L'altra sera a lavoro mentre sbucciavo un mandarino la mia collega tedesca mi guarda e mi dice: "sai, io fino al 1989 non ho mai mangiato un mandarino, era proibito, era un simbolo dell'occidente, del capitalismo, solo mia zia ogni tanto ci portava qualche ananas da berlino ovest, nascondendolo sotto il sedile dell'automobile".Allora, con un piccolo sforzo mentale ho cercato di ripercorrere i ricordi di quegli anni e in pochi secondi ho detto:"...ma sbaglio o tra pochi giorni si commemora il 20° anno dalla caduta del muro?".
Dai suoi occhi imporvvisamente lucidi capii che la mia memoria, almeno questa volta, non mi aveva ingannato.
Ricarda poi, senza batter ciglio e con una fermezza che solo un teutonico o un russo possiedono ha iniziato con una carrellata di ricordi di quegli anni che mai come in quel momento mi han fatto capire cosa significasse vivere sotto un regime.
Dalla chimera dell'automobile, passando per le privazioni più elementari come la frutta appunto, i programmi in Tv, dall'obbligo di imparare il russo a scuola, alla curiosità di vedere e desiderare a tutti i costi cosa ci fosse al di la del muro che divideva la stessa città in due parti, ad ovest il capitalismo, subdolo colonizzatore americano, ad est il manifesto regime comunista...alla lunga la storia ci dirà cos'è stato peggio, ma se si pensa che correva l'anno 1989 i fatti assumono un risvolto piuttosto grottesco.
Purtroppo in Australia si fa fatica a parlare con i ragazzi della mia età di queste cose, non so se non le hanno mai studiate, ma se anche fosse mi sembra quasi impossibile non le abbiano mai sentite o peggio non si siano mai interessati a fatti ed avvenimenti di tale importanza storica, sociale e politica.
Recentemente, chiaccherando con non so chi mi è uscita dalla bocca la parola desaparecidos e vedendo la faccia stupita del mio interlocutore ho capito che al di la del termine non anglofono, non aveva la minima idea a cosa si riferisse...il mio stupore iniziale ha poi trovato conferma quando, nel vano tentativo di spiegare la provenienza di quel termine e la triste storia a cui si riferiva, mi son trovato davanti un muro di gomma che respingeva colpo su colpo ogni mio inutile sforzo di misurare la cultura storica di questa persona...e vi assicuro che colui che sta scrivendo non è affatto un dotto in tale materia!
Dai suoi occhi imporvvisamente lucidi capii che la mia memoria, almeno questa volta, non mi aveva ingannato.
Ricarda poi, senza batter ciglio e con una fermezza che solo un teutonico o un russo possiedono ha iniziato con una carrellata di ricordi di quegli anni che mai come in quel momento mi han fatto capire cosa significasse vivere sotto un regime.
Dalla chimera dell'automobile, passando per le privazioni più elementari come la frutta appunto, i programmi in Tv, dall'obbligo di imparare il russo a scuola, alla curiosità di vedere e desiderare a tutti i costi cosa ci fosse al di la del muro che divideva la stessa città in due parti, ad ovest il capitalismo, subdolo colonizzatore americano, ad est il manifesto regime comunista...alla lunga la storia ci dirà cos'è stato peggio, ma se si pensa che correva l'anno 1989 i fatti assumono un risvolto piuttosto grottesco.
Purtroppo in Australia si fa fatica a parlare con i ragazzi della mia età di queste cose, non so se non le hanno mai studiate, ma se anche fosse mi sembra quasi impossibile non le abbiano mai sentite o peggio non si siano mai interessati a fatti ed avvenimenti di tale importanza storica, sociale e politica.
Recentemente, chiaccherando con non so chi mi è uscita dalla bocca la parola desaparecidos e vedendo la faccia stupita del mio interlocutore ho capito che al di la del termine non anglofono, non aveva la minima idea a cosa si riferisse...il mio stupore iniziale ha poi trovato conferma quando, nel vano tentativo di spiegare la provenienza di quel termine e la triste storia a cui si riferiva, mi son trovato davanti un muro di gomma che respingeva colpo su colpo ogni mio inutile sforzo di misurare la cultura storica di questa persona...e vi assicuro che colui che sta scrivendo non è affatto un dotto in tale materia!
2 comments:
Ciao Marco, ho appena scoperto il tuo blog. Ho dato una letta veloce a qualche post (eccezionale generazione 1000 ;-) e ho visto che avevi iniziato la procedura per ottenere la residenza permanente. Come procede il tutto?
Io ed un mio amico arrivamo in febbraio a Sydney con il WHV. Partiamo con la mission "permanent residence". Ci spariamo subito 3 mesi di fattoria per rinnovare il WHV per un altro anno, poi iniziamo l'iter per ottenere sti fatidici 120 punti. Siamo entrambi vicentini laureati in informatica, lasciamo il lavoro a tempo indeterminato (2 anni) per fare questa esperienza. Abbiamo pure provato lo IELTS per vedere com'è abbiamo preso 6 di media. ;-)
Mi sto rendendo conto che la probabilità di riuscire è bassa, ma ci proviamo, casomai torniamo indietro. Sono riuscito ad incontrarmi con Lucio quando è tornato qui a settembre e devo dire che lui è stato fortunato, ma anche bravo a trovare lavoro e a sistemarsi.
Passerò a leggere il tuo blog, se hai qualche suggerimento da darci ben venga!!! La mia email è nicodemovalerio@gmail.com
Nicodemo
PS: In cosa ti sei laureato e che lavoro facevi in Italia?
PS2: magari un giorno se bechemo a nar bevare un spriss... se i ghi xe li in Australia ;-)
Ciao Nicodemo, ti ho appena inviato un'email.
A presto!
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