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Saturday, September 26, 2009

Tutti pazzi per il footy!

Dovete sapere che ieri sera, sabato 26 settembre 2009, a Melbourne si è giocata la grand final di football australiano disputatata all'MCG tra i Saints di St Kilda e i Geeolong Cats (una specie di partitone finale dopo i playoff e soprattutto dopo un campionato lungo 8 mesi). Per la cronaca ha vinto il Geelong anche se io simpatizzo per il Carlton che a mio avviso ha il più forte giocatore di tutta la league ossia Fevola. E fin qua nulla di anormale, se non fosse che il football di cui racconto non è il calcio e tantomeno il football che pensate voi, ovverosia quello americano.
Qui il football o come lo chiamano loro footy è un bel mix tra il rugby e il football americano con qualche sprazzo di calcio a zona. Insomma è uno sport molto duro ma altrettanto aerobico dove questi atleti devono alla fin fine buttare la palla coi piedi tra due pali posti alle estremità del campo. Per arrivare a destinazione possono calciare l'ovale e se il compagno di squadra riesce a prendere la palla al volo ha diritto di calciare dal punto di presa senza che nessuno lo disturbi. In caso contrario (e questo accade molto spesso) il povero malcapitato viene attaccato da un branco di bisonti (avversari). Hanno poi un modo singolare di passarsi la palla con le mani e cioè dandole un pugnetto dal basso verso l'alto (non so se sia il regolamento ma lo presumo altrimenti sarebbero abbastanza ridicoli).
Anyway, non mi dilungo troppo sui dettagli anche perchè non li conosco ma vi assicuro che vedere una città imbalsamata davanti ad uno schermo e i 100.000 e più ammassati al Melbourne Cricket Ground a seguire un match clou di uno sport di cui fuori dall'Australia (e a dire il vero anche al di fuori dello stato del Victoria) non se ne conosce nemmeno l'esistenza è davvero strano.
Purtroppo l'associazione che mi viene più logica fare col footy è lo stress che causa quando lavoro al ristorante il week end. Infatti, a parte gli ultimi match giocati per motivi di capienza all'MCG, tutto il campionato (e qui si gioca di venerdì, sabato e domenica) le partite si disputavano all'Etihad Stadium ovvero a pochi passi dal Renzo's bar. E quindi una piccola parte dei 50.000 (che per quanto piccola significava almeno sempre 500 persone) che l'ex Telstra Dome riesce a contenere si riversavano sistematicamente pre e post match al ristorante qualsiasi fosse l'orario della partita.
Che dire di questo sport, un'altra stranezza australiana, anzi vittoriana e anche se non lo amo devo dire che rispetto al cricket questo almeno si può classificare tra gli sport....beh ora che ci penso rispetto al cricket anche il solo gesto di alzarsi dal letto al mattino potrebbe considerarsi sport nazionale!

Thursday, September 24, 2009

Sarà vero? Si, no, forse, chi se ne frega! (Sandro's post)

Quando ero bambino e qualcuno mi prendeva in giro, o diceva qualcosa di male sul mio conto, come e' logico mi arrabbiavo molto. Ricordo ancora adesso pero' le parole di mia madre che mi diceva di stare zitto. Mi diceva di lasciare stare, che se ribattevo buttavo benzina sul fuoco della disputa, e se io stavo male gli altri piu' ribattevano, piu' si divertivano... Mi diceva inoltre che se una cosa non era vera, non avevo motivo di preoccuparmi, tutto si sarebbe risolto e sciolto nell'indifferenza generale. Le malelingue lasciano sempre il tempo che trovano, e se una cosa detta per scherzo cresce come un fiume in piena, allora sta a significare che quello che si dice non e' poi cosi' falso.
Io li leggo i giornali, qui in Australia, e quello che viene scritto raramente travalica il limite del buongusto, ma tante volte i toni nei confronti della classe politica sono davvero molto aspri: d'altra parte qui hanno capito da tempo che questo fa parte del gioco. Vuoi potere politico e fama? Allora sarai esposto e tanto piu' sarai famoso tanto meno avrai una vita privata. L'usanza tutta italiana di fare di tutto per diventare famosi e poi cercare di nascondersi con occhiali da sole e parrucche qui non ha mai attecchito ed il primo ministro, Kevin Rudd, puo' essere visto molto facilmente mentre fa la spesa o beve un caffe'. E' normale che la gente vada a parlargli, ma se non voleva tutto questo si prendeva una barchetta ed andava a fare il pescatore a venti km dalla riva cosi' nessuno lo importunava. Anyway, la stampa qui funziona, la classe politica e' sulla bocca di tutti e la satira c'e', ed e' pure cattiva. Ma allora perche' in Italia si cerca di eliminare la satira? Perche' i sostenitori del cavaliere dicono che la satira e' a senso unico? Sara' piu' logico prendere in giro un primo ministro che il sopraccitato pescatore. Vuoi vedere che la verita' fa male e che la valanga incontrollabile di critiche ha un fondo di verita'? Non sta a me dirlo, ma quello che mi lascia sconcertato, e con me gran parte degli australiani che si interessano di politica estera, e' la totale indifferenza con cui questo scempio viene attuato e perpetrato. Ma quale puo' essere il motivo? Puo' essere che la gente, tutta, sia cosi' stupida da credere ciecamente al cagnolino di rete 4 o al neo leccaculo di rai 1? O che i "panini" mediatici dei telegiornali siano cosi' efficaci? Onestamente non credo. L'italiano e' probabilmente assuefatto a questo genere di cose e alla fine pensa che cosi' e', cosi' e' stato e cosi' sempre sara' sicche' alla fine cerchiamo di sostenere quello che fa meno male al portafoglio. E questa e' la sola ed unica vera differenza fra Italia ed Australia. Qui si pensa che l'intero universo a parte una piccolissima, irrilevante, eccezione sia composto da altri, e quindi le cose funzionano.
Saluti a tutti.

Saturday, September 19, 2009

Tutta questione di permanent-e!

Devo dire che una delle cose più eccitanti è potersi permettere di cambiare programmi dal giorno alla notte senza dover render conto a nessuno! Chiamatela pure mancanza di responsabilità, può essere, accetto la critica visto che nella maggior parte dei casi contribuisce a crescere e migliorare. Io la chiamo Libertà!
Sono arrivato in Australia il 7 dicembre del 2008 con un WhVisa come il 99% degli italiani che vengono downunder per vivere un'esperienza che si dimostra essere in ogni caso positiva!
L'Australia è un bel posto, come tanti altri nel mondo, non troppo differente per alcuni aspetti da dove provengo. Si lavora, si guadagna qualcosa in più, si spende un pò meno e questi due aspetti economici aiutano a superare le incertezze, le diversità, la difficoltà ad integrarsi e le nostalgie tipiche di chi intraprende un'avventura del genere.
L'Australia però è anche uno stato con delle leggi sul lavoro molto nazionaliste e restrittive!
All'inizio ero confidente sul fatto di trovar lavoro "qualificato" grazie alle mie skills ma mese dopo mese ho scoperto che nonostante tali skills puntualmente riconosciute ed elogiate dai recruiters la risposta velata o meno si rifaceva sempre ai limiti imposti dal mio visto!
Dopo un pò di mesi di spensieratezza tra i vecchi pensionati italiani del patronato inca e l'oramai immancabile lavoro di cameriere è arrivato il momento di decidere cosa fare! Si perchè se non decido il 16 novembre sarei costretto a sbarcare nel nativo suolo italico, cosa che più di tanto non m' attira visto che non posso ancora dire "missione compiuta"!
Onde per cui, dietro suggestion di un noto avvocato di Melbourne mi sono avventurato nella lunga e intricata application per la permanent visa...progetto ambizioso secondo alcuni, più che realizzabile invece secondo altri.
La cosa non è nuova, ci avevo già pensato appena approdato downunder, ma la vedevo molto lontana e confidavo di trovare lavoro con tanto di sponsor....il solito italiano saccente....sono laureato, pensavo, ho qualche anno di esperienza nel mio settore, parlo inglese (???), chi vuoi che non mi prenda???
Invece qui, se non ha la permanent visa non sei nessuno (questa ovviamente è la mia esperienza)...il mio amico Lucio di Sydney potrebbe smentirla seduta stante raccontando la sua più "facile" ascesa al successo in suolo australiano...ma forse erano altri tempi (Lucio se ci sei batti un colpo!).
Anyway, questi ultimi giorni sono scanditi da un lavoro frenetico di organizzazione dei documenti da preparare, ossia attestato di laurea, esami sostenuti con votazione, programmi degli esami, attestato di diploma, lettere di referenza etc etc il tutto da far tradurre in inglese per poi presentarlo al NIA (National Institution of Accounting) nella speranza di vedere riconosciute almeno 9 materie su un totale di 12! Le eventuali materie non riconosciute dovrò integrarle con uno o più esami (a pagamento ovviamente!). Fatto ciò potrò applicare per la famigerata permanent visa tramite l'immigration department!
Ah, dimenticavo una cosa non proprio irrilevante...l'IELTS test! Devo sostenere l'esame e prender 7 in tutte le "specialità"! Semplice no?
The pen is red, the book is on the table, the window is opened!
E se non va per questo verso non temete, sono italiano anzi di più sono veneto....ready? I was born ready!
Questo è quanto gente!
Ma può darsi che domani mattina mi svegli e cambi idea!

