E’ da un po’ che se ne parla e proprio ieri e’ uscito un articolo su repubblica che mi ha convinto (anche se lo pensavo da tempo) a scrivere un post su questo argomento.
Siamo una generazione impreparata, su tutto...e cerchiamo qualsiasi alibi possibile per non ammetterlo!
Questo e’ il mio punto di vista e nessuno riuscira’ a farmi cambiare idea.
La cosa che piu’ mi fa sorridere e’ che ci si meraviglia che molti oggi sono “costretti” ad avere un doppio lavoro. Premesso che io l’ho sempre fatto senza stupirmene piu’ di tanto, mi chiedo che fine abbia fatto la nostra memoria o la nostra (se ce l’abbiamo) cognizione di causa. Ma avete mai chiesto ai vostri nonni quanti cazzo di giorni lavoravano a settimana? Ve lo dico io, 7! E pensate forse che la giornata lavorativa durasse 8 ore?
La maggior parte dei miei conoscenti ha sempre avuto un solo lavoro (e talvolta per quel che facevano 1.000 euro erano pure troppi!) ma non hanno mai rinunciato a ferie (magari pagate a rate), telefonino e vestiti di marca, auto non utilitaria, serate di festa nel weekend etc. etc. ma si sono sempre cullati nell’autocommiserazione di coloro che non riuscivano ad arrivare a fine mese. Inutile lamentarsi sulle generazioni d’oggi, non sono i giovani ad essere viziati, bensi’i loro genitori ad averli educati col culo! (Quando frequentavo le elementari se ricevevo una nota dalla maestra a casa ricevevo due “cinquine” perche’ nel 99,9% dei casi la maestra aveva ragione di default! Sapete bene invece cosa succede oggi...mio figlio? Impossibile, e’ sempre cosi’ bravo e buono a casa...e poi a 20 anni prende una mazza da baseball e vi ammazza per la felicita’ di Bruno Vespa).
Diciamocelo, 1.000 euro son pochi e per una coppia con due figli 2.000 euro sono pochissimi!
Bene ora fermatevi un attimo e chiedete ai vostri genitori (che presumibilmente avranno circa dai 50 ai 65 anni e nella maggior parte dei casi almeno 2 figli) quanto prendevano ai loro tempi e fatevi spiegare come vivevano. Poi, dopo che non avrete piu’ parole per la vergogna di esservi lamentati, tornate a lavorare col sorriso.
Il problema non sono i 1.000 euro o la crisi economica. Il vero problema e’ che lamentarsi e’ diventato lo sport nazionale e non ci chiediamo mai cosa facciamo davvero per uscire da questa situazione di merda.
Tutti questi laureati che si lamentano di non trovare lavoro o di trovarlo ma precario mi fanno pena. Come pretendono di trovare un lavoro ben pagato iscrivendosi alla facolta’ di “psicologia equina”?
E’ una semplicissima questione di mercato. Negli anni 70 (o prima) chi studiava aveva un posto di rilievo assicurato semplicemente perche’ la maggior parte della gente non proseguiva la carriera scolastica e nelle aziende c’erano 30 operai per ogni impiegato. Oggi la situazione si e’ capovolta. In Australia (ma in Italia e’ la stessa cosa) un idraulico guadagna piu’ di un impiegato-quadro. Nessuno, a parte il mercato puo’ dire se questo e’ giusto o meno! Ed e’ giusto che sia cosi’! Il mercato e’ incerto e noi dobbiamo imparare a convivere con l’incertezza. Il futuro e’ incerto e, a meno che non vogliamo toglierci ogni pensiero con una bella lametta, e’ verso il futuro che siamo costretti ad andare. Dobbiamo capire che oggi e’ importante studiare non tanto per un lavoro piu’ o meno sicuro e/o ben pagato bensi’ per se stessi e per avere la possibilita’ di scegliere grazie ad un buon livello culturale (perche’ un popolo senza cultura e’ facile da manipolare e il Veneto ne e’ l'esempio lampante). Fare una cosa per scelta e non per obbligo migliora la qualita’ della vita. Io sono laureato in una facolta’ che non da grossi problemi a trovare un lavoro, ma posso scegliere momentaneamente di fare il cameriere in Australia (guadagnando piu’ di prima e senza stress) e non mi pesa perche’ e’ una mia scelta. Intendo, non sono costretto a farlo. Ecco, a questo serve studiare!
Mia nonna ha fatto 2 guerre, ha perso buona parte dei suoi famigliari prima di passare a miglior vita alla veneranda eta’ di 93 anni, superati gli 80 si e’ fratturata tutto cio’ che era fisicamente possibile ma senza mai un lamento e senza mai chiedere aiuto a nessun dottore, la sua ignoranza dovuta probabilmente all’aver frequentato solo la 3’ elementare non le ha impedito di aiutarmi spesso a svolgere i compiti per le vacanze estive quando frequentavo le scuole medie (e questo la dice lunga sul livello di preparazione delle nostre scuole)....oggi quando abbiamo un semplice mal di testa paghiamo centinaia di dollari per andare dal biopranoterapeuta e se il nostro pincher non fa la cacca lo portiamo dallo psicanalista...forse, anzi sicuramente viviamo in una societa’ malata! E noi ne siamo i principali responsabili!
