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Saturday, February 28, 2009

Aggiornamenti tecnici

Dopo 3 mesi di attività mi sembra corretto mettervi a conoscenza di alcune statistiche del blog e qualche novità!
Le visite totali sono ad oggi 919, grazie a 835 visitatori di 35 diverse nazionalità, ovviamente con il solito testa a testa tra italia (432 visitatori) e australia (302 visitatori).
I post sono 21 corredati da 57 commenti, quindi una media di quasi 3 commenti per post.
Il mio profilo è stato visto 147 volte.

Insomma, il blog sta crescendo grazie a voi!
Continuate a seguirmi!

A parte queste noiose statistiche, finora non avevo mai pensato di elencare tutti i servizi (nella colonna di destra) presenti nel blog e di spiegare come si usano (spero di non urtare la vostra sensibilità di provetti internauti nell' esplicare queste cose per molti banali).
In ordine di utilità, dalla settimana scorsa, ho introdotto le etichette ossia gli argomenti che trattano i diversi post in modo tale che possiate scegliere quali post leggere a seconda del vostro interesse (nel mio blog attualmente ce ne sono 4: varie, australia, aggiornamenti, usi e costumi).
Una sottocategoria delle etichette sono i labels, ossia le parole chiave che vedete roteare un pò più in basso e tramite le quali potrete selezionare il post di vostro interesse con maggiore specificità rispetto alle suddette etichette (più generali).
Tornando in alto la prima cosa che si vede è il questionario "help to improve my blog", ossia 7 domande facili facili per fami capire come poter migliorare la visibilità del blog nei motori di ricerca (thanks!); appena più in basso il tasto contattami@ per inviarmi qualsiasi messaggio in forma privata direttamente nella mail personale. Poco sotto il mio profilo (nulla di che).
E siamo alle foto. Il servizio proposto è Flickr. Le possibilità che avete per vedere le foto sono 2: o vi accontentate del formato proposto nel blog oppure, cliccando in basso a sinistra appena sopra la carrellata delle foto proposte si intravede il link in bianco e così facendo si entra nel mio profilo flickr che vi permetterà di vedere in formato originale tutte le foto pubblicate (spero di essermi spiegato, altrimenti, come dicono qua, your dicks!).
Scendendo ancora un pò troverete l'archivio mensilizzato dei post.
Tutto il resto sono dei semplicissimi gadgets che non sto qui a commentare per ovvie ragioni!

See ya mates!

Wednesday, February 25, 2009

Walkabout e fauna locale

Dopo numerosi tentativi siamo riusciti a vedere una rassegna piuttosto completa di fauna australiana.
Ieri infatti in una riserva naturale a Ballarat (vecchia cittadina di ex minatori) a 120 km da Melbourne abbiamo potuto ammirare kangaroo, koala, woombat, emu, coccodrilli, iguane e draghi di comodo, wallabies, echidna, qualche simpatico serpente giusto un pò velenoso

















e soprattutto (anche se non c'entra con l'australia "continentale") il diavolo della tasmania.
So che vi starete chiedendo com'è un woombat e soprattutto il diavolo della tasmania...beh siccome è troppo difficile descriverli e perderebbero sicuramente di fascino, pubblico un mix di foto fatte ieri a queste strepitose creature.

Lunedì abbiamo fatto un fantastico walkaboutrip (con una mitsubishi magna noleggiata da "rent
a bomb") nella yarra valley, famosa per le sue cantine, e poi ci siamo addentrati nel bush e abbiamo girovagato senza meta precisa attraverso paesetti dal nome improbabile per poi ritrovarci (una volta evitato un vasto incendio) a sud est di melbourne, facendo quindi rotta verso casa scoprendo, dopo circa 4 ore di macchina, che sulla cartina dello stato del victoria (il più piccolo d'australia) ci eravamo mossi si e no di 2 cm!!!

Wednesday, February 18, 2009

Cricket, che passione!