Wednesday, September 16, 2009

Low Cost!

Realizzavo proprio in questi giorni con quante diverse compagnie aeree ho volato in passato (remoto e recente) e pensavo alla qualità del servizio di ognuna ed alle caratteristiche tipiche delle compagnie low cost, personalmente molto sfruttate negli ultimi anni.
Passando per le tutt'altro che low cost Alitalia, British, Klm, Iberia e per ultima Emirates devo dire che in Europa abbiamo una visione piuttosto distorta di ciò che consideriamo qualità o alta fascia, nel senso che la compagnia forse più blasonata in tal senso nel vecchio continente è Lufthansa. Ora, chiunque di voi abbia volato con Singapore Airlines, Emirates e recentemente Etihad ha potuto constatare quanto in realtà la sopracitata compagnia teutonica sia lontana dagli standard delle compagnie mediorientali che finanziamo ogni volta che con la nostra amata auto ci avviciniamo ad una pompa di benzina.
In realtà in questo post vorrei soffermarmi sul confronto tra 3 compagnie low cost utilizzate finora, ossia Ryanair, AirAsia e Jetstar (la linea low cost di Qantas).
Dico che subito che Jetstar batte tutte di gran lunga sotto ogni punto di vista! Viaggiare su un Airbus A300 da Melbourne a Bangkok (9 ore di volo) su sedili comodi e mangiando pure per un totale a/r di 250 euro lascia poco spazio ad ogni eventuale critica nei confronti di questa compagnia (che tra l'altro offre anche la possibilità di viaggiare in business!).
Jetstar poi è collegata con tutti gli aeroporti principali in Australia, in New Zealand, in Thailandia e arriva persino alle Hawaii!
Con Jetstar al decollo e all'atterragio non occorre scendere in pista a fianco degli aerei viaggiando per qualche minuto negli autobus appiccicati come sardine!
E Jetstar non risparmia nemmeno sulla qualità delle hostess!
Ryanair offre sicuramente un servizio di trasporto più capillare in tutta Europa (un pò carente nell'est) dovuto anche alla molteplicità di luoghi richiesti dalla domanda; in Australia, una volta tolte le principali 6/7 destinazioni non c'è molto altro da coprire.
La compagnia irlandese purtroppo offre scali soprattutto negli aeroporti minori, spesso distanti dalla città (pensate a Parigi e Barcellona o Bergamo, uno degli hub più grandi in Europa per Ryan).
Detto questo valuto Ryanair una delle alternative migliori per viaggiare in Europa.
Se invece volete l'economicità a tutti i costi, AirAsia è quella che fa per voi....prezzi assurdi!
Bangkok-Phuket (1 ora e qualcosa di volo) a 30 euro! E gli aerei non sono poi così male, anzi!
Air Asia inoltre è la prima compagnia low cost ad effettuare il volo diretto Kuala Lumpur-Londra! E' poi il principale cliente per l'AirbusA320 ed è anche stata la prima compagnia aerea ad utilizzare la strategia del viaggio senza biglietto e della non assegnazione dei posti.
Insomma, pensavamo di aver scoperto l'acqua calda agli inizi del 2000 con Ryanair ma Asia e Oceania avevano già messo le mani avanti diversi anni prima e devo dire con risultati molto più soddisfacenti.
Spesso mi chiedo come facciano a starci dentro con i costi o forse sarebbe da chiedersi per quanti anni ci hanno preso per il c..o (e continuano a farlo tutt'ora) le altre compagnie non low cost che chiedono prezzi 3/4 volte superiori per la stessa tratta.

Da questo post nasce il prossimo sondaggio che trovate in alto a destra.

Friday, September 11, 2009

Kop khun kha Thailand!