Ci sono solo due modi per tornare alla normalita’: il bastone (soprattutto) e la carota!
Ma prima di adottarlo con i nostri figli dovremo adottarlo su noi stessi!
Siamo una generazione impreparata, su tutto...e cerchiamo qualsiasi alibi possibile per non ammetterlo!
Questo e’ il mio punto di vista e nessuno riuscira’ a farmi cambiare idea.
La cosa che piu’ mi fa sorridere e’ che ci si meraviglia che molti oggi sono “costretti” ad avere un doppio lavoro. Premesso che io l’ho sempre fatto senza stupirmene piu’ di tanto, mi chiedo che fine abbia fatto la nostra memoria o la nostra (se ce l’abbiamo) cognizione di causa. Ma avete mai chiesto ai vostri nonni quanti cazzo di giorni lavoravano a settimana? Ve lo dico io, 7! E pensate forse che la giornata lavorativa durasse 8 ore?
La maggior parte dei miei conoscenti ha sempre avuto un solo lavoro (e talvolta per quel che facevano 1.000 euro erano pure troppi!) ma non hanno mai rinunciato a ferie (magari pagate a rate), telefonino e vestiti di marca, auto non utilitaria, serate di festa nel weekend etc. etc. ma si sono sempre cullati nell’autocommiserazione di coloro che non riuscivano ad arrivare a fine mese. Inutile lamentarsi sulle generazioni d’oggi, non sono i giovani ad essere viziati, bensi’i loro genitori ad averli educati col culo! (Quando frequentavo le elementari se ricevevo una nota dalla maestra a casa ricevevo due “cinquine” perche’ nel 99,9% dei casi la maestra aveva ragione di default! Sapete bene invece cosa succede oggi...mio figlio? Impossibile, e’ sempre cosi’ bravo e buono a casa...e poi a 20 anni prende una mazza da baseball e vi ammazza per la felicita’ di Bruno Vespa).
Diciamocelo, 1.000 euro son pochi e per una coppia con due figli 2.000 euro sono pochissimi!
Bene ora fermatevi un attimo e chiedete ai vostri genitori (che presumibilmente avranno circa dai 50 ai 65 anni e nella maggior parte dei casi almeno 2 figli) quanto prendevano ai loro tempi e fatevi spiegare come vivevano. Poi, dopo che non avrete piu’ parole per la vergogna di esservi lamentati, tornate a lavorare col sorriso.
Il problema non sono i 1.000 euro o la crisi economica. Il vero problema e’ che lamentarsi e’ diventato lo sport nazionale e non ci chiediamo mai cosa facciamo davvero per uscire da questa situazione di merda.
Tutti questi laureati che si lamentano di non trovare lavoro o di trovarlo ma precario mi fanno pena. Come pretendono di trovare un lavoro ben pagato iscrivendosi alla facolta’ di “psicologia equina”?
E’ una semplicissima questione di mercato. Negli anni 70 (o prima) chi studiava aveva un posto di rilievo assicurato semplicemente perche’ la maggior parte della gente non proseguiva la carriera scolastica e nelle aziende c’erano 30 operai per ogni impiegato. Oggi la situazione si e’ capovolta. In Australia (ma in Italia e’ la stessa cosa) un idraulico guadagna piu’ di un impiegato-quadro. Nessuno, a parte il mercato puo’ dire se questo e’ giusto o meno! Ed e’ giusto che sia cosi’! Il mercato e’ incerto e noi dobbiamo imparare a convivere con l’incertezza. Il futuro e’ incerto e, a meno che non vogliamo toglierci ogni pensiero con una bella lametta, e’ verso il futuro che siamo costretti ad andare. Dobbiamo capire che oggi e’ importante studiare non tanto per un lavoro piu’ o meno sicuro e/o ben pagato bensi’ per se stessi e per avere la possibilita’ di scegliere grazie ad un buon livello culturale (perche’ un popolo senza cultura e’ facile da manipolare e il Veneto ne e’ l'esempio lampante). Fare una cosa per scelta e non per obbligo migliora la qualita’ della vita. Io sono laureato in una facolta’ che non da grossi problemi a trovare un lavoro, ma posso scegliere momentaneamente di fare il cameriere in Australia (guadagnando piu’ di prima e senza stress) e non mi pesa perche’ e’ una mia scelta. Intendo, non sono costretto a farlo. Ecco, a questo serve studiare!
Mia nonna ha fatto 2 guerre, ha perso buona parte dei suoi famigliari prima di passare a miglior vita alla veneranda eta’ di 93 anni, superati gli 80 si e’ fratturata tutto cio’ che era fisicamente possibile ma senza mai un lamento e senza mai chiedