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Monday, December 28, 2009

Info utili: visa!

Non ho ancora scritto un post che tratti di un argomento apparentemente scontato ma che potrebbe rivelarsi utile a tutti coloro che hanno intenzione di intraprendere un'esperienza downunder. E non c'è miglior consiglio che l'esperienza finora vissuta!
Il metodo maggiormente utilizzato per venire in Australia e rimanerci un pò è senza dubbio la Working Holiday Visa, un visto che finora si è rivelato molto semplice da ottenere ed altrettanto efficace per conciliare vacanza, lavoro e un pò di studio. Il visto infatti era nato con l'intento di far conoscere l'Australia agli overseas viaggiando all around e di tanto in tanto intraprendere qualche lavoretto casual per finanziarsi il viaggio, appunto. In realtà la maggior parte degli europei conosciuti utlizza questo visto per lavorare il più possibile (visto il gap salariale con molti paesi del vecchio continente) e magari come crocevia per ottenere un visto più lascivo in termini temporali (come ad esempio lo sponsor).
Infatti con il wh visa si può rimanere in Australia al massimo 1 anno e si puo' lavorare fino a 6 mesi con lo stesso datore di lavoro (quindi per lavorare 1 anno intero ci vogliono almeno 2 datori). Inoltre al momento della richiesta del visto non bisogna aver compiuto 31 anni. Non è rilasciato a tutti i cittadini del mondo (per esempio gli spagnoli per ora non ne hanno accesso).
Un eventuale secondo working holiday si può richiedere se nell'anno si è lavorato almeno 3 mesi in una farm in zone rurali.
Un altro visto abbastanza usato è lo student visa e spesso questo rappresenta il secondo permesso in termini temporali dopo il sopracitato wh in quanto scaduto il primo, molto di coloro che hanno intenzione di rimanere si iscrivono ad uno dei corsi di formazione presenti nella lista delle professioni skilled per poi tentare di applicare per il visto permanente. Aspetto positivo di questo visto è la validità pari alla durata legale del corso di studi e inoltre permette di lavorare fino a 20 ore a week ed illimitatamente durante le school holiday..aspetto negativo, soltanto uno ma basta a scoraggiare chiunque...qui per un corso relativo ad una professione che poi non si eserciterà mai bisogna preventivare circa 20.000 AUD all'anno (2 anni di solito); ho scritto che non si eseciterà mai perchè tra le skilled profession le più richieste e di conseguenza le più "frequentate" in termini di corsi di studi sono hairdresser (parucchiere), frigorista, cuoco....il 90% della gente conosciuta finora li frequenta solo per poi poter applicare per la permanent visa.
Ci sono molti altri visti ovviamente, dal temporary permanent, allo sponsor, alla indipendent permanent visa ma i due sopraelencati coprono sicuramente il 90% tra quelli comunemente utilizzati.
Merita tuttavia di essere citato il famigerato sponsor, ovverosia la volontà di un' azienda australiana di concedere un visto temporaneo legato al contratto di lavoro con l'azienda stessa per un periodo di 3 anni.
E' solitamente rilasciato nell'ambito delle categorie richieste quali cuoco, impiegato specializzato, geologo o cmq nel caso in cui la figura professionale richiesta scarseggi nel territorio australiano.
Trascorsi i 2 anni in regime di "sponsor" si può applicare per la permanent resident.
Numerosi sono comunque gli overseas che entrano nel territorio australiano con un normale visto turistico, rinnovabile ogni 3 mesi fino ad un massimo di 1 anno ma qui non c'è bisogno di spiegazione alcuna.

That's all folks!
c u soon!
stay tuned!

Wednesday, December 23, 2009

Australian driving licence

15 minuti e 46 dollari per ottenere una patente australiana valida 3 anni!
i'm speechless again!
That's Australia!

Quasi mi manca la burocrazia italiana...non mi diverto neanche così!
Vuoi mettere fare un bel paio di ore di coda in agenzia pagando 150 euro tra visite, marche da bollo e ricarichi più o meno legali?

The fast food culture

In 29 anni di Bel Paese mi sono avventurato solamente 2 volte in un Mc Donald, di cui una costretto dalle circostanze!
E mia mamma non lo sa ancora, probabilmente se fumassi un intero pacchetto di marlboro davanti a lei sarebbe meno preoccupata!
Qui in Australia (come pure in USA e UK) le cose vanno un pò diversamente...
Si perchè qui nei fast food ci vanno tutti, adolescenti, adulti, anziani, bambini ed ognuna di queste categorie prese singolarmente ci può anche stare ma quando vedo un genitore che accompagna i figli al Mc & C. penso (da italiano "foodie") ancora a mia mamma che probabilmente avrebbe preferito accompagnarmi dalle signore che lavorano la notte (qui 24 ore) piuttosto che in qualsiasi fast food.
Ma tant'è, e l'ho già scritto, "when you are in rome do as romans do"!
Ecco quindi che da un anno a questa parte, seppur con la frequenza con la quale Max Biaggi ha vinto negli ultimi 10 anni, mi son visto costretto a frequentare questi postacci che rispondono ai nomi di Mc Donald, Hungry Jacks, KFC, Nando's, Red Rooster, Subway!
Questi almeno quelli testati finora. E da qui l'idea di stilare una sorta di classifica tra il peggio ed il meno peggio!
Dico fin da subito che il sedicente portoghese nando's (re del pollo & c.) si erge ad uno status leggermente più elevato degi altri sia per la qualità del prodotto e di conseguenza anche nel prezzo ma tutto sommato ne vale la pena. Anche l'ambiente apparentemente risulta essere un pò meno "lercio" rispetto ai concorrenti.
Al secondo posto, metterei Subway, una specie di paninoteca a catena di montaggio dove si può scegliere tra una serie consistente di affettati, formaggi, verdure e salse da inserire nel panino, anch'esso a scelta! Diciamo che il tutto sembra fresco e la possibilità di scegliere permette di ottenere un prodotto che per 7-8 dollari può considerarsi soddisfacente.
Hungry Jacks è a mio avviso il primo tra i fast food che propongono il vero e proprio junk food, sia per il prezzo, sia per la quantità.
Di seguito, anche se distaccato di poco, si classifica Mc Donalds, il simbolo per eccellenza dei fast food e forse anche per questo poco frequentato dal sottoscritto!
La guerra tra KFC e Red Rooster è davvero una lotta tra titani della spazzatura.Il pollo la fa da padrone in tutte le versioni possibili e inimmaginabili, comunque sempre e solo fritto (in che olio non si sa!). Non saprei proprio chi mettere prima e dopo visto che in entrambi ci son entrato una sola volta...e un motivo ci sarà!
A breve un sondaggio per conoscere le vostre preferenze.

Ma dico io, farsi un piatto di pasta col mitico pesce veloce del mare del nord (altresì definito tonno) il tutto per un costo totale di 2 dollari (forse)??? No eh?!?!
L'obesità rappresenterà in termini di vittime la terza guerra mondiale con costi mooolto più elevati delle prime due!

Tuesday, December 15, 2009

Waiting for Xmas

Mi sto accingendo a trascorrere il secondo natale downunder ma, mentre l'anno scorso l'ho vissuto da turista spaesato, quest'anno sto realizzando con più coscienza quanto difficile sia vivere la Natività al caldo quando per 30 hanni il natale è stato sinonimo di freddo, neve, tradizioni, cene con menù tipicamente invernali, etc etc
Qui il Natale non esiste! O meglio è surclassato dalla stagione in cui si manifesta, ovverosia l'estate. Molto probabilmente anche noi se celebrassimo il Natale il 15 agosto saremo più propensi ad interessarci alla tintarella, alle ferie, al relax dopo 1 anno di lavoro piuttosto che abbuffarci in nome della tradizione.
Fattostà che vedere i babbi natale in città in pantaloncini ed infradito fa un certo effetto, anzi non lo fa proprio nel senso che come già scritto tutto è fuorchè Natale.
Completamente diverso il discorso per l'atmosfera pagana che riveste la notte di San Silvestro dove invece il clima aiuta molto la buona riuscita di una festa all'aperto che da noi è spesso rovinata da brutto tempo e temperature polari ...
Intanto questa sera a lavoro celebreremo il kris kringle, un'usanza apparentemente molto comune da queste parti dove ad ognuno dei partecipanti è richiesto di fare un presente ad un collega sorteggiato a caso all'insaputa ovviamente di quest' ultimo; infine domani sera party natalizio dove ci si abbufferà con l'oramai noto cibo spazzatura che padroneggia downunder.

ps. oggi 39 gradi col vento che funge da phon!
Sabato ho in programma una giornata al mare (la prima della stagione), anche se sono un pò preoccupato dalla prova bikini...

Wednesday, December 9, 2009

The Australian way

Dopo 2 mesi di lavoro, oltre a cominciare a capirne qualcosa, mi permetto di fare alcune valutazioni (apparentemente esterofile) comparando l'ambiente australiano con quello del Bel Paese.
Tutto si potrebbe riassumere con una parola: easy going, ma preferisco entrare nello specifico rivelando alcuni dettagli che meglio potrebbero spiegare cosa significa lavorare downunder.
Il posto dove lavoro è composto prevalentemente da ragazzi europei di età compresa tra i 25 ed i 45 anni con un paio di eccezioni overage!

orario di lavoro: in teoria si dovrebbe iniziare alle 10 di sera ma mentre io cerco di essere il più puntuale possibile arrivando spesso con 20 minuti di anticipo, tutti gli altri cominciano un pò quando gli pare a seconda delle esigenze proprie.

abbigliamento: ecco, qui non saprei proprio cosa dire. Maglietta o canotta con fuseaux e ciabatte rigorosamente buttate sotto la scrivania e piedi nudi appoggiati sopra la sedia della postazione di fronte...questo è come si presenta la biondina del team scandinavo che fa tanto alice nel paese delle meraviglie. Gli altri indossano abitualmente vestiti che noi italiani ci faremo riguardo a portare per andar a far legna nel bosco...il vero problema è quando provano a vestisi bene, con camicia & c. e li nemeno arlecchino riuscirebbe a batterli!

pause: in teoria regolamentate (10 minuti nelle prime 4 ore, 10 nelle seconde e 30 minuti per la pausa pranzo)...in realtà ci si alza e si fa pausa un pò quando cazzo si vuole!

stress: chi è costui? parola pressochè sconosciuta al pubblico!

capo: ancora...chi è costui? Esiste solo una sorta di pseudo- responsabile che si preoccupa che tutto vada come la direzione vuole ma che lungi dall'essere paragonabile ad un Kapo all'italiana!

meeting: regolari, a volte anche utili con una costante: il cibo (patatine con tanto di salsa dove immergerle, biscotti e bevande varie). Ci sono poi altri incontri con i diversi department dell'azienda per capire chi fa cosa.

stipendio: checchè se ne dica, più alto a parità di stress, repsonsabilità e mansioni! E soprattutto pagato settimanalmente o al massimo ogni due!

ambiente: beh dopo tutto quello che ho scritto sopra non penso occorra aggiunga altro...easy easy easy!