Nonostante le 9 ore di viaggio (col rischio di doverle trascorrere di fianco al sosia ossigenato di Bud Spencer) e dopo 6 ore interminabili a zonzo per l'aeroporto di bangkok causa ritardo aereo, pubblico questo post scritto a caldo ieri a phuket.
Anche se non ce n'era assolutamente bisogno, questo viaggio in Thailandia non ha fatto altro che rafforzare la mia opinione sull'indiscutibile fascino del viaggiare da soli, in libertà e perchè no, anche un pò "disorganizzati". La conferma di tutto ciò è stata (e lo è spesso) l'occhio del turista in comitiva che sembrava guardarmi con la stessa invidia con la quale un signore su una Punto osserva da lontano un altro signore seduto su un 360 modena, con l'enorme differenza però che nel viaggio il 360 modena è alla portata di molti, basta solo adattarsi e non aver timori.
I posti raggiunti ed i momenti vissuti nei miei trip a Bangkok con i tuk-tuk e a Phuket con lo sccoter sono mete che il turista classico si permette solo di sognare! Eppure in queste due mete tutt'altro che spericolate non c'è nulla che implichi un eccessivo spirito d'avventura.
Einuai, dopo questo intro doveroso con il quale spero d'aver convinto voi lettori ad abbandonare gradualmente le agenzie e ad organizzarvi da soli, veniamo (scusate il termine!) alla Thailandia.
Qui si contratta tutto! E, se da un lato ciò risulta eccitante quando si riesce ad ottenere un forte sconto rispetto al prezzo di partenza, dall'altro non si capisce mai se il prezzo pattuito è davvero "fair" come dicono downunder. Dico questo perchè le contrattazioni non hanno sbalzi, come si potrebbe pensare, del 20 o 30 per cento, bensì a volte anche del 70/80%.
Il prezzo di partenza del Breitling acquistato in un mercatino a Bangkok per il mio socio era di 4.800 Bath...dopo 30 minuti di pura follia alla Roberto "il baffo" di Crema, nascosti sotto un tendone, l'ho "strappato" per 2.500 Bath, ma non sono ancora sicuro di aver ottenuto il miglior prezzo possibile!
Le vere prostitute poi non sono come si potrebbe immaginare, le avvenenti ragazze thai che offrono l'amore mercenario nascosto (ma anche no) dietro ad un massaggio tutt'altro che professionale. Qui le vere puttane sono gli autisti dei tuk-tuk che ti promettono di raggiungere la meta richiesta in cambio di pochi Bath, non rivelando due particolari piuttosto importanti.
Il primo, che per arrivare a destinazione ti obbligano ad un paio di soste forzate in negozi di souvenir o abiti su misura dove il taxista riceve laute mance, il secondo che non sempre ti portano a destinazione, facendo passare un qualsiasi tempio per il palazzo reale (io ne ho visti 3 diversi in due soli giorni!).
Detto questo però, il modo migliore per vedere e capire Bangkok è proprio il tuk-tuk...cercando di non far caso all'umidità e all'inquinamento che a volte rendono impossibile anche un semplice respiro.
Da evitare poi molti tour organizzati fuori e dentro Bangkok (tutte cose che si possono fare da soli risparmiando un sacco di soldi)...la tristezza insita in queste gite "tutti assieme" ha dell'indescrivibile: vedere una tigre moribonda legata ad una catena sotto il sole cocente, solo per fare una foto non ha niente di eccitante.Molto meglio vederle in tv nel loro ambiente naturale.Ma si sa "business is business" e il 90% dei turisti paga per fare ciò sentendosi addirittura appagati!
Bangkok tuttavia è molto affascinante solo che bisogna prenderla a piccole dosi e con i tempi che un tour organizzato non ti concede.
Phuket invece è la meta turistica di mare per eccellenza della Thailandia, ma anche qua, con un pò di spirito d'avventura, si possono vedere posti e vivere situazioni tipiche del viaggiatore.
L'unico rammarico è non potere visitare isole come Phi Phi island senza l'ingombro delle masse di turisti che affollano questa e molte altre isole (e pensare che io ero li in bassa stagione!) a meno che non si riesca ad arrivarci con gente del posto al mattino molto presto. Ne vale comunque la pena e le foto che pubblicherò come al solito lo confermeranno.
Diversi sono gli europei trasferitisi qui per business "e altro" ed i posti da loro gestiti sono facilmente riconoscibili pur lavorandoci all'interno solo thai.
Una margherita orribile a 350 bath è senza dubbio frutto di un business gestito da italiani o tedeschi. A pochi passi, allo stesso prezzo troverete un'aragosta, magari in un posto meno attraente ma stiamo parlando comunque di una fuckin' aragosta a 7 euro!
E' molto facile spendere 1.500 bath mangiando male o 300 mangiando divinamente:basta semplicemente, nel primo caso, non fidarsi del cibo thai scegliendo in modo ottuso un qualsiasi postaccio gestito da europei. La cucina thai è ottima! Soprattutto nell'ambito pesce!
Insomma, mi son divertito e sicuramente ci tornerò e spero la prossima volta di riuscire a portarmi dietro il mio fuckin' lazy flatmate!

c u mates!
stay tuned!

Thursday, September 3, 2009

Chiuso per ferie!

Mi sono scordato di aggiornarvi...mi trovo in Thailandia, ovviamente in ferie e quindi, a meno che il mio socio downunder non decida di dare sfogo alle sue capacità letterarie, vi avviso che fino al 10 settembre 2009 non ci saranno nuovi post!
c u then mates!
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