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Saturday, January 30, 2010

Com'è li? Pregi e difetti

Una delle domande più frequenti e patetiche fatte dai connazionali è la seguente: ma è meglio li o in Italia? A questa cazzo di domanda è pressochè impossibile rispondere perchè come si sa de gustibus non disputandum est ( e vai di marmellata...).
Non c'è un posto migliore o uno peggiore (beh a dir la verità in Burkina Faso magari stanno un pelino peggio che a Melbourne). Io sono sempre stato convinto che semplicemente esiste uno o più posti che meglio si addicono alle proprie caratteristiche. Inoltre dovrei trascorrere almeno 20 anni qua (e magari quelli che vanno dai 10 ai 30) per dare un giudizio onesto, oggettivo e valido.
Onde per cui mi limito ad un elenco apparentemente asettico e frivolo di caratteristiche che porterei nel Bel Paese e mutatis mutandis uno "contro" di cose che importerei volentieri in Australia.

Cosa porterei in Italia

1.La cultura easy going
2.I mezzi pubblici di Melbourne
3.la liberta' nel vestire
3.L'orario di lavoro e le paghe
4.I bordelli
5.I parchi in centro citta'
6.Le extracomunitarie gnocche
7.Il costo al litro della benzina
8.La cortesia della gente
9.La pacifica convivenza tra razze diverse
10.Il primo ministro australiano
11.I supermarket aperti fino a mezzanotte
12.La burocrazia pressochè inesistente
13.La partita allo stadio a 20 dollari senza il rischio che ti cada uno scooter in testa

Cosa importerei in Australia

1.Il buon Cibo
2.La liberta' di bere alcolici nei luoghi pubblici all'aperto
3.I limiti di velocita'
4.La cultura
5.Le montagne e la neve
6.L'universita' pubblica
7.La serie A di calcio
8.Le piazze come centro di ritrovo
9.Gli scooter e le moto
10.La liberta' di non dovere dire per forza "how are you"?
o di poter rispondere "cazzo te ne frega?"
11. Le distanze tra le città
12. Il sarcasmo e l'umorismo tipico italiano

Monday, January 25, 2010

Caldo e freddo: latino vs anglosassone!

Al di là degli sbalzi di temperatura tipici di Melbourne, questo post tratterà di tutt'altro argomento!
Molto spesso capita in ufficio, nel nostro settore composto dai team italiano, greco e spagnolo (con 3 sudamericani) di esternare battute goliardiche sugli argomenti che piu' si addicono a questo genere di cose ovverosia, uomini, donne, sesso, stereotipi culturali e sociali etc. etc.
Le risate abbondano tra noi latini, consapevoli che il tutto e' fatto in buona fede e soprattutto nell'intento di mantenere un clima rilassato e piacevole tra di noi.
Purtroppo non sempre riusciamo a circoscrivere il dialogo usando quell'idioma simpatico che risponde al nome di spagnolo; a volte infatti la frase viene esternata in inglese ed e' in quel momento che rimango sempre esterrefatto nel vedere la non-reazione dei nordici o peggio ancora una timida reazione di sorpresa mista ad incomprensione per il nostro comportamento considerato da loro inadatto o forse troppo espansivo.
L'apice si è raggiunto quando una collega bigottona rompiballe (insolitamente brasiliana) si è lamentata del nostro linguaggio minacciando addirittura di rivolgersi al management se avessimo continuato in tal direzione.
Purtroppo qui la policy aziendale in questo argomento è molto sensibile e quindi l'unica soluzione rimasta è stata quella di adottare lo spagnolo, a scapito dei poveri greci ai quali dobbiamo ripetere le battute via mail!
A volte mi chiedo se la loro sia ipocrisia o se davvero credono in queste regolette da 3' elementare (in un paese dove prostituzione e gioco d'azzardo rappresentano due dei maggiori business).
Possibile che si offendano cosi' facilmente per una battuta a sfondo sessuale?
Possibile che non si rendano conto che sorridere fa bene alla salute?
Perche' a questo punto, se cosi' non fosse, io da pure italian amante del buon gusto e dello stile (che non ho) potrei e forse dovrei facilmente offendermi del loro abbigliamento (infradito e canotta in ufficio non mi sembrano certo degne nemmeno del piu' permissivo dei codici del buon costume) o del fatto che ad ogni ora si cibino di schifezze sulla scrivania che altri usano durante il giorno.
Ad ogni modo, sono uno straniero in terra straniera e ancora una volta when you are in Rome do as romans do...che tristezza però!

ps. Oggi Australia day...giorno dell'indipendenza....da chi o che cosa proprio non lo capisco visto che anche questo Paese è legato a doppio filo con i fuckin' stars&stripes, per non parlare dei cinesi o della Madre Patria.

Tuesday, January 19, 2010

Customer Care Culture

La settimama scorsa mentre ero ancora immerso nel piu' profondo dei sogni dopo un paio di mattinate in cui la temperatura Melbourniana provocava uno strano effetto sulle lenzuola tale che al risveglio ognuno poteva possedere la propria sindone sul coprimaterasso, verso mezzogiorno sento vibrare il cellulare.
Con un balzo felino lo agguanto e schiarendomi la voce ancora fievole rispondo.
Dall'altra parte della cornetta una voce femminile mi chiedeva se potevo essere disturbato o se era il caso di richiamare piu' tardi. Capendo all'istante che si trattava della recruiter con la quale mi ero intrattenuto per un colloquio appena un paio di settimane prima, rispondo con tono deciso ma amichevole rassicurandola del fatto che non c'era nessun problema, anzi.
Lei, sempre con gentilezza mi spiegava che per il momento non aveva nuove posizioni e si scusava per il ritardo nella risposta ma che sicuramente, con un po' di pazienza qualcosa di interessante si sarebbe trovato.
Al di la' della veridicita' delle sue affermazioni di routine, ho apprezzato molto la correttezza della recruiter che, appena tornata dalla ferie e letta la mia mail di "sollecito" non ha esitato un attimo a chiamarmi.
Questo breve aneddoto semplicemente per testimoniare il fatto che in Australia, almeno per quanto rigurda la mia esperienza, ad ogni applicazione fatta a fronte di una posizione lavorativa ho SEMPRE ricevuto risposta via mail, a volte per telefono e in un paio di occasioni mi e' stata addirittura recapitata una lettera!
Oramai mi sono abituato a questa correttezza tipicamente anglosassone e penso a come faro' quando tornero' nel bel paese dove mandando centinaia di curricula mi vedro' arrivare risposte solamente da un 2 e mezzo per cento di agenzie o aziende?
Piu' in generale si puo' affermare che l'attenzione per il cliente inteso in senso lato, qui e' davvero maniacale.
Tempo addietro ho restituito la chiavetta USb alla Telstra (la Telecom australiana asserendo che non funzionava in maniera adeguata): nemmeno una resistenza da parte del manager dello store che prontamente, dopo essersi scusato per il disagio arrecato mi ha restituito il contante.
Non voglio nemmeno ricordare le facce e le risposte dei commessi di uno dei piu' grandi centri di telefonia mobile delle mie zone quando non piu' di tre d'anni fa chiedevo un telefonino sostitutivo mentre il mio era in riparazione per un difetto di fabbrica dopo pochissimi giorni dall'acquisto.
Un paio di settimane fa, inoltre, avevo acquistato un decoder nella speranza di ricevere qualche canale in piu' ma sfortunatamente per qualche problema ancora irrisolto alla fonte, il decoder non funzionava. Restituita l'attrezzatura in un altro punto vendita dello stessa catena, la cassiera ancora una volta senza batter ciglio mi ha restituito il denaro contante pagato appena un paio di giorni prima.
A volte se al posto di "esportare democrazia" importassimo queste buone maniere....

Monday, January 11, 2010

destino o fatalita'

Spesso mi interrogo su quale dei due fattori titolo del post influenzino maggiormente la nostra esistenza. Abbandonata infatti la strada dell'omo faber fortunae sue, preferendo a questa utero mater faber fortune figlio (scusate il latino maccheronico), mi capita spesso di analizzare a posteriori le scelte fatte. Non penso esista altresi’ un destino e spesso quindi mi vedo costretto a ricondurre semplicisticamente e pragmaticamente tutte le scelte a fatalita’.
Nella fattispecie, ieri dopo mesi e mesi di indecisione ero fortemente convinto di acquistare una bmw 5.35 del 1989 al prezzo di 2.700 dollari. L'auto sembrava a posto, vecchia d'accordo, arrugginita ma tant'e' cosa si puo' pretendere da un'auto del 1989?
Ogni giorno pensavo infatti di averne bisogno ed il giorno dopo mi smentivo asserendo che i mezzi pubblici melbourniani funzionano benissimo e che un'eventuale auto avrebbe rappresentato solo costi piu' che evitabili oltre ad inquinare e ad influenzare negativamente
la mia attuale silouette ottenuta grazie ai vari spostamenti a piedi nei tragitti casa-tram-lavoro-treno-supermercato-citta'...
Dunque, alle 14.00 di una giornata dove il mercurio nei termometri ha segnato 42 gradi, dopo essere passato per la mitica westpac bank a ritirare il cash mi sono recato dal mio collega di lavoro greco per prelevare la possente e all'epoca gloriosa serie 5 v6 3500cc con interni in pelle baige. Al primo test di guida l'auto non risondeva prontamente e pur accellerando con la virulenza di un Gill Villeneuve dei tempi migliori la poderosa berlina color rosso ruggine si muoveva alla velocita' di una lada niva col freno a mano tirato. Pensavo, sara' il clima, sara' il caldo, saranno i 20 anni di vita del motore, sara' che da un po' di mesi l'auto e’ ferma in garage....o sara' il motore finito? Pensava l'angioletto del buon senso accovacciato sulla spalla destra!
Testardo mi stavo pian piano autoconvincendo che il bolide in una giornata mite, senza clima, dopo un check appropriato e qualche giorno di guida avrebbe sicuramente sprigionato i 200 e oltre cavalli in suo possesso.
Ok mi son detto, questa e' la volta buona, avro' la mia fuckin' macchina!
Si trattava semplicemente di passare al RACV (la motorizzazione) a prelevare il modulo per il trasferimento.
Facendomi accompagnare dal mio collega, superando agevolmente il traffico cittadino di Melbourne arriviamo all'ufficio e stranamente il commesso mi dice di averfinito i moduli (1°segnale) e mi suggerisce di recarmi all'ufficio postale dove presumibilmente li avrei trovati.
Niente, nemmeno le poste centrali di Melbourne erano in possesso di tale documento (2°segnale). Strano, molto strano!
Decidiamo allora di recarci dal meccanico di fiducia per il road worthy certificate, pensando di stampare il certificato di transfer il giorno successivo dal sito internet. Il meccanico non avrebbe comunque fatto a tempo entro la serata e mi propone la scelta tra lasciare l'auto per riprenderla il giorno seguente a lavoro ultimato o riportarla il mattino seguente. Opto per la seconda (3° segnale) pensando che recandomi a lavoro in serata avrei potuto testare maggiormente le qualita' di questo vecchio catorcio!
L’auto nel frattempo continuava a non rispondere appropriatamente alle mie accelerate destando in me numerosi sospetti.
Sospetti che hanno trovato conferma quando il mio mate (piu’ esperto di me in meccanica e motori) e suo babbo in visita (che se ne stava tornando nel bel paese di li a poche ore, 4° segnale)
mi hanno convinto ad abbandonare il progetto dell’aquisto spiegandomi che quell’anomalia era dovuta molto probabilmente ad un malfunzionamento del variatore di frizione del cambio e trattandosi di automatic in caso di rottura avrei potuto tranquillamente portare l’auto nel bush per abbandonarla o in alternative sborsare 10.000 dollari!
Orbene, questi 4 segnali sono fatalita’? Non lo so.

Ecco quindi che mi sto orientando ad una nuova bicicletta o ad un motorino in pensione usato dai postini australiani!

Monday, January 4, 2010

Livin' Coburg

"Next Cobburgo" esclamerebbe qualsiasi italiano se gli si ponesse la domanda: "Where do you live?"
Si perche' nei viali di questo magnifico sobborgo a pochi km a nord di Melbourne vivono per lo piu' italiani oltre a mussulmani (arabi, libanesi e turchi), indiani e pochissimi australiani. Giusto per dovere di cronaca l'altra meta' degli italiani vive a Carlton!
Risulta difficile descrivere Coburg a molti di voi che non l'hanno mai visto ne tantomeno vissuto.
Potrei affermare che Coburg e' brutto e vecchio!
Oppure con un eufemismo possiamo dire che e' vintage e un po' retro'!
In realta' Coburg e' l'anima pulsante dei sobborghi nord di Melbourne, e' uno dei quartieri piu' antichi della citta', attraversato dalla Sydney Rd e dalla Bell St, due arterie di importanza vitale.
A Coburg si trova di tutto, persino un Drive In...si avete capito bene...ora ditemi quante altre citta' al mondo conoscete dove e' ancora possibile trascorrere una serata al drive-in!!!
A Coburg in una prigione c'hanno costruito un villaggio (dove vivo io appunto).
A Coburg c'e' la copia perfetta di Piazza Rovereto dove un mix di gente d'ogni dove anima la vita mondana chiaccherando tra i tavolini dei vari locali multietnici tra un falafel, un kebab, un trancio di pizza, un caffe’ o una birra.
Coburg e' in una posizione strategica, fuori dal caos della citta' ma non troppo distante dalla stessa, comodo all'aeroporto, ad un passo dalle principali freeway che portano fuori citta' per le trip del fine settimana e al centro di altrettanti importanti suburbs quali Brunswick, Essendon, Thonrnbury, Preston e il mitico Fawkner!
I personaggi che girano a Cobburgo durante il giorno lungo la Sydney Rd. sono sagome da cinema o da circo a seconda di come la si vuol vedere!
I tamarri con le auto truccate (per lo piu' libanesi e turchi) a mo' di fast&furious si contendono ogni pezzo della Sydney Rd come fosse l'ultima strada rimasta lasciando sull'asfalto strisce di pneumatici delle varie nissan skyline, toyota supra o degli ute della holden e poi lei la mitica, unica, insuperabile ford falcone 4.0L (nessuna delle quali potrebbe girare in Italia).

Insomma Coburg o la si ama o la si odia!
Questo almeno ai miei occhi!
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