Sarà anche presto per lasciarmi andare a tali considerazioni e di sicuro non è il lavoro dei sogni, ma se queste son le premesse.....

Thursday, December 3, 2009

Il blog compie 1 anno!!!

Ed io 31...
Oramai è diventato un compito impegnativo, ma non posso più sottrarmi visto il numero di visite in costante crescita (oserei quasi dire in progressione geometrica) e i diversi commenti lasciati da voi lettori che stimolano la mia creatività nel raccontare l'avventura downunder.
Thanks mates!
C u soon somewhere!

I numeri:

4.623 visite totali
di cui 4070
da 55 nazioni diverse,
75 post
e oltre 230 commenti!

Thursday, November 26, 2009

quattro di coppe

Può un quattro di coppe provocare disperazione e felicità nel giro di poche ore? Per un veneto appassionato di briscola come me si.
La gioia di possedere un mazzo di carte da briscola trevigiane a Melbourne è tanta, soprattutto se si può condividere con altri conterranei l'eccitazione di una partita a briscola condita da espressioni quali: "va lissio", "xuga na taia", "xuga la nuda" etc. etc. il tutto insaporito da quei rafforzativi che spesso si sentono nelle osterie venete.
Ma se mescolando le carte te ne cade una tra la fessura della pavimentazione del courtyard e finisce un metro più in basso? E se a provocare questo è una donna che non capisce na mazza di briscola? E se ciò accade dopo solo 1 settimana dall'acquisto?
Vi assicuro che quei rafforzativi di cui sopra escono dalla bocca con la stessa frequenza con la quale il vostro P.M. spara cazzate!
E cosa si fa con un mazzo di 39 carte, a parte giocare in 3 a briscola? Nulla!
Fortunatamente esiste Mc Gyver e grazie ad un pezzo di cartone, un pò di scotch ed una pinzetta per sopracciglie quella che sembrava una giornata oramai rovinata si è trasformata in eccitazione mista a sollievo.
So che pochi di voi possono capire questo post e quindi lo dedico a quell'elite di intellettuali "briscoliani" che posso condividere con me questa avventura a lieto fine.
La briscola infatti non è un semplice gioco da carte come scala 40 o altro; la briscola è un social network che feisbuc si fa le pugnette a vederla, chi non sa giocare a briscola non è degno del passaporto della repubblica marinara delle tre venezie, insomma è un segno distintivo di appartenenza non indifferente!

see ya mates!

Saturday, November 21, 2009

the prison house...here we are!

Finalmente, dopo 3 giorni di preparativi, eccomi sistemato nella mia nuova casa, questa volta a Coburg in uno dei quartieri più italianizzati di Melbourne (dopo Carlton probabilmente).
Vi starete chiedendo a cosa si riferisce il titolo del post...ve lo dico subito: vivo in prigione!
Intendo una ex prigione, dove però hanno mantenuto (oltre alle mura circondariali, alle torri di controllo e alle mura perimetrali delle case) tutta l'architettura originaria facendo si che anche all'interno delle abitazioni si possa convivere con dei cimeli di quella che è stata luogo di detenzione e torture per molti galeotti.
Devo dire che il salto di qualità, oltre che nell'affitto mensile, si vede soprattutto in alcuni dettagli di non poco conto per chi come me AMA vivere la casa. Innanzitutto si tratta di un apartment 2 piani (che si distringue dalle unit, classico luogo di dimora per molti overseas) senza nessuno sotto o sopra di me. Possiedo poi un front-yard pavimentato e il legno la fa da padrone (non c'è traccia infatti di moquette, tipico delle case aussie)!
La zona è molto tranquilla solo che ogni mattina verso le sette e mezza suona la sirena per consentire a tutti gli inquilini l'ora d'aria...ahahah
Durante il trasloco effettuato in gran parte ieri, il tempo non è stato clemente, infatti dopo 5 giorni di estate piena con temperature superiori ai 30 gradi, la nuvoletta di Fantozzi ha ben pensato di perseguitarmi con continue "shower" (acquazzoni) tali da non poter usufruire al meglio del magnifico toyota hilux non cabinato rentato per l'occasione. Ho dovuto quindi compiere una serie infinita di andate e ritorni dalla mitica unit di Thornbury alla nuova residenza di cobburgo!
Il posto dove vivo si chiama Pentridge Village.
Ora non mi resta che sputtanare gli ultimi soldi rimasti all'ikea o in qualche salvo's e, dulcis in fundo, la perla per il mio front-yard..il tanto amato e desiderato barbeque!

C u soon mates
stay tuned!

Friday, November 13, 2009

Un pò di aussie' slang (capitolo 2°)

Ecco che puntuale (dopo il primo post) arriva il secondo post dedicato allo slang downunder in modo che questo blog, già di per se istruttivo, lo diventi ancora di più con la rubrica dedicata all'inglese o meglio a quella lingua pseudo-anglofona che parlano in questo paese.

(even) blind freddie could see that, per evidenziare una cosa ovvia che chiunque potrebbe capire/vedere senza spiegazione (su blind freddie non si sa molto)
blithered, (drunk) ubriaco, dal passato di blather (blaterare)
blood and blister, (sister), sorella, letteralmente la classica vescica o bolla di sangue sister
bloody, letteralmente insanguinato, maledetto, dall'aggettivo più usato in australia per indicare qualsiasi cosa "cool" (bloodie aussie, bloody hell)
bloody oath!, esclamazione generale di sorpresa, esasperazione ma anche di conferma (eg. bloody oath, it's fuckin' cold outside!)
bludge, quando si cazzeggia sapendo che c'è qualcosa da fare (lazy, muck around) da cui deriva bludger ossia colui che trae vantaggio dal welfare system (tanto per citare qualcuno, il fannullone)
bodgie, una cosa di bassa qualità o fatta male (bodgie job) o per indicare una persona inutile, insignificante
bogan, persona non acculturata, zotico
bog house, il cesso all'esterno
boozer, letteralmente beone, ubriacone, usato per indicare un pub
(were you) born in a tent? questo non avrebbe bisogno di spiegazione alcuna visto che si usa pure da noi con chi lascia sempre le porte aperte
do a Bradbury, aver fortuna e per capire questo bisogna rifarsi ad una finale olimpionica da "mai dire...", ecco a voi il video
buck's night, la serata di addio al celibato
bush lawyer, l'avvocato che poi si scopre essere senza arte ne parte
bush pig, una donna non proprio affascinante
by a bee's dick, con un margine estremo, piccolo (il nostro "per il rotto della cuffia", "per un pelo")
BYO, bring your own, dall'usanza di portarsi da casa le bevande (alchool) al ristorante

Sunday, November 8, 2009

The Wall

L'altra sera a lavoro mentre sbucciavo un mandarino la mia collega tedesca mi guarda e mi dice: "sai, io fino al 1989 non ho mai mangiato un mandarino, era proibito, era un simbolo dell'occidente, del capitalismo, solo mia zia ogni tanto ci portava qualche ananas da berlino ovest, nascondendolo sotto il sedile dell'automobile".
Allora, con un piccolo sforzo mentale ho cercato di ripercorrere i ricordi di quegli anni e in pochi secondi ho detto:"...ma sbaglio o tra pochi giorni si commemora il 20° anno dalla caduta del muro?".
Dai suoi occhi imporvvisamente lucidi capii che la mia memoria, almeno questa volta, non mi aveva ingannato.
Ricarda poi, senza batter ciglio e con una fermezza che solo un teutonico o un russo possiedono ha iniziato con una carrellata di ricordi di quegli anni che mai come in quel momento mi han fatto capire cosa significasse vivere sotto un regime.
Dalla chimera dell'automobile, passando per le privazioni più elementari come la frutta appunto, i programmi in Tv, dall'obbligo di imparare il russo a scuola, alla curiosità di vedere e desiderare a tutti i costi cosa ci fosse al di la del muro che divideva la stessa città in due parti, ad ovest il capitalismo, subdolo colonizzatore americano, ad est il manifesto regime comunista...alla lunga la storia ci dirà cos'è stato peggio, ma se si pensa che correva l'anno 1989 i fatti assumono un risvolto piuttosto grottesco.
Purtroppo in Australia si fa fatica a parlare con i ragazzi della mia età di queste cose, non so se non le hanno mai studiate, ma se anche fosse mi sembra quasi impossibile non le abbiano mai sentite o peggio non si siano mai interessati a fatti ed avvenimenti di tale importanza storica, sociale e politica.
Recentemente, chiaccherando con non so chi mi è uscita dalla bocca la parola desaparecidos e vedendo la faccia stupita del mio interlocutore ho capito che al di la del termine non anglofono, non aveva la minima idea a cosa si riferisse...il mio stupore iniziale ha poi trovato conferma quando, nel vano tentativo di spiegare la provenienza di quel termine e la triste storia a cui si riferiva, mi son trovato davanti un muro di gomma che respingeva colpo su colpo ogni mio inutile sforzo di misurare la cultura storica di questa persona...e vi assicuro che colui che sta scrivendo non è affatto un dotto in tale materia!

Tuesday, November 3, 2009

Melbourne Cup 2009

... Ovverosia, cavalli, cappelli e tanto alcool!
Quella appena trascorsa è stata una delle festività più "sentite" dagli australiani, un evento capace di fermare un intero paese, in grado di calamitare l'attenzione di tutto e di tutti senza eguali, una ricorrenza che tutti gli aussie attendono impazienti ogni anno...a questo punto vi chiederete: " in cosa consiste questa giornata?".
Bene tornate al paragrafo sopra e rileggete...questa è la Melbourne Cup!
Ebbene si, cari italiani, mentre noi siamo impegnati a ricordare la festività di Ognissanti (che nella mia magnifica regione corrisponde a "rosto de osei e poenta onta") qui a Melbourne migliaia di persone si riuniscono intorno al Flemington racecourse per vedere e sopratuttto scommettere sulle gare di cavalli, allietando le giornate con fiumi di birra, vestiti eleganti e tanto tanto glamour...scherzosamente si potrebbe dire che questa è l'unica occasione annuale di vedere un australiano vestito elegantemente!
Uno degli aspetti caratterizzanti della Melbourne Cup infatti sono i cappelli originali e stravaganti che signori e signore indossano durante tutta la manifestazione.
Io ovviamente non ho partecipato all'evento e nemmeno festeggiato in alcun modo visto che ero chiamato al lavoro durante tutta la durata della manifestazione ... e posso dire di aver lavorato anche più che volentieri vista la paga riconosciuta per l'occasione!
Per vedere qualche foto cliccate sul titolo del post!

c u soon mates!

Friday, October 30, 2009

summer...

No, questo non è un post dedicato a Donna Summer e nemmeno al più scandaloso pallone d'oro della storia del calcio (scritto con la u al posto della a) che guarda caso ha giocato nell'Inter bensì alla stagione che sta bussando alle porte qui in Australia. In verità, più che limitarsi a bussare, l'estate ha già sfondato la porta da un paio di giorni con temperature giornaliere intorno ai 30 gradi, un sole che brucia la pelle e le capocce come la mia e stranamente un'assenza di vento che rende il tutto abbastanza traumatizzante visto che fino ad una settimana fa non si stava male con una felpa addosso.

ps. oggi mi hanno fottuto la bici, oppure, l'hanno presa a prestito a tempo indeterminato, dipende dai punti di vista!
pps. cambio di programma sulla casa...
ppps. e forse anche la bomb può aspettare...

Wednesday, October 28, 2009

home sweet home

Dopo esattamente 11 mesi vissuti intensamente nel magnifico sobborgo di Thornbury alle porte di Melbourne ho deciso (anzi, diciamo per un atto di pietà e commiserazione verso qualcuno) di spostarmi in altra zona, sempre vicina alla città, nei quartieri dei benestanti che rispondono ai nomi di Kew, Camberwell e Hawthorn.
Dovete sapere che qui cercar casa non è così facile anzi, non è come in Italia che se paghi ottieni!
Qui devi fare un test con un sacco di informazioni relative a lavoro e precedenti contratti di affitto e raggiungere un punteggio minimo...se la tua pelle ha un colore che tende al caffelatte sei già quasi fottuto! Se non hai la patente australiana, anche! Se non hai una buona reputazione di affitti alle spalle, difficilmente otterrai credito. Non parliamo se non hai un lavoro! O se questo è casual! Tuttavia, vuoi il mio savoir-faire, vuoi il mio inglese oramai fluente, vuoi i miei contatti e referenze, sembra che tutto stia andando per il meglio ed anzi sono già stato scelto per un paio di posti.
Abbandonata l'idea di un bicamere, mi sono soffermato fin da subito su casette con almeno tre camere e soprattutto con quello che io considero un must: il backyard o la bechiarda come dicevano i vecchietti al patronato. Il backyard è la quintessenza della casa australiana, è la culla del barbeque, un'usanza che qui downunder potrebbe essere paragonata al nostro caffè espresso al bar, insomma se non hai il giardino dietro casa e non fai almeno 2 volte a settimana il bbq non ti danno il passaporto australiano...e when you are in rome, do as romans do!
La ricerca della nuova abitazione mi sta portando via parecchie risorse, considerando poi che, lavorando di notte, non risulta affatto simpatico doversi alzare la mattina presto dopo sole 4 ore di sonno per andare a fare inspection con il real estate agent (soprattutto questa settimana con un roster di 6 turni).
Anyway sembra che ci siano discrete possibilità di rentare una casa english style con pavimento in LEGNO (e credetemi che questa è una rarità quaggiù), 3 camere, due bagni, cucina e salotto open space, lavanderia, garage doppio e ovviamente backyard! Quindi gente, chi volesse venire a trovarci può sicuramente far conto sulla nostra ospitalità, infatti del garage doppio non sappiamo cosa farcene.
Questa settimana inoltre per far fronte a tutti le inspection programmate mi sono rentato una bomb, una magnifica ford falcon 4.0 con alle spalle 328.000 km ed ho realizzato che l'automobile è, nonostante inquini, la scoperta più utile del XX secolo e quindi ho deciso, dopo 11 mesi di astinenza, di comprarmi un'auto, una bomb ovviamente, un mezzo che in Italia nemmeno potrebbe circolare e del quale mi vergognerei, ma che qui, grazie all'easy going culture posso tranuillamente possedere sfoggiandolo anzi come oggetto vintage!

c u soon!
stay tuned!

Wednesday, October 21, 2009

Che spettacolo!!!


Ne è valsa la pena!
Intendo alzarsi alle 4 e 50 del mattino per raggiungere in bici casa di amici e poi giù verso Flinders dove il bus ci ha portati dopo circa 1 ora e mezza a Philip Island. Qui abbiamo aspettato 6 ore tra fiumi di birra in attesa del motogp dove alla fine il Dott. Rossi ha lasciato trionfare davanti al proprio pubblico un grande Stoner oramai ripresosi dalla crisi di qualche tempo fa.
L'atmosfera è stata davvero spettacolare, tempo perfetto con nuvole che tenevano a bada il sole bastardo di Philipp Island che, facendo capolino per un totale di 20 minuti nell'arco della giornata è riuscito comunque a bruciare le nostre pelli ancora troppo chiare..e la mia testa oramai pelata!
Sul Gp poco da dire a parte due piloti extraterrestri (Rossi e Stoner) che hanno fatto gara a se, con un Pedrosa poi terzo al traguardo mai in grado di sostenere il ritmo dei primi 2. Alla partenza, prima curva, l'inesperto (per non dir pirla) iberico Lorenzo ha mandato a puttane le oramai velleitarie speranze di contrastare Rossi per la conquista del titolo mondiale!
Che dire...tanti grandi piloti, per loro sfortuna nati nell'era sbagliata!

ps. il ritardo nello scrivere questo post rispetto all'evento è dovuto al fatto che domenica sera, di ritorno da Philip Island ho fatto appena in tempo ad andare a casa per una doccia veloce e poi via subito al lavoro, dopo un weekend dove, causa il nuovo lavoro notturno, ho sbagliato l'organizzazione dei tempi dedicati al riposo...morale in 4 giorni ho dormito 18 ore!

Saturday, October 17, 2009

Where are you from? ... ehm ... ahr...

Ora non posso più nasconderlo... è da un pò di mesi che anche sulla cronaca locale, e quando dico locale intendo il giornaletto del paese (oltre ovviamente alle prime pagine dei quotidiani nazionali) di Thornbury e dintorni, appaiono spesso articoli sulle gaffe del nostro ditt....ehm scusate, primo ministro! Nostro.....vostro direi perchè io all'epoca ero tra la lista dei "coglioni" che NON lo ha votato.
E' abbastanza imbarazzante il tutto perchè vi assicuro che egli non ha eguali e quando mi chiedono: "Where are you from?" provo sempre a barare aiutato anche dai miei tratti somatici che molti riconoscono come irlandesi, inglesi, polacchi, teutonici ed a volte australiani....come ieri sera al lavoro quando una biondina del team scandinavo mi ha chiesto di quale squadra facessi parte pensando fossi crucco!
Purtroppo, appena dico Hello (che a me sembra di dire bene e con uno slang da bloody aussie!) mi riconoscono e capiscono che, anche se non 100%, sono un fuckin' italiano e li comincia lo scherno...
Fino a poco fa infatti le battute cattive della gente si limitavano a: " ah italiano! Pizza, spaghetti, mafia..." ed io potevo rispondere con un sorriso ammiccante esclamando: "italians do it better!". Molte volte però non appena capivano la mia origine si sprecavano anche commenti entusiasitici quali : "ah italia, bello, venezia, roma, cibo, ferrari, valentino!". Insomma i soliti luoghi comuni che però ci rendono famosi in senso positivo in tutto il mondo.
Ora purtroppo hanno un'arma in più, un punto su cui possono non solo prenderci in giro goliardicamente, ma farci vergognare...e anche la biondina di ieri sera appena saputo che ero italiano mi ha ricordato il nome dello smemorato di cologno!
Segue uno degli articoli più recenti (tra i tanti) apparsi su Mx News (tradotto da me..chiedo venia) lunedì 12 ottobre


Il ribelle Silvio vuole giustizia

Dimostrando che pensa davvero di essere più importante di Gesu', il primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha dichiarato di essere l'uomo più perseguitato della storia.
Berlusconi stava partecipando alla sua prima conferenza stampa mentre la corte costituzionale italiana gli toglieva l'immunità dall'azione giudiziaria, una legge che voleva riuscire a far passare in parlamento.
Il leader incline alle gaffe era stato chiamato a dimettersi a causa dei suoi problemi personali e giudiziari che stavano danneggiando l'immagine dell'Italia nel mondo.
"Secondo me, e non solo secondo me, sono il miglior primo ministro che possiate trovare oggi" ha dichiarato! "Sono senza dubbio la persona che più è stata perseguitata dai giudici di tutti i tempi, nell'intera storia del mondo e dell'umanità".
Due prove contro Berlusconi sono in sospeso, ma il magnate dei media è fiducioso nell'assoluzione.
Una coinvolge l'avvocato inglese David Mills, il marito separato dal ministro britannico per le olimpiadi Tessa Jowel. L'appello, contro la condanna per aver accettato una tangente di 675.000 sterline presumibilmente data da Berlusconi per testimoniare favorevolmente in un altro caso giudiziale, è ricominciato ieri.
Il primo ministro italiano sarà chiamato a testimoniare.
E' anche previsto che ricominci un processo che accusa Berlusconi di frode fiscale e falso in bilancio nell'acquisto dei diritti TV da parte della sua azienda Mediaset.
E' inoltre stato al centro di accuse riguardanti un uomo d'affari che pagava prostitute per dormire con lui, e sta divorziando dalla moglie a casua del suo essere donnaiolo.
Berlusconi si è inoltre scontrato con una donna politica in TV a causa di un insulto maschilista.
Ma Berlusconi, che prevede di andare in Tv per provare la falsità delle accuse, ha detto: "Non vedo nessun problema...a parte il fatto che dovrò prendermi del tempo dal mio lavoro per il Paese".

L'aspetto più imbarazzante di tutto ciò è che risulta pressochè impossibile avventurarsi in un contradditorio perchè se ne uscirebbe sconfitti visto che tutto ciò che si sente sono fatti reali ed accaduti e non punti di vista come invece si tende a farli passare nel Bel Paese.
E voi che a suo tempo sicuramente l'avete votato, cosa ne pensate? Avete ancora le fette di salame davanti agli occhi o avete finalmente preso coscienza dello situazione in cui vivete?

Wednesday, October 14, 2009

Concetto primitivo: evitare le discussioni!

