da spartire: sto parlando di politica italiana.
Io adesso sono qui, in Australia, e mi sento come un privilegiato che è uscito dalla grotta e vede i propri concittadini persi tra il guardare ombre su un muro, e la cosa che provoca le ombre senza capire cosa sia vero o meno.
Ero anche io in quello stato confusionale, lo ammetto.
Si insomma non riuscivo a sciegliere fra i detrattori dello "smemorato di cologno" e i suoi fedeli. Guardavo l'ombra, poi guardavo lui e non riuscivo a capire chi dei due fosse vero!
E' questo il motivo per cui dico che l'essere umano non è così intelligente come crediamo. Perchè non ho usato il cervello e soprattutto il rasoio di Occam? Ora mi è tutto molto più facile. Qui non ho la televisione (di stato o privata ormai fa poca differenza) a condizionarmi nei giudizi come la maggioranza degli italiani. Qui non c'è Emilio Fede a difendere a spada tratta il suo datore di lavoro e riesco finalmente ad essere obiettivo (non che prima fossi un'affezionato del tg4, anzi lo usavo spesso come alternativa a Zelig).
In un' epoca, gli anni settanta ed ottanta, in cui era prassi pagare per avere un appalto (negli atti di mani pulite si può leggere tutto), l'uomo che ha costruito una nuova Milano dal nulla ha pagato? Si o no? Cosa è più probabile?
In un epoca in cui le famiglie ricche tenevano spesso alle proprie dipendenze dei mafiosi per cercare di scongiurare, dall'interno, il rapimento dei figli, Mangano era solo uno stalliere? Probabilità, sempre probabilità...
Quando il nostro "mr sono stato frainteso" dice al suo "compagno di merende siciliano" che devono entrare in politica "... altrimenti per noi è finita..." (da una registrazione telefonica), me la sento ancora di parlare di complotto da " toghe rosse "? Onestamente no.
Vivevo nella repubblica delle banane, e della gravità della cosa me ne rendo conto solo adesso.
Mi ripugna profondamente l'idea che un poco di buono sieda al posto di chi lottò contro tutti e magari perse la vita per i propri ideali, ed uso questo blog come urlatorio per rendere pubblico il mio pentimento.
So già che non servirà a nulla, perchè la maggior parte degli italiani ancora guarda le ombre sul muro, e più sente le voci che dicono di girarsi più fissa intensamente la parete, però so anche che tempo fa sono morte delle persone per permettermi di votare e non credo che sarebbero felici di vedere un parlamento fatto da pregiudicati e "per" pregiudicati che vogliono fuggire la galera.
Una delle più grandi menti del ventesimo secolo, Indro Montanelli, disse prima di morire e soprattutto prima di essere messo alla pubblica gogna come "vecchio rimbambito" che durante il ventennio aveva già visto "un uomo mandato dalla provvidenza" e gli era bastato.
Quanto vorrei poter vivere per altri 3-400 anni!!! Cosa diranno i libri di storia del personaggio che ci governa? Come chiameranno questa "telecrazia"?
L'imperatore Caligola fece senatore un cavallo, "il papi" vuole fare europarlamentare una velina. Non ci vedo una gran differenza.
Quando penso a queste cose mi vergogno di essere italiano.
Scusate lo sfogo!

Ahi serva Italia di dolore ostello
nave senza nocchiere in gran tempesta
non donna di provincia ma bordello
(Dante Alighieri)
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