Io sono un tipo sportivo nel senso che, oltre a praticare, amo guardare gli sport in tv: dal calcio al rugby, dal basket alla pallavolo, dal tennis allo sci passando per il ciclismo, il nuoto, la boxe, la vela, l'atletica e perchè no, anche gli sport meno "sportivi" come il biliardo, il tiro a varie cose con la pistola etc etc...ma c'è uno sport che qui in Australia fa impazzire la gente ed io non concepisco...il Cricket (pensate che a Melbourne il cricket ground è un'opera d'arte in grado di contenere 100 mila persone).
Ora, ho dovuto far ricorso a tutta la mia diplomazia per accettare il curling alle olimpiadi di torino dove due improbabili personaggi scopettavano il ghiaccio tanto per far qualcosa, ma proprio non posso concepire che si chiami sport il cricket e non me ne vogliano gli Aussie.
Per me lo sport deve essere sinonimo di fatica, sudore, tensione, muscoli, contrasti...
Vedere un uomo tutto imbellettato di bianco che prende una rincorsa di 25 metri per lanciare una pallina che se anche la lanciasse da fermo sarebbe la stessa cosa e dall'altra parte un ricevitore (ugualmente vestito ma con colori diversi) con una mazza da baseball ma con la parte dove si colpisce piatta che deve ovviamente prendere la pallina e intorno a lui 5 o 6 uomini (di non so quale squadra) pronti a ricevere e captare questa pallina prima che essa (quasi mai) finisca oltre il bordo del campo....ecco vi assicuro che uno sport di tale staticità e noia io non l'ho mai visto!
Una partita a scacchi potrebbe essere più entusiasmante!
Quando lo vidi la prima volta pensai ad uno scherzo e riflettendoci su mi dicevo...beh sarà lo sport per i pensionati della domenica o per la rieducazione dei malati mentali o una riedizione australiana di giochi senza frontiere...poi non vedendo ettore andenna cominciai ad ipotizzare che mi trovavo di fronte ad uno pseudo-curling su prato!
Ma io, come detto, sono curioso e testardo ed allora ho provato ad impormi di impararne le regole e a trovarne l'aspetto interessante; ebbene, vi assicuro che l'angelus del papa la domenica è più eccitante del cricket!
In realtà una cosa bella del cricket c'è....la birra!
E' consuetudine bere fiumi di birra durante le partite (la misura ovviamente è la pinta, qui solo gli sfigati bevono birre piccole!) allo stadio ed ho scoperto che come segno di gemellaggio le tifoserie delle diverse fazioni costruiscono il beer snake con i bicchieri vuoti. Io una cosa del genere la feci a 18 anni sempre con le bottiglie di moretti da 66cl intorno alla casa di un nostro amico (ovviamente io fui tra i più generosi contribuenti).
Uno degli eventi più importanti del panorama "crickettistico" australiano è il twenty20 che quest'anno si è giocato anche tra australia e sud africa a melbourne....onestamente non so dirvi chi ha vinto. Tanto per dare l'idea del dinamismo di questo sport una partita può durare più giorni, ecco un estratto di wikipedia "...La lunghezza delle partite (possono durare dalle sei ore a giorni interi, occasionalmente settimane), i numerosi intervalli per il pranzo e il tè e la terminologia complicata rendono difficilmente comprensibile questo sport agli spettatori poco esperti....".

Bill Bryson, un noto autore di racconti di viaggio scriveva a proposito del cricket:
"...non è vero che gli inglesi abbiano inventato il cricket come modo per rendere tutti gli altri comportamenti umani più interessanti e briosi; questo fu un mero effetto collaterale involontario. Non voglio denigrare uno sport che fa divertire milioni di individui, alcuni dei quali si svegliano e affrontano la vita con coraggio.
E' l'unico sport che contempla pause pranzo. L'unico sport che condivide il proprio nome con un insetto, il grillo. L'unico sport nel quale gli spettatori bruciano le stesse calorie dei giocatori (di più se sono solo un pò irrequieti). L'unica attività di qualsiasi tipo, oltre a forse quella del panettiere, nella quale ti puoi vestire di bianco dalla testa ai piedi e ritrovarti pulito alla fine della giornata come lo eri all'inizio.
Immaginate una specie di baseball nel quale il lanciatore, dopo ogni lancio, prende la palla dal ricevitore e cammini lentamente con quella dall'esterno verso il centro; una volta lì, dopo una pausa di un minuto per riprendersi, si volti e corra a tutta birra verso il monte di lancio prima di sparare la pallina sulle caviglie di un uomo in piedi davanti a lui che indossa un cappellino da equitazione, guantoni del genere usato per maneggiare isotopi radioattivi, e pezzi di materasso laceri su ciascuna gamba. Immaginate poi che se questo battitore non riesce a colpire la pallina in un modo che gli dia sufficiente coraggio da tentare di corricchiare per una ventina di metri con i materassi legati alle gambe non avrà nessun motivo formale per muoversi; potrebbe restare li per tutto il giorno e, di solito, ci sta anche. Se per qualche miracolo viene persuaso a compiere una rotazione cannata che lo condanna all'eliminazione, tutti i protagonisti della partita sollevano le braccia in alto e si abbracciano. A quel punto viene chiamato il tè e tutti si ritirano felici sotto un tendone lontano a corroborarsi e recuperare energie per la prossima seduta. Ora immaginate che tutto questo vada avanti a lungo e l'incontro si concluda ad autunno inoltrato e siate in ritardo sulla riconsegna di tutti i libri che avete preso a prestito dalla biblioteca. Allora avrete capito cos'è il cricket...."