"Cos'è una retta?". "Un insieme infinito di punti." "Bravo Antonio", risponde la mestra!
"Scusi maestra, e cos'è un punto?" Chiede Pierino...silenzio...rassegnazione...incredulità!
Questo breve aneddoto serve a ricordare quanto utile sia molte volte ricorrere al titolo di questo post. Grazie infatti ad un grande insegnante di matematica delle superiori, tiro spesso fuori nelle discussioni questo "asso nella manica", rifacendomi appunto al concetto primitivo, ovverosia un punto di partenza al di sotto del quale non c'è spiegazione e sul quale siamo tutti d'accordo...o meglio, per pragmaticità ci mettiamo tutti d'accordo che un punto è un punto, that's it!
In molte presentazioni di nozioni matematiche per concetto primitivo o nozione primitiva si intende un concetto tendenzialmente semplice e generale che si rinuncia a definire mediante termini e concetti già definiti all'interno di un sistema formale, ma che si assume come uno dei fondamenti dell'esposizione.
Tutto questo chiaramente perde ogni valore non appena si inizi una discussione su uno dei due argomenti che mai, e dico mai dovrebbero essere alla base di una discussione, ovverosia politica e religione (e in Italia si potrebbe aggiungere anche il calcio...io e i miei amici siamo sulla stessa lunghezza d'onda in molte idee ma io sono juventino e loro interisti e non posso certo appellarmi al concetto primitivo che la juve è meglio delle altre...quindi evitiamo la discussione in partenza).
Quindi spesso, il miglior modo per uscir vincenti da una discussione, oltre ad evitarla è quello di rifarsi a concetti cosiddetti primitivi in modo tale che gli interlocutori partano dallo stesso principio.
Come appunto scritto sopra l'altro modo per uscirne bene è quello di evitare la discussione in partenza, non dando torto al nostro intelrocutore anche quando sappiamo benissimo che potremo dimostrarlo seduta stante. Credete forse che il vostro oppositore cambierebbe idea? No, anzi, non avendo chiesto il nostro parere, gli si darebbe l'occasione per ribadire il concetto sbagliato appena sostenuto.
E' impossibile avere la meglio su una discussione!
Perchè, come diceva il grande Dale Carnegie, "se si perde si perde, e se si vince si perde ugualmente. Perchè? Beh, ammesso di trionfare sull'altro e di avergli dimostrato che il suo punto fa acqua da tutte le parti, cosa si ottiene? Di sentirsi forti. Ma lui? E' stato messo in una condizione d'inferiorità, è stato ferito nel suo orgoglio, proverà un senso di rancore e....
E' una vittoria di Pirro perchè non si otterrà mai la simpatia dell'avversario.
Preferite una vittoria finta, accademica o la simpatia di qualcuno? Raro ottenerle entrambe!
Nel corso di una discussione si può aver ragione, ragione da vendere; ma se si vuol far cambiare idea a qualcuno, non serve a niente, è come essere dalla parte del torto."
A scanso di equivoci non ho assolutamente affermato che si debba andare sempre d'accordo, anzi, quando due persone si trovano sempre in tale condizione, una delle due è inutile.
Questo paragrafo appena scritto è la madre delle lezioni che si dovrebbero impartire in qualsiasi luogo di lavoro visto che la maggior parte di noi è costretta a lavorare per gran parte del giorno, della settimana, del mese e dell'anno e forse avere nemici nel posto dove si trascorre la maggior parte del tempo non è una cosa intelligente!

Sto diventando un bravo oratore...ora mi manca solo il lifting, la testa asfaltata, qualche televisione e un bel pò di zoccole...gli amici mafiosi ce li ho già!

Friday, October 9, 2009

Fatti e misfatti: turisti per caso!

Diciamolo, l'australiano è onesto. Questa è sicuramente una delle caratteristiche peculiari della gente di questo posto. E lo era ancor di più fino a qualche anno fa, intorno agli anni 80 e 90, prima insomma che questo continente meraviglioso fosse invaso da orde di emigranti asiatici: cinesi, indiani, arabi, bengalesi etc etc che, causa il razzismo insito in ogni popolo, le diverse usanze e soprattutto le differenti etnie sociali, stanno causando da qualche anno un pò di probelmi di ordine pubblico.
Recentemente ho visto un programma in tv che testimonia quanto scritto sopra relativamente alla "spensieratezza sociale" di questo popolo.
Si narra di turisti australiani recatisi all'estero che si sono trovati ad affrontare situazioni al limite ... situazioni nelle quali mai e poi mai un italiano o, più in generale, un abitante di un paese non così pacifico come l'australia si sarebbe cacciato in quanto abituato a diffidare di qualsiasi posto non familiare o persona sconosciuta.
Nella fattispecie chi di voi (coppie di avvenenti ragazze) in un viaggio in Turchia, in posti remoti negli anni 90 si sarebbe fidato di una promessa di lavoro fatta da due giovani turchi dall'aria poco raccomandabile? Chiunque avrebbe dubitato della contropartita, anzi senza dubbio tutti noi avremo evitato quella situazione sapendo che dietro non c'era nulla di buono. Ma l'asutraliano no! Quale dubbio e malfatto potrebbe celarsi dietro ad una proposta simile? Nessuna a loro parere, perchè tutto ciò non appartiene (o non apparteneva) alla loro cultura.
Chi di noi (coppia di ragazzi) avrebbe il coraggio e l'incoscienza di avventurarsi in una spiaggia completamente isolata da tutto e tutti del Messico in una regione infestata da trafficanti di droga solo per l'ebrezza di fare surf? Nessuno di noi probabilmente, ripeto. Ma l'australiano no, scherziamo? Cosa potrebbe mai succederci avranno pensato quei due baldi giovani? Potremo forse venire rapiti dai poliziotti corrotti che regolarmente battono quelle zone in cerca di malcapitati e spacciatori? E rischiare forse di essere ammazzati e sepolti senza più essere ritrovati in un paese dove la vita vale più o meno qualche cenitanio di dollari? Macchè, avran pensato sti ozzi...impossibile! Ed invece questo è quello che stava per accadere (poi forse un pò di compassione da parte della polizia messicana ha evitato il peggio).
Per non parlare poi di quel ragazzo che in solitaria si è addentrato nella foresta amazzonica, in Colombia, conosciutissima per essere uno dei posti più tranquilli di questo mondo vero? Dove un calciatore è stato ammazzato per aver sbagliato un rigore a usa 94, omicidio poi coperto con la scusante che la vittima era coinvolto in traffici di droga. O magari essere rapiti dai narcotrafficanti come appunto è successo a questo ragazzo (che noi dubbiosi definiremo incosciente o imbecille)...Ma qui ancora oggi, e ancor di più fino apochi anni fa, tutti questi episodi erano sconosciuti all'opinione pubblica.
Fino a quando, e li forse qualcosa è cambiato, durante gli anni 90, anche questo paese ha perso l'immunità alla cronaca nera grazie al famoso backpackers serial killer ivan milat.

Che bel post allegro!

Sunday, October 4, 2009

Day program e new job!

Il titolo di questo post prende spunto da una domanda che la ex "amichetta" del mio flatmate gli rivolgeva spesso la mattina appena svegliati: "what are your plans for today". E questa frase è la metafora di buona parte della cultura giapponese, ovverosia l'organizzazione spasmodica della propria vita. La risposta del mio socio alla domanda lasciava dubbi sulla sua origine veneta e dava spazio a perplessità riguardanti gli eventuali geni napoli-sudamericani.
Infatti la domanda era a lui rivolta nella maggior parte dei casi il lunedì ed il martedì, ossia nei giorni di riposo e senza tirarla troppo per le lunghe la risposta recitava più o meno così: my plans? I'll wake up, i'll have breakfast and then i'll wash my clothes but probably i'll do it tomorrow evening....potete sicuramente condividere la faccia stupita della giapponesina!
Tutto questo incipit per raccontarvi un pò della nostra vita quotidiana a Melbourne.
Fino a qualche giorno fa il mio weekly programm si poteva brevemente riassumere così: da lunedì a venerdì al patronato tra vecchi, pensioni e carte varie (con le ultime settimane a casa il pomeriggio); il week-end al renzo's bar full full time!
La settimana tipo del mio flatmate invece si concentrava tutta su un lavoro, sempre al solito ristorante ovviamente, per lo più dal mercoledì alla domenica full time (con qualche straordinario nel mese di maggio!) e il lunedì e martedì off...giorni in cui si aprofittava per far baldoria qua e la per le vie di Melbourne.
Ho scritto sopra fino a qualche giorno fa perchè, mentre il mio friend continua a scandire il tempo tra pizze e bruscette (non mi son dimenticato l'h, qui dicono proprio bruscetta!) io mi sono avventurato in un nuovo lavoro apparentemente qualificato nel settore del customer care...lavoro di notte.....quindi ora la mia giornata inizia verso le 3 del pomeriggio e finisce intorno alle 7 del mattino.
Mercoledì scorso primo shift notturno, pensavo peggio anche se l'ultima ora dalle 4.30 alle 5.30 è stata davvero strong!
Ieri sera ci siamo trasferiti nella nuova sede e devo dire che in quanto a organizzazione ci battono di gran lunga...trasloco effettuato sabato in giornata e domenica sera l'ufficio era già pronto senza alcun inghippo con tanto di cucina già rifornita e per stasera ci sarà anche l'angolo internet attivo! Ma non c'è da meravigliarsi: ieri notte vedevo un tizio sulla quarantina vestito sportivo con giubbetto in pelle da motociclista che si aggirava indaffarato per i nuovi uffici e devo ammettere tutto il mio stupore quando la mia collega mi ha riferito che trattavasi del Boss! Avete mai visto in Italia il boss di una multinazionale aggirarsi alle 2 del mattino per gli uffici causa trasloco con attrezzi in mano dispensando a destra e a manca "G'day mate how 'r yaaa?".

that's australia
c u mates!

Friday, October 2, 2009

Noodles alla carbonara!

Provo un pò di imbarazzo a scrivere questo post da italiano amante della buona cucina.
Si sa, la fame chimica fa brutti scherzi ma mai prima d'ora ero arrivato così in basso!
Mercoledì sera, dopo una festicciola tra intimi per salutare Mauro, il cuoco, che se ne torna in Italia un mesetto, presi da un attacco di fame chimica abbiamo assecondato l'irresistibile voglia di Alessio (l'unico sobrio) di farsi una carbonara a mezzanotte!
Ovviamente come succede per le scarpe rotte del calzolaio, a casa del cuoco mauro non c'era niente da mangiare e così abbiamo fatto di necessità virtù e grazie all'orario continuato del seven eleven Alessio ha potuto dar sfogo alle proprie lugubri idee e quando al rientro l'abbiamo visto tutto trafelato imbottito di confezioni di noodles e due scatole di pancetta abbiamo temuto il peggio!
Devo dire che, con tutte le precauzioni del caso, il risultato non è stato così pessimo, anzi!
Vuoi le condizioni precarie in cui versavamo, vuoi lo status di incoscienza tipico di quelle ore, vuoi i fumi dell'alcool, fatto sta che in due minuti ci siamo spazzolati un quantità indefinita di noodles alla carbonara cucinati ovviamente dal romanaccio de roma (uno che non sta bene se ogni 3 ora non si nutre)...il tutto dopo antipasti e antipastini che avrebbero saziato in condizioni normali 30 persone circa...noi eravamo in 8!
Pubblico questo video troppo esilerante girato quella sera ... interpreti:io con la padella in mano e il romanaccio alessio, la vittima!


Saturday, September 26, 2009

Tutti pazzi per il footy!

Dovete sapere che ieri sera, sabato 26 settembre 2009, a Melbourne si è giocata la grand final di football australiano disputatata all'MCG tra i Saints di St Kilda e i Geeolong Cats (una specie di partitone finale dopo i playoff e soprattutto dopo un campionato lungo 8 mesi). Per la cronaca ha vinto il Geelong anche se io simpatizzo per il Carlton che a mio avviso ha il più forte giocatore di tutta la league ossia Fevola. E fin qua nulla di anormale, se non fosse che il football di cui racconto non è il calcio e tantomeno il football che pensate voi, ovverosia quello americano.
Qui il football o come lo chiamano loro footy è un bel mix tra il rugby e il football americano con qualche sprazzo di calcio a zona. Insomma è uno sport molto duro ma altrettanto aerobico dove questi atleti devono alla fin fine buttare la palla coi piedi tra due pali posti alle estremità del campo. Per arrivare a destinazione possono calciare l'ovale e se il compagno di squadra riesce a prendere la palla al volo ha diritto di calciare dal punto di presa senza che nessuno lo disturbi. In caso contrario (e questo accade molto spesso) il povero malcapitato viene attaccato da un branco di bisonti (avversari). Hanno poi un modo singolare di passarsi la palla con le mani e cioè dandole un pugnetto dal basso verso l'alto (non so se sia il regolamento ma lo presumo altrimenti sarebbero abbastanza ridicoli).
Anyway, non mi dilungo troppo sui dettagli anche perchè non li conosco ma vi assicuro che vedere una città imbalsamata davanti ad uno schermo e i 100.000 e più ammassati al Melbourne Cricket Ground a seguire un match clou di uno sport di cui fuori dall'Australia (e a dire il vero anche al di fuori dello stato del Victoria) non se ne conosce nemmeno l'esistenza è davvero strano.
Purtroppo l'associazione che mi viene più logica fare col footy è lo stress che causa quando lavoro al ristorante il week end. Infatti, a parte gli ultimi match giocati per motivi di capienza all'MCG, tutto il campionato (e qui si gioca di venerdì, sabato e domenica) le partite si disputavano all'Etihad Stadium ovvero a pochi passi dal Renzo's bar. E quindi una piccola parte dei 50.000 (che per quanto piccola significava almeno sempre 500 persone) che l'ex Telstra Dome riesce a contenere si riversavano sistematicamente pre e post match al ristorante qualsiasi fosse l'orario della partita.
Che dire di questo sport, un'altra stranezza australiana, anzi vittoriana e anche se non lo amo devo dire che rispetto al cricket questo almeno si può classificare tra gli sport....beh ora che ci penso rispetto al cricket anche il solo gesto di alzarsi dal letto al mattino potrebbe considerarsi sport nazionale!

Thursday, September 24, 2009

Sarà vero? Si, no, forse, chi se ne frega! (Sandro's post)

Quando ero bambino e qualcuno mi prendeva in giro, o diceva qualcosa di male sul mio conto, come e' logico mi arrabbiavo molto. Ricordo ancora adesso pero' le parole di mia madre che mi diceva di stare zitto. Mi diceva di lasciare stare, che se ribattevo buttavo benzina sul fuoco della disputa, e se io stavo male gli altri piu' ribattevano, piu' si divertivano... Mi diceva inoltre che se una cosa non era vera, non avevo motivo di preoccuparmi, tutto si sarebbe risolto e sciolto nell'indifferenza generale. Le malelingue lasciano sempre il tempo che trovano, e se una cosa detta per scherzo cresce come un fiume in piena, allora sta a significare che quello che si dice non e' poi cosi' falso.
Io li leggo i giornali, qui in Australia, e quello che viene scritto raramente travalica il limite del buongusto, ma tante volte i toni nei confronti della classe politica sono davvero molto aspri: d'altra parte qui hanno capito da tempo che questo fa parte del gioco. Vuoi potere politico e fama? Allora sarai esposto e tanto piu' sarai famoso tanto meno avrai una vita privata. L'usanza tutta italiana di fare di tutto per diventare famosi e poi cercare di nascondersi con occhiali da sole e parrucche qui non ha mai attecchito ed il primo ministro, Kevin Rudd, puo' essere visto molto facilmente mentre fa la spesa o beve un caffe'. E' normale che la gente vada a parlargli, ma se non voleva tutto questo si prendeva una barchetta ed andava a fare il pescatore a venti km dalla riva cosi' nessuno lo importunava. Anyway, la stampa qui funziona, la classe politica e' sulla bocca di tutti e la satira c'e', ed e' pure cattiva. Ma allora perche' in Italia si cerca di eliminare la satira? Perche' i sostenitori del cavaliere dicono che la satira e' a senso unico? Sara' piu' logico prendere in giro un primo ministro che il sopraccitato pescatore. Vuoi vedere che la verita' fa male e che la valanga incontrollabile di critiche ha un fondo di verita'? Non sta a me dirlo, ma quello che mi lascia sconcertato, e con me gran parte degli australiani che si interessano di politica estera, e' la totale indifferenza con cui questo scempio viene attuato e perpetrato. Ma quale puo' essere il motivo? Puo' essere che la gente, tutta, sia cosi' stupida da credere ciecamente al cagnolino di rete 4 o al neo leccaculo di rai 1? O che i "panini" mediatici dei telegiornali siano cosi' efficaci? Onestamente non credo. L'italiano e' probabilmente assuefatto a questo genere di cose e alla fine pensa che cosi' e', cosi' e' stato e cosi' sempre sara' sicche' alla fine cerchiamo di sostenere quello che fa meno male al portafoglio. E questa e' la sola ed unica vera differenza fra Italia ed Australia. Qui si pensa che l'intero universo a parte una piccolissima, irrilevante, eccezione sia composto da altri, e quindi le cose funzionano.
Saluti a tutti.

Saturday, September 19, 2009

Tutta questione di permanent-e!

Devo dire che una delle cose più eccitanti è potersi permettere di cambiare programmi dal giorno alla notte senza dover render conto a nessuno! Chiamatela pure mancanza di responsabilità, può essere, accetto la critica visto che nella maggior parte dei casi contribuisce a crescere e migliorare. Io la chiamo Libertà!
Sono arrivato in Australia il 7 dicembre del 2008 con un WhVisa come il 99% degli italiani che vengono downunder per vivere un'esperienza che si dimostra essere in ogni caso positiva!
L'Australia è un bel posto, come tanti altri nel mondo, non troppo differente per alcuni aspetti da dove provengo. Si lavora, si guadagna qualcosa in più, si spende un pò meno e questi due aspetti economici aiutano a superare le incertezze, le diversità, la difficoltà ad integrarsi e le nostalgie tipiche di chi intraprende un'avventura del genere.
L'Australia però è anche uno stato con delle leggi sul lavoro molto nazionaliste e restrittive!
All'inizio ero confidente sul fatto di trovar lavoro "qualificato" grazie alle mie skills ma mese dopo mese ho scoperto che nonostante tali skills puntualmente riconosciute ed elogiate dai recruiters la risposta velata o meno si rifaceva sempre ai limiti imposti dal mio visto!
Dopo un pò di mesi di spensieratezza tra i vecchi pensionati italiani del patronato inca e l'oramai immancabile lavoro di cameriere è arrivato il momento di decidere cosa fare! Si perchè se non decido il 16 novembre sarei costretto a sbarcare nel nativo suolo italico, cosa che più di tanto non m' attira visto che non posso ancora dire "missione compiuta"!
Onde per cui, dietro suggestion di un noto avvocato di Melbourne mi sono avventurato nella lunga e intricata application per la permanent visa...progetto ambizioso secondo alcuni, più che realizzabile invece secondo altri.
La cosa non è nuova, ci avevo già pensato appena approdato downunder, ma la vedevo molto lontana e confidavo di trovare lavoro con tanto di sponsor....il solito italiano saccente....sono laureato, pensavo, ho qualche anno di esperienza nel mio settore, parlo inglese (???), chi vuoi che non mi prenda???
Invece qui, se non ha la permanent visa non sei nessuno (questa ovviamente è la mia esperienza)...il mio amico Lucio di Sydney potrebbe smentirla seduta stante raccontando la sua più "facile" ascesa al successo in suolo australiano...ma forse erano altri tempi (Lucio se ci sei batti un colpo!).
Anyway, questi ultimi giorni sono scanditi da un lavoro frenetico di organizzazione dei documenti da preparare, ossia attestato di laurea, esami sostenuti con votazione, programmi degli esami, attestato di diploma, lettere di referenza etc etc il tutto da far tradurre in inglese per poi presentarlo al NIA (National Institution of Accounting) nella speranza di vedere riconosciute almeno 9 materie su un totale di 12! Le eventuali materie non riconosciute dovrò integrarle con uno o più esami (a pagamento ovviamente!). Fatto ciò potrò applicare per la famigerata permanent visa tramite l'immigration department!
Ah, dimenticavo una cosa non proprio irrilevante...l'IELTS test! Devo sostenere l'esame e prender 7 in tutte le "specialità"! Semplice no?
The pen is red, the book is on the table, the window is opened!
E se non va per questo verso non temete, sono italiano anzi di più sono veneto....ready? I was born ready!
Questo è quanto gente!
Ma può darsi che domani mattina mi svegli e cambi idea!

Wednesday, September 16, 2009

Low Cost!

Realizzavo proprio in questi giorni con quante diverse compagnie aeree ho volato in passato (remoto e recente) e pensavo alla qualità del servizio di ognuna ed alle caratteristiche tipiche delle compagnie low cost, personalmente molto sfruttate negli ultimi anni.
Passando per le tutt'altro che low cost Alitalia, British, Klm, Iberia e per ultima Emirates devo dire che in Europa abbiamo una visione piuttosto distorta di ciò che consideriamo qualità o alta fascia, nel senso che la compagnia forse più blasonata in tal senso nel vecchio continente è Lufthansa. Ora, chiunque di voi abbia volato con Singapore Airlines, Emirates e recentemente Etihad ha potuto constatare quanto in realtà la sopracitata compagnia teutonica sia lontana dagli standard delle compagnie mediorientali che finanziamo ogni volta che con la nostra amata auto ci avviciniamo ad una pompa di benzina.
In realtà in questo post vorrei soffermarmi sul confronto tra 3 compagnie low cost utilizzate finora, ossia Ryanair, AirAsia e Jetstar (la linea low cost di Qantas).
Dico che subito che Jetstar batte tutte di gran lunga sotto ogni punto di vista! Viaggiare su un Airbus A300 da Melbourne a Bangkok (9 ore di volo) su sedili comodi e mangiando pure per un totale a/r di 250 euro lascia poco spazio ad ogni eventuale critica nei confronti di questa compagnia (che tra l'altro offre anche la possibilità di viaggiare in business!).
Jetstar poi è collegata con tutti gli aeroporti principali in Australia, in New Zealand, in Thailandia e arriva persino alle Hawaii!
Con Jetstar al decollo e all'atterragio non occorre scendere in pista a fianco degli aerei viaggiando per qualche minuto negli autobus appiccicati come sardine!
E Jetstar non risparmia nemmeno sulla qualità delle hostess!
Ryanair offre sicuramente un servizio di trasporto più capillare in tutta Europa (un pò carente nell'est) dovuto anche alla molteplicità di luoghi richiesti dalla domanda; in Australia, una volta tolte le principali 6/7 destinazioni non c'è molto altro da coprire.
La compagnia irlandese purtroppo offre scali soprattutto negli aeroporti minori, spesso distanti dalla città (pensate a Parigi e Barcellona o Bergamo, uno degli hub più grandi in Europa per Ryan).
Detto questo valuto Ryanair una delle alternative migliori per viaggiare in Europa.
Se invece volete l'economicità a tutti i costi, AirAsia è quella che fa per voi....prezzi assurdi!
Bangkok-Phuket (1 ora e qualcosa di volo) a 30 euro! E gli aerei non sono poi così male, anzi!
Air Asia inoltre è la prima compagnia low cost ad effettuare il volo diretto Kuala Lumpur-Londra! E' poi il principale cliente per l'AirbusA320 ed è anche stata la prima compagnia aerea ad utilizzare la strategia del viaggio senza biglietto e della non assegnazione dei posti.
Insomma, pensavamo di aver scoperto l'acqua calda agli inizi del 2000 con Ryanair ma Asia e Oceania avevano già messo le mani avanti diversi anni prima e devo dire con risultati molto più soddisfacenti.
Spesso mi chiedo come facciano a starci dentro con i costi o forse sarebbe da chiedersi per quanti anni ci hanno preso per il c..o (e continuano a farlo tutt'ora) le altre compagnie non low cost che chiedono prezzi 3/4 volte superiori per la stessa tratta.

Da questo post nasce il prossimo sondaggio che trovate in alto a destra.

Friday, September 11, 2009

Kop khun kha Thailand!


Nonostante le 9 ore di viaggio (col rischio di doverle trascorrere di fianco al sosia ossigenato di Bud Spencer) e dopo 6 ore interminabili a zonzo per l'aeroporto di bangkok causa ritardo aereo, pubblico questo post scritto a caldo ieri a phuket.
Anche se non ce n'era assolutamente bisogno, questo viaggio in Thailandia non ha fatto altro che rafforzare la mia opinione sull'indiscutibile fascino del viaggiare da soli, in libertà e perchè no, anche un pò "disorganizzati". La conferma di tutto ciò è stata (e lo è spesso) l'occhio del turista in comitiva che sembrava guardarmi con la stessa invidia con la quale un signore su una Punto osserva da lontano un altro signore seduto su un 360 modena, con l'enorme differenza però che nel viaggio il 360 modena è alla portata di molti, basta solo adattarsi e non aver timori.
I posti raggiunti ed i momenti vissuti nei miei trip a Bangkok con i tuk-tuk e a Phuket con lo sccoter sono mete che il turista classico si permette solo di sognare! Eppure in queste due mete tutt'altro che spericolate non c'è nulla che implichi un eccessivo spirito d'avventura.
Einuai, dopo questo intro doveroso con il quale spero d'aver convinto voi lettori ad abbandonare gradualmente le agenzie e ad organizzarvi da soli, veniamo (scusate il termine!) alla Thailandia.
Qui si contratta tutto! E, se da un lato ciò risulta eccitante quando si riesce ad ottenere un forte sconto rispetto al prezzo di partenza, dall'altro non si capisce mai se il prezzo pattuito è davvero "fair" come dicono downunder. Dico questo perchè le contrattazioni non hanno sbalzi, come si potrebbe pensare, del 20 o 30 per cento, bensì a volte anche del 70/80%.
Il prezzo di partenza del Breitling acquistato in un mercatino a Bangkok per il mio socio era di 4.800 Bath...dopo 30 minuti di pura follia alla Roberto "il baffo" di Crema, nascosti sotto un tendone, l'ho "strappato" per 2.500 Bath, ma non sono ancora sicuro di aver ottenuto il miglior prezzo possibile!
Le vere prostitute poi non sono come si potrebbe immaginare, le avvenenti ragazze thai che offrono l'amore mercenario nascosto (ma anche no) dietro ad un massaggio tutt'altro che professionale. Qui le vere puttane sono gli autisti dei tuk-tuk che ti promettono di raggiungere la meta richiesta in cambio di pochi Bath, non rivelando due particolari piuttosto importanti.
Il primo, che per arrivare a destinazione ti obbligano ad un paio di soste forzate in negozi di souvenir o abiti su misura dove il taxista riceve laute mance, il secondo che non sempre ti portano a destinazione, facendo passare un qualsiasi tempio per il palazzo reale (io ne ho visti 3 diversi in due soli giorni!).
Detto questo però, il modo migliore per vedere e capire Bangkok è proprio il tuk-tuk...cercando di non far caso all'umidità e all'inquinamento che a volte rendono impossibile anche un semplice respiro.
Da evitare poi molti tour organizzati fuori e dentro Bangkok (tutte cose che si possono fare da soli risparmiando un sacco di soldi)...la tristezza insita in queste gite "tutti assieme" ha dell'indescrivibile: vedere una tigre moribonda legata ad una catena sotto il sole cocente, solo per fare una foto non ha niente di eccitante.Molto meglio vederle in tv nel loro ambiente naturale.Ma si sa "business is business" e il 90% dei turisti paga per fare ciò sentendosi addirittura appagati!
Bangkok tuttavia è molto affascinante solo che bisogna prenderla a piccole dosi e con i tempi che un tour organizzato non ti concede.
Phuket invece è la meta turistica di mare per eccellenza della Thailandia, ma anche qua, con un pò di spirito d'avventura, si possono vedere posti e vivere situazioni tipiche del viaggiatore.
L'unico rammarico è non potere visitare isole come Phi Phi island senza l'ingombro delle masse di turisti che affollano questa e molte altre isole (e pensare che io ero li in bassa stagione!) a meno che non si riesca ad arrivarci con gente del posto al mattino molto presto. Ne vale comunque la pena e le foto che pubblicherò come al solito lo confermeranno.
Diversi sono gli europei trasferitisi qui per business "e altro" ed i posti da loro gestiti sono facilmente riconoscibili pur lavorandoci all'interno solo thai.
Una margherita orribile a 350 bath è senza dubbio frutto di un business gestito da italiani o tedeschi. A pochi passi, allo stesso prezzo troverete un'aragosta, magari in un posto meno attraente ma stiamo parlando comunque di una fuckin' aragosta a 7 euro!
E' molto facile spendere 1.500 bath mangiando male o 300 mangiando divinamente:basta semplicemente, nel primo caso, non fidarsi del cibo thai scegliendo in modo ottuso un qualsiasi postaccio gestito da europei. La cucina thai è ottima! Soprattutto nell'ambito pesce!
Insomma, mi son divertito e sicuramente ci tornerò e spero la prossima volta di riuscire a portarmi dietro il mio fuckin' lazy flatmate!

c u mates!
stay tuned!

Thursday, September 3, 2009

Chiuso per ferie!

Mi sono scordato di aggiornarvi...mi trovo in Thailandia, ovviamente in ferie e quindi, a meno che il mio socio downunder non decida di dare sfogo alle sue capacità letterarie, vi avviso che fino al 10 settembre 2009 non ci saranno nuovi post!
c u then mates!

Tuesday, August 25, 2009

Generazione 1.000 euro

E’ da un po’ che se ne parla e proprio ieri e’ uscito un articolo su repubblica che mi ha convinto (anche se lo pensavo da tempo) a scrivere un post su questo argomento.
Siamo una generazione impreparata, su tutto...e cerchiamo qualsiasi alibi possibile per non ammetterlo!
Questo e’ il mio punto di vista e nessuno riuscira’ a farmi cambiare idea.
La cosa che piu’ mi fa sorridere e’ che ci si meraviglia che molti oggi sono “costretti” ad avere un doppio lavoro. Premesso che io l’ho sempre fatto senza stupirmene piu’ di tanto, mi chiedo che fine abbia fatto la nostra memoria o la nostra (se ce l’abbiamo) cognizione di causa. Ma avete mai chiesto ai vostri nonni quanti cazzo di giorni lavoravano a settimana? Ve lo dico io, 7! E pensate forse che la giornata lavorativa durasse 8 ore?
La maggior parte dei miei conoscenti ha sempre avuto un solo lavoro (e talvolta per quel che facevano 1.000 euro erano pure troppi!) ma non hanno mai rinunciato a ferie (magari pagate a rate), telefonino e vestiti di marca, auto non utilitaria, serate di festa nel weekend etc. etc. ma si sono sempre cullati nell’autocommiserazione di coloro che non riuscivano ad arrivare a fine mese. Inutile lamentarsi sulle generazioni d’oggi, non sono i giovani ad essere viziati, bensi’i loro genitori ad averli educati col culo! (Quando frequentavo le elementari se ricevevo una nota dalla maestra a casa ricevevo due “cinquine” perche’ nel 99,9% dei casi la maestra aveva ragione di default! Sapete bene invece cosa succede oggi...mio figlio? Impossibile, e’ sempre cosi’ bravo e buono a casa...e poi a 20 anni prende una mazza da baseball e vi ammazza per la felicita’ di Bruno Vespa).
Diciamocelo, 1.000 euro son pochi e per una coppia con due figli 2.000 euro sono pochissimi!
Bene ora fermatevi un attimo e chiedete ai vostri genitori (che presumibilmente avranno circa dai 50 ai 65 anni e nella maggior parte dei casi almeno 2 figli) quanto prendevano ai loro tempi e fatevi spiegare come vivevano. Poi, dopo che non avrete piu’ parole per la vergogna di esservi lamentati, tornate a lavorare col sorriso.
Il problema non sono i 1.000 euro o la crisi economica. Il vero problema e’ che lamentarsi e’ diventato lo sport nazionale e non ci chiediamo mai cosa facciamo davvero per uscire da questa situazione di merda.
Tutti questi laureati che si lamentano di non trovare lavoro o di trovarlo ma precario mi fanno pena. Come pretendono di trovare un lavoro ben pagato iscrivendosi alla facolta’ di “psicologia equina”?
E’ una semplicissima questione di mercato. Negli anni 70 (o prima) chi studiava aveva un posto di rilievo assicurato semplicemente perche’ la maggior parte della gente non proseguiva la carriera scolastica e nelle aziende c’erano 30 operai per ogni impiegato. Oggi la situazione si e’ capovolta. In Australia (ma in Italia e’ la stessa cosa) un idraulico guadagna piu’ di un impiegato-quadro. Nessuno, a parte il mercato puo’ dire se questo e’ giusto o meno! Ed e’ giusto che sia cosi’! Il mercato e’ incerto e noi dobbiamo imparare a convivere con l’incertezza. Il futuro e’ incerto e, a meno che non vogliamo toglierci ogni pensiero con una bella lametta, e’ verso il futuro che siamo costretti ad andare. Dobbiamo capire che oggi e’ importante studiare non tanto per un lavoro piu’ o meno sicuro e/o ben pagato bensi’ per se stessi e per avere la possibilita’ di scegliere grazie ad un buon livello culturale (perche’ un popolo senza cultura e’ facile da manipolare e il Veneto ne e’ l'esempio lampante). Fare una cosa per scelta e non per obbligo migliora la qualita’ della vita. Io sono laureato in una facolta’ che non da grossi problemi a trovare un lavoro, ma posso scegliere momentaneamente di fare il cameriere in Australia (guadagnando piu’ di prima e senza stress) e non mi pesa perche’ e’ una mia scelta. Intendo, non sono costretto a farlo. Ecco, a questo serve studiare!
Mia nonna ha fatto 2 guerre, ha perso buona parte dei suoi famigliari prima di passare a miglior vita alla veneranda eta’ di 93 anni, superati gli 80 si e’ fratturata tutto cio’ che era fisicamente possibile ma senza mai un lamento e senza mai chiedere aiuto a nessun dottore, la sua ignoranza dovuta probabilmente all’aver frequentato solo la 3’ elementare non le ha impedito di aiutarmi spesso a svolgere i compiti per le vacanze estive quando frequentavo le scuole medie (e questo la dice lunga sul livello di preparazione delle nostre scuole)....oggi quando abbiamo un semplice mal di testa paghiamo centinaia di dollari per andare dal biopranoterapeuta e se il nostro pincher non fa la cacca lo portiamo dallo psicanalista...forse, anzi sicuramente viviamo in una societa’ malata! E noi ne siamo i principali responsabili!
Ci sono solo due modi per tornare alla normalita’: il bastone (soprattutto) e la carota!
Ma prima di adottarlo con i nostri figli dovremo adottarlo su noi stessi!

Sunday, August 23, 2009

so, tell us about your weakness...

Qualche settimana fa di pomeriggio aprofittando dell'orario ridotto e sfidando la crisi economica mi sono lanciato a Collins Street, nel cuore della CBD di Melbourne con in mano la lista delle recruitment companies, lo zaino pieno di curriculum e l'entusiasmo di un bambino di fronte ai cancelli di Gardaland.
Entrando nelle hall dei grattacieli mi dirigevo con nonchalance verso gli ascensori che di volta in volta mi portavano nei piani alti dove la vista di melbourne diventava sempre più spettacolare via via che si avvicnava l'ora del tramonto. Le recruiter erano tutte donne, belline anche, ma sembravano frustrate per lo più tranne una di mezza età che pareva aver davvero preso a cuore la mia causa.
Il momento clou l'ho avuto in una delle più importanti compagnie dove, dopo esseremi presentato di routine alla reception e dopo aver "passato" la prima recruiter mi hanno fatto attendere in una stanza con vista sui Docklands dove a breve avrei dovuto incontrare un'ulteriore recruiter specializzata nel mio settore...di li a poco, mentre ammiravo le Rialto Towers sentii i rumori dei tacchi sulla moquet che non sono certo sexy come gli stessi su un pavimento in legno e appena girato mi trovai di fronte a due bionde, alte, in tailleur, aussie fino al midollo, sguardo deciso e diretto...sembrava volessero mangiarmi...lo ammetto ho avuto un pò di soggezione perchè davanti a me non riuscivo a vedere due possibili recruiter bensì due probabili prede del sabato sera (non fosse stato per i cm di differenza...).
Anyway tutto il preambolo per dire che nonostante la fuckin' working holiday visa e nonostante la crisi economica mondiale che non mi stanno certo aiutando nel trovare un lavoro "serio", sono fiero del mio inglese.
Capivo tutto quello che mi dicevano ste zoccole e rispondevo pure a tema ed in qualche caso piazzando qua e la battute del tipico italiano piacione quando la domanda sembrava porre trabocchetti. Al top tra le domande piu odiate e insulse ai colloqui colloco la seguente: "mi dica i suoi punti di debolezza". Ma che cazzo di domanda è questa? Chi è, mi chiedo io quel pirla di psicologo che l'ha pensata? Io sono disordinato... pensate che vi risponda asserendo forse di esserlo??? Nemmeno sotto tortura. Li conosco molto bene i miei difetti ma col c...o che te li vengo a dire. Al colloquio si deve mentire, sempre! Con cautela e senza esagerare, ma si deve comunque mentire.
Io, se fossi un imprenditore, non perderei neanche il tempo di farli. A volte non riesco a capire il mio amico che conosco da 17 anni e voi pensate davvero di comprendere come potrebbe essere un candidato con 4 domande stereotipate in meno di 15 minuti?
Eniuei, Io, imparata l'arte dell'arrampicamento sugli specchi all'età di 16 anni durante le interrogazioni di italiano e storia ho glissato come segue

"...beh è un pò difficle esternare i propri punti di debolezza anche perchè i difetti sono quasi sempre gli altri a notarli mentre noi cerchiamo di nasconderli. E poi in un team un buon manager sa trasformare le debolezze in risorse visto che lavorando in gruppo si cerca di enfatizzare le risorse positive di ogni singolo senza puntare il dito sulle debolezze. Ad ogni modo penso che in questi 6 anni di esperienza ho colmato molte lacune e mi sento sereno nel dire che professionalmente non ho notato particolari debolezze o difetti nel mio ambito professionale"

A quel punto le due iene si sono guardate con l'aria di chi glielo aveva appena messo nel c..o mentre io mostravo il sorriso "orgoglione" di quello che aveva dato una risposta da premio oscar e nella mia mente pensavo "fuck!".

Monday, August 17, 2009

Nuova Zelanda: best shots!

Come detto nell'incipit, l'isola del sud della Nuova Zelanda ricorda molto le zone da cui provengo: montagne, verdi colline e fiumi con in più una caratteristica che ritengo molto importante nella scelta delle mie mete di viaggio, ossia l'isolamento dalle masse di turisti. Da Christchurch (dove sono atterrato lunedì) a Queenstown (punto di partenza dei miei trip giornalieri) ho percorso 5 ore in auto su strade spettacolari (chi le ha costruite aveva probabilmente la passione per i rally) incontrando una sola città degna di essere chiamata come tale ed al massimo 3 o 4 paesetti in mezzo a valli immense, ed isolate - paesetti si fa per dire...4 case, 1 negozio, una pompa di benzina e tante tante tante pecore!
Spesso si parla di Australia e Nuova Zelanda come fossero un'unica entità o comunque due aree geologicamente affini...per niente, anzi, come dire il diavolo e l'acqua santa...non hanno nulla a che vedere per quanto finora visitato.
La Nuova Zelanda è senza dubbio un paese (soprattutto l'isola del Sud) da girare "on the road", possibilmente zaino in spalla, tenda, sacco a pelo, tanto tempo a disposizione e voglia di camminare...
Tornando alla mia breve vacanza preferisco pubblicare in questo link qualche foto (oltre al link a lato del blog che vi collegherà direttamente a flickr) che come al solito rendono molto di più delle parole...

Friday, August 14, 2009

Nuova Zelanda: incipit

Delle pecore, delle nuvole e delle montagne...questo poteva essere un titolo alternativo al post. Non sono ancora tornato da questa stupenda isola, ma con oggi e' terminata la mia 3 giorni di scii!
Spettacolo! Altro non potrei aggiungere! La Nuova Zelanda mi ha riportato virtualmente a casa, in Veneto, in quello rurale per intenderci, un mix tra l'altopiano di Asiago e le vette delle piccole dolomiti passando attraverso le valli disperse di Posina e se a questo si aggiungono laghi glaciali ed infiniti corsi d'acqua potete immaginare (o forse no) il paesaggio che mi si e' presentato agli occhi in questi giorni.
Ma tutto cio' non ha fatto altro che rafforzare maggiormente l'idea che avevo prima di partire e cioe' che vivo un un posto strepitoso, il Veneto appunto. Mercoledi' sullo skilift del Coronet Peak un inglese trasferitosi in Nuova Zelanda, appena saputo da dove provenivo mi ha chiesto:"...come ci si sente a sciare qui avendo il Sella-Ronda a pochi km da casa..."?
Lunedi' al mio rientro a Melbourne pubblichero' qualche foto.
Domani tappa a Milford Sound nei fiordi.

See ta mates!

Tuesday, August 4, 2009

Ricongiungimento

Dopo mesi trascorsi separatamente, lunedi' 10 agosto il mio socio iniziera' a "sherare" con me la mia attuale accomodation in quel di Thornbury. La mia flatmate infatti, complice l'incontro ed il post innamoramento con un ozzi guy se ne va ad abitare insieme.
Il mio conterraneo quindi lascera' con qualche dispiacere (vi lascio immaginare il perche') dopo ben 7 mesi il tugurio in cui viveva a Cobburgo e tornera' alla vita normale.
Ci siamo gia' attrezzati con chitarre, armonica e kazoo per allietare le nostre serate oltre ovviamente alla compagnia dei colleghi del Renzo's bar.
Il caso pero' vuole che proprio lunedi' prossimo io parta per la mia settimana bianca in New Zealand e quindi il mio nuovo flatmate avra' tutta la casa per se, per la sua immensa gioia e la mia altrettanta enorme preoccupazione. Fortunatamente il contratto non e' a nostro nome!
Per fine anno e' previsto un'ulteriore spostamento, molto probabilmente in una casa con altri 2 flatmates causa inizio studi downunder.

ps. ancora 4 giorni e poi mi dilettero' a rubare l'erba pipa nella terra degli hobbit.

Monday, July 27, 2009

The italian customer

Vi presento di seguito l'identikit relativo alle varie tipologie di clienti finora visti, divisi per nazionalita'. L'ambiente di riferimento ovviamente e' il ristorante ai Docklands di Melbourne, dove anche questo weekend ci siamo fatti in 4 per accontentarli tutti.
Partiamo naturalmente dall'aussie, per la maggiore esso si presenta in famiglia o in gruppo. veste sportivo, gli piace farsi "coccolare" dal cameriere gradendo ogni attenzione e replicando con tonnellate di ta' (thanks) ai nostri enjoy e welcome.
Vuole essere servito velocemente perche' l'aussie che frequenta il nostro locale e' un futy-dipendente e quindi viene regolarmente 1 ora prima della partita o poco dopo ed in ogni caso non rimane seduto piu' di 45 minuti.
Lascia mance regolarmente.
Preferisco glissare sulle loro abitudini culinarie, altrimenti potrei dare ispirazione ad un nuovo film di Dario Argento.
L'asiatico invece si presenta con tutte le sue svariate fisionomie sempre con timidezza e riverenza. "Sherano" tutto, mix di fetuccine al pollo con patate fritte e pizze, bevono tap water (eccezion fatta per i giappo che apprezzano o fingono di apprezzare il vino). Lasciano anch'essi discrete mance (Giappo in primis).
Il medio orientale, quello che noi chiamiamo comunemente arabo per intenderci che in realta' e' tutto fuorche' arabo...un troglodita, un australopiteco che mangia di tutto senza sapere di che si tratta, beve tap water e raramente lascia mance e quando finisce sembra sia appena passato Attila con un esercito di unni.
Infine l'italiano! per lo piu' siciliano o calahpprese.
Non lascia mai mance! Fuck! E questo e' quanto perche' come cameriere e' l'unica cosa che ci interessa. Come diceva Paolo Cevoli in un suo famoso sketch infatti il cameriere deve voler bene al cliente prendendolo per il culo! Ma l'italiano e' piu' furbo, ti fa credere di essere felice del servizio, e magari lo e' davvero, si crea un rapporto, complice la facilita' nella comunicazione, lo si cura maggiormente rispetto agli altri ma alla fine ti lascia con l'amaro in bocca e con il sorriso beffardo di chi e' riuscito ad ottenere il massimo mettendotelo in quel posto!

Monday, July 20, 2009

Enjoiatevi ste photos!

Di ritorno dal nostro trip in Great Ocean Road, dopo un week end busy di lavoro pubblico queste foto per la gioia dei vostri occhi. Questa volta le parole non servono a molto.
Enjoy!











Sunday, July 12, 2009

Programmazione viaggi e varie

Questa appena trascorsa è stata una settimana relativamente importante!
Lunedì, tanto per cominciare, ho spostato la mia data di rientro ipotetico in Italia al 16 novembre 2009 in modo tale da sfruttare quasi tutto l'anno solare concessomi dalla working holiday visa...per poi tornare in loco (forse) entro breve termine per un master (cambiando quindi visa).
Questo ha fatto si che nella mia testa bacata iniziassero a maturare tutta una serie di idee malsane su probabili ed ipotetici viaggi downunder.
Oltre alla settimana bianca già programmata (e pagata!) in New Zealand dal 10 al 17 agosto sto seriamente pensando di affrontare a metà ottobre uno dei trekking più spettacolari e famosi downunder, ovvero l'Overland track in Tasmania: 7/8 giorni (dipende da quanti side tracks mi ispireranno e dalle gambe) zaino in spalla, tenda e sacco a pelo in solitaria e via all'avventura!
I primi 10 giorni di settembre sarò in Thailandia, un pò qua un pò la aprofittando delle tariffe aeree Jetstar e Airasia! Sarebbe stato davvero un peccato non cogliere l'occasione...
Infine, vedrò di ripetere il trekking tasmano in Nuova Zelanda che dicono essere un posto particolarmente adatto al viaggio "on the road" soprattutto nell'isola del sud.
Domani mattina, per cominciare bene, andremo 3 giorni walkabout per la great ocean road a vedere il mare d'inverni impetuoso al tramonto...dopo settimane di lavoro 7 giorni su 7 ci meritiamo un pò di riposo!
E voi vi chiederete...scusa ma che ci fai in Australia se visiti tutto fuorchè il paese dove ti trovi?
Non vi preoccupate, quello sarà il botto finale...ci stiamo già "orgasmizzando".

See ya!
Stay tuned!

Monday, July 6, 2009

Talking dialect

Ora che stiamo cominciando a familiarizzare con quest'idioma "simil-inglese", io ed il mio socio abbiamo recentemente sperimentato, in diverse occasioni un fenomeno apparentemente bizzarro ma alquanto preoccupante derivante dalla nostra radicata cultura linguistica veneta.
Il nostro problema (soprattutto per me che, come direbbe mia nonna, non sono particolarmente "imparato" non avendo frequentato le cosiddette "scuole alte") e' il dialetto veneto.
Fieri ed orgogliosi di parlarlo e di portare avanti la tradizione di quella che e' stata recentemente riconosciuta come lingua minoritaria dall'unesco, il dialetto veneto e' talmente diffuso e parlato in veneto e dai veneti tanto da aver relegato l'italiano a seconda lingua (almeno nel vicentino per quanto ne so io). Spesso ci troviamo, qui a Melbourne a dover compiere una triplice traduzione in simultanea dialetto-italiano-inglese. La nostra mente infatti ragiona ancora in veneto e le parole che di conseguenza escono dalla nostra bocca sono per il 90% dialettali. Nelle aziende e spesso a scuola (ahime' anche i professori) si parla dialetto. Tutti, nessuno escluso, manager, operai, studenti, imprenditori, professionisti di ogni settore in quel di vicenza parlano per lo piu' veneto. Il fenomeno qui in australia sta diventando per noi latente in quanto mentre in Italia si esercitava anche l'italiano, downunder la dicotomia inglese-dialetto veneto fa si che il tempo dedicato alla nobile lingua si limiti alle necessita' di traduzione dal dialetto appunto.
Ben, uno dei barman del Renzo's bar, aussie 100%, spesso ci chiede delle bad words da aggiungere al suo oramai gia' assortito vocabolario d'italiano. A tal proposito sabato sera ho insegnato al baldo giovane le seguenti frasi: "to mare piena de peoci", "magname la renga", "vaca to mare", spiegandone logicamente il significato. Il problema e' sorto quando Ben ha scherzosamente rivolto tali "complimenti" ad un nostro collega "romano de roma", il quale ha cortesemente risposto con un "sorry ben?".
Ed in quel frangente il neofita Ben ha realizzato con gran sorpresa che in Italia si parlano lingue diverse, altro che slang!

Wednesday, July 1, 2009

Una, nessuna, centomila...verita'! (Sandro's post)

Tanto tempo fa un tale raccontò una storia.
Parlava del rapporto che l'uomo ha con la realtà, e paragonò la realtà percepita a qualcosa che veniva proiettato come ombra su un muro da un fuoco, mentre tutto quanto fosse, appunto, reale, si trovava alle spalle di chi guardava.
La storia in questione si chiamava mito della caverna, e l'uomo si chiamava Platone.
Sono passati più di duemila anni da allora ed oramai abbiamo relegato i problemi su cosa sia o meno la realtà a tematiche adolescenziali, abbiamo in parte sostituito la filosofia con la psicologia e la spiritualità con la scienza. Ci crediamo intelletualmente arrivati e crediamo di avere risposte per tutto.
Se questo sia giusto, o vero, non sta a me dirlo, solo mi sto rendendo conto sempre più di quanto l'essere umano sia in grado di farsi delle domande, ma la maggior parte delle volte sia anche un esperto nel darsi risposte sbagliate, o nel non darsele affatto.
Mi ci metto dentro anche io, per carità, perchè nonostante mi ritenga "obbiettivo", dotato cioè del prezioso dono del dubbio e dell'incertezza, parto spesso nei miei ragionamenti da preconcetti indissolubili; niente e nessuno mi toglierà dalla testa che se qualcuno mi chiede di che segno sono , ho davanti un idiota!
Ma se invece mi sbagliassi? E se davvero quando la luna sta in Urano (non so cosa significhi, ma lo sento dire spesso) fosse un giorno sfortunato? E se avesse ragione la torre di Pisa e fossimo storti tutti noi?
A parte gli scherzi sono spesso incerto, e la cosa che mi viene in aiuto il più delle volte è un sistema di ragionamento che risponde al nome di rasoio di Occam. Quel semplice modo di porsi nei confronti della realtà che la maggior parte delle persone usa senza rendersene conto e che risulta (quasi) sempre valido: la soluzione più semplice è anche la più "probabile" (non significa che sia necessariamente vera comunque). Entro in una banca dopo una rapina? E' molto più probabile che rapinatore sia il tizio con la pistola in tasca, anziche il vecchietto con la busta della pensione vuota! Ripeto, non mi da la certezza, ma ci si avvicina molto.
Tutto questo incipit mi serve per introdurre un discorso che è stato trattato milioni e milioni di volte e che con lo spirituale ha veramente poco da spartire: sto parlando di politica italiana.
Io adesso sono qui, in Australia, e mi sento come un privilegiato che è uscito dalla grotta e vede i propri concittadini persi tra il guardare ombre su un muro, e la cosa che provoca le ombre senza capire cosa sia vero o meno.
Ero anche io in quello stato confusionale, lo ammetto.
Si insomma non riuscivo a sciegliere fra i detrattori dello "smemorato di cologno" e i suoi fedeli. Guardavo l'ombra, poi guardavo lui e non riuscivo a capire chi dei due fosse vero!
E' questo il motivo per cui dico che l'essere umano non è così intelligente come crediamo. Perchè non ho usato il cervello e soprattutto il rasoio di Occam? Ora mi è tutto molto più facile. Qui non ho la televisione (di stato o privata ormai fa poca differenza) a condizionarmi nei giudizi come la maggioranza degli italiani. Qui non c'è Emilio Fede a difendere a spada tratta il suo datore di lavoro e riesco finalmente ad essere obiettivo (non che prima fossi un'affezionato del tg4, anzi lo usavo spesso come alternativa a Zelig).
In un' epoca, gli anni settanta ed ottanta, in cui era prassi pagare per avere un appalto (negli atti di mani pulite si può leggere tutto), l'uomo che ha costruito una nuova Milano dal nulla ha pagato? Si o no? Cosa è più probabile?
In un epoca in cui le famiglie ricche tenevano spesso alle proprie dipendenze dei mafiosi per cercare di scongiurare, dall'interno, il rapimento dei figli, Mangano era solo uno stalliere? Probabilità, sempre probabilità...
Quando il nostro "mr sono stato frainteso" dice al suo "compagno di merende siciliano" che devono entrare in politica "... altrimenti per noi è finita..." (da una registrazione telefonica), me la sento ancora di parlare di complotto da " toghe rosse "? Onestamente no.
Vivevo nella repubblica delle banane, e della gravità della cosa me ne rendo conto solo adesso.
Mi ripugna profondamente l'idea che un poco di buono sieda al posto di chi lottò contro tutti e magari perse la vita per i propri ideali, ed uso questo blog come urlatorio per rendere pubblico il mio pentimento.
So già che non servirà a nulla, perchè la maggior parte degli italiani ancora guarda le ombre sul muro, e più sente le voci che dicono di girarsi più fissa intensamente la parete, però so anche che tempo fa sono morte delle persone per permettermi di votare e non credo che sarebbero felici di vedere un parlamento fatto da pregiudicati e "per" pregiudicati che vogliono fuggire la galera.
Una delle più grandi menti del ventesimo secolo, Indro Montanelli, disse prima di morire e soprattutto prima di essere messo alla pubblica gogna come "vecchio rimbambito" che durante il ventennio aveva già visto "un uomo mandato dalla provvidenza" e gli era bastato.
Quanto vorrei poter vivere per altri 3-400 anni!!! Cosa diranno i libri di storia del personaggio che ci governa? Come chiameranno questa "telecrazia"?
L'imperatore Caligola fece senatore un cavallo, "il papi" vuole fare europarlamentare una velina. Non ci vedo una gran differenza.
Quando penso a queste cose mi vergogno di essere italiano.
Scusate lo sfogo!

Ahi serva Italia di dolore ostello
nave senza nocchiere in gran tempesta
non donna di provincia ma bordello
(Dante Alighieri)
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