Sunday, February 15, 2009

Australian' Pizzeria

Dopo qualche esperienza come waiter in diversi ristoranti e pizzerie gestite da italiani mi permetto di stilare una serie di differenze non di poco conto rispetto agli stessi locali in Italia.
La prima cosa che ho notato qua è l'attenzione maniacale per il cliente!
Mentre in Italia al cliente medio di una pizzeria non si riservano particolari complimenti qui lo si circonda di tutte le attenzioni possibili e immaginabili. Dalla pulizia estrema dei bicchieri, tovaglie, posate alla cura del tavolo dove raramente si deve vedere un bicchiere, una bottiglia o un piatto vuoti.
Devo però dire che anche il modo di fare del cliente medio aiuta: i thanks e i sorrisi non si contano nemmeno e l'usanza della mancia è ancora molto in voga. Ovviamente qui non si paga il coperto! Per non parlare poi dei molti clienti di origine italiana che appena sentono l'accento non proprio anglosassone non perdono l'occasione per fare 2 chiacchere.
La mancia appunto, una cosa che in Italia purtroppo è solo un bel ricordo: in due, tre sere di lavoro se sei fortunato ti fai anche 30 o 40 dollari di mancia.
Un altro aspetto interessante che ho notato lavorando in una pizzeria con uno standard un pò più elevato è stata la suddivisione delle funzioni: nemmeno in certe aziende si è così organizzati. Il cameriere lì aveva la funzione di far accomodare il cliente, prendere gli ordini e preoccuparsi che tutto andasse bene. Poi c'erano i cosidetti runners ossia coloro che portavano cibo e bevande e spreparavano ogniqualvolta fosse necessario. Poi, come se non bastasse, per la supervisione generale del locale c'erano due "manager" (sisi qua li chiamano proprio così) che coprivano i buchi lasciati dagli altri.
Ora però devo spendere 2 parole per questi ragazzi-ni manager che durante la serata busy ti si mettono dietro e ti urlano "push man-push man", con l'intenzione di vendere al cliente qualsiasi altra portata o bevanda e di fargli capire in fondo che se non consuma ancora se ne dovrebbe alzare e liberare il tavolo per altri clienti.
Fondamentalmente questi sono esaltati che solo perchè vengono chiamati manager pensano di poter fare qualsiasi cosa...e magari lavorano nella ristorazione da pochi anni! A me personalmente viene da ridere se penso ai discorsi che questo tizio mi ha fatto la settimana scorsa, sembrava stessi parlando con un vero manager di una multinazionale e pensavo "vanti che te fassi tute le ore che go fato mi in birreria e in pizzeria in italia fa ora morire 10 papi e ricordate bocia che mi ala to età saltavo i fossi par longo". Mi fanno anche un pò pena perchè non posso credere che una persona normale sia così imbecille da credersi manager perchè coordina (?) quattro ragazzi che portano fuori pizze e sbobbe varie. Da qui la decisione di abbandonare quel locale e di tornarmene nella pizzeria vicino a casa, molto più easy-going ma non per questo meno professionale.
A dimostrazione di ciò, ieri ad esempio, abbiamo fatto un briefing durante il quale il titolare ci ha dato delle indicazioni e delle linee guida da rispettare e dove ognuno poteva dire la sua. Ora questa abitudine avrà cadenza settimanale e ognuno potrà e dovrà dire cosa secondo lui si può fare per migliorare, insomma come un'azienda di un certo livello. Anche qui l'organizzazione non manca, anzi, ma il clima è davvero più sereno.
Tornando alle differenze rispetto al bel Paese un'altra usanza che gli aussie hanno è la possibilità di portarsi il vino o la birra da casa pagando un servizio di circa 4 euro, il che è molto conveniente perchè oltre a bere quello che si vuole si risparmiano parecchi soldi visto che gli alcolici nella ristorazione hanno ricarichi anche del 500%!

Alla fine devo dire che ci sono caratteristiche che sicuramente esporterei in Italia ma altre che proprio non avrei nemmeno il coraggio di proporre.
Insomma, paese che vai....

Sandro's P.S.
Il locale dove ci sono i manager è quello in cui lavoro io!!! Non sapevo che l'organizzazione richiesta ai camerieri fosse così rigorosa, anche perchè io generalmente mi gestisco da solo, solo che adesso capisco come mai questi "manager" ( che io non chiamo "manager" ma generalmente "ciò ti" oppure "ciò scoltame n'attimo" e mi diverto un sacco quando non capiscono ) se la prendono e cominciano a farmi delle occhiatacce quando ci provo con le clienti o quando come stasera mi sono messo un paio di tette finte sotto la maglietta sporca e me ne sono andato in giro per il locale!!!!
Il fatto è che sono Italiano fino al midollo e secondo me se uno mangia bene su una pizzeria poi è contento, mentre questi qua che stasera ho visto accompagnare un piatto di frutti di mare con un bananarama ( frullato di banane e cioccolato ), visto che non capiscono un cazzo di quello che hanno su un piatto davanti agli occhi, si accontentano di una o due persone che leccano loro il deretano per mangiare lo scarpone che magari è ornato bene ma scarpone rimane...
E allora vai di complimenti!!!
E vai di:" Era buono?" "va tutto bene signore?" Dopo un'ora e mezza di frasi così uno si convince pure di avere mangiato da dio...!!!
In Italia, ma forse dovrei dire in Veneto ( nel meraviglioso VENETO da dove arrivo ) un ipotetico dialogo tra un cameriere leccaculo ed un cliente tipo di una pizzeria sarebbe:
"Tutto bene signore?"
-"si,si"
poi dopo cinque minuti
"desidera qualcos'altro,signore?"
-"no,no grassie"
altri cinque minuti
"Posso riempirle il bicchiere signore?"
-"Va a impienarlo a quela vacca de to mare!!!" ( "riempilo a quella signora di dubbia moralità che ti ha dato i natali", per i residenti fuori dal veneto...)
Ah... Come sono diverse le culture in giro per il mondo!!!!!!

Friday, February 6, 2009

Ho visto cose...(sandro's post)

Sono un libero cittadino Italiano consapevole delle proprie scelte e soprattutto del fatto che, fra le sue grandi passioni, forse quella che supera tutte le altre, come energie impiegate e tempo trascorso in estenuanti "allenamenti" di braccio e "ganassa", ha il cibo...
Ma non mi fraintendete... non amo solo cucinare, amo soprattutto "MANGIARE"!!!
Probabilmente per chi mi conosce o ha visto le mie foto è una cosa abbastanza inutile da dire... Ce l'ho scritto in faccia che amo mangiare, e soprattutto un trenta-quaranta cm più in basso, sul davanti, dove giro con uno "zaino in spalla" dalla parte sbagliata...
Fino ad una settimana fa avevo delle credenze, dei punti fermi da cui tutto il mio sapere culinario partiva: cose semplici, per carità, ma a cui mi affidavo con la tenacia di uno scalatore che si tiene alla corda per non cadere... Orbene adesso, mentre scrivo, mi sento spaesato, e sono come un pulcino che ha perso la ciocca durante un temporale...NON POTETE FARMI QUESTO!!!!!!!!!!
Io lavoro praticamente da sempre nella ristorazione, ed una settimana fa ho provato per la prima volta ad alzare la testa dalla mia postazione per vedere quello che mi accadeva attorno... Nel giro di cinque minuti ho attraversato tutti gli stati d'animo di una persona a cui è stata data una brutta notizia: arrabbiatura-incredulità-rassegnazione-tristezza ed infine... depressione...
Ero partito da casa pieno di speranze, e forte di una convinzione (sbagliata) tutta mia: non è vero che la cucina italiana è la migliore al mondo... de gustibus non disputandum est... ogni paese ha delle tradizioni culinarie che hanno un senso e vanno rispettate... bisogna provare di tutto perchè se sono abituato a mangiare una cosa non è che sia per forza la migliore... AHIME' QUANTO MI SBAGLIAVO!!!!!!!!!
Ho provato a dirmi: "Magari la salsa barbecue sulla carne ci sta anche bene..." Magari un bicchiere di vino rosso, spingendo spingendo, con certi tipi di pesce ci può anche stare..." Ma poi ho visto cose inenarrabili. Cose per cui ho dovuto far ricorso a tutta la mia pazienza per sopportare, e quando anche la pazienza finiva, ho dovuto ricorrere quasi alle braccia dei camerieri perchè mi impedissero di andare al tavolo dei clienti per lanciare fuori dalla finestra il piatto...
Questi occhi, che in passato hanno visto creare da zero vere e proprie opere d'arte, hanno visto gente che mentre mangiava un salmone beveva caffellatte, che con una pepata di cozze beveva frappè al cioccolato; gente che in una pizza dolce metteva il ketchup perchè "non si sa mai, magari sulla Nutella e con lo zucchero a velo ci può stare!!!" Senza contare quelli che su una frittura di calamari freschi, fatti con olio di semi nuovo di zecca, mettono il grana, o il "deus ex machina" della culinaria che su una margherita ha messo una fetta di tiramisù...
Questa gente ha rubato le mie convinzioni, e soprattutto una delle frasi più celebri che usavo quando mi proponevano degli abbinamenti che secondo me non andavano..." Già che ci sei, mettici sopra pure il caffè, tanto dentro si mescola tutto!!!"
NON LO POSSO PIU' DIRE!!! QUESTI LO FANNO DAVVERO!!!
Il primo giorno di lavoro sono andato in un ristorante rinomato di Melbourne e quando ho visto che su un filetto mettevano prima degli scampi e poi la panna, ma soprattutto quando ho visto mettere il bacon ed il ketchup su delle ostriche mi è venuto in mente mio padre, ed ho pensato che se mi vedesse lavorare in un posto del genere mi misconoscerebbe come figlio, per cui ho cambiato ristorante. Ma qui è dappertutto così!!!! E' un incubo!!!
Questa gente ha perso mille punti ai miei occhi, e sto ancora cercando qualcuno che mi dica:" Hai ragione, forse le salse coprono un pò il sapore dei cibi..." oppure "Hai ragione, forse ogni tanto sarebbe anche bello avere qualcosa di duro da masticare!" Ed invece qui il pane con la crosta è un miraggio.
A conti fatti ho capito che per l'australiano medio, o forse dovrei dire per l'anglosassone medio, un cibo è buono quando: non occorre masticare per mandarlo giù, è un qualcosa di consistenza molliccia che serve per "sostenere" una salsa o l'altra, bisogna dedicarci meno tempo possibile e soprattutto... non costa un cazzo!!!
Costa sei dollari? Eccezionale...
Otto dollari? Mangiabile...
Dieci? Cattivo...
Dodici? Immangiabile...
Sopra i quattordici? Una cosa del genere dovrebbe uscire dal mio corpo e non entrarci...
Penso di avere riassunto il pensiero generale riguardo il cibo da queste parti...
Una sola cosa mi fa incazzare... Quelli che fanno i programmi di ricette in televisione... Ma statevene a casa vostra!!! Come fate a sbandierare ai quattro venti la vostra ignoranza???Anzi, quale ignoranza!!! L'ignoranza in questi casi sarebbe già qualcosa!!!

P.S. Dopo un lungo ragionamento penso di avere capito il motivo per cui agli anglosassoni non piace mangiare bene... Sono così stufi di mangiarsi la lingua parlando che quando è ora di pranzo sono già pieni!!!!

Portsea, Sorrento e il Tamagotchi

Prima giornata di mare vero!
Mornington Peninsula, 100 km circa a sud di Melbourne.
Noleggiata una spettacolare daewoo nubira sw per la modica cifra di 30 dollari "insuransa" inclusa....dopo varie peripezaie (peripezie in inglese come direbbe mike) siamo arrivati in questo posticino che il mio compagno di sventure ha così definito...

"beh mi me sembra più o meno come nar jesolo"



La giornata è trascorsa tra lo svacco totale in riva al mare seduti in una sedia da "pensionato in campeggio" a cucinarsi sotto il sole con una pausa pranzo in una specie di rosticceria greca dove abbiamo potuto assaporare degli aromi inusuali per questi vandali del gusto (lo stesso non si può dire della sera dove a Fitzroy ho avuto la brillante idea di replicare la scelta della cucina greca ma con effetti mooolto diversi...per fortuna il mio socio detto anche "composter" ha spazzolato via tutto evitando la brutta figura!).
Tornando a parlare dei posti visitati devo dire che la zona è davvero piacevole ed i panorami sono spettacolari, soprattutto il paese di Dromana dove si possono ammirare ville strepitose affacciate sull'oceano con tanto di piscina e parco annessi!

In questi giorni sandro ha approfondito la conoscenza con la sua flatmate giapponese di Tokyo, 30 anni, cakemaker...dico solo che sembra un tamagochi, è alta 1 metro e 40 (forse) e fa tutti i gesti dei cartoni animati giapponesi accompagnati da quei suoni tipici nipponici che loro usano per parlarsi ma che io non credo si possano definire parole e dall'immancabile W di vittoria con le dita accompagnato da un sorriso che più ebete non si può . Se a questo si aggiunge che il suo livello di inglese è pessimo, presto si fa ad immaginare l'ilarità delle conversazioni.
E' comunque uno spasso!

Il prossimo post sarà un sequel riguardante usi e costumi della cucina aussie...preparatevi a sentire cose che non avreste mai osato nemmeno immaginare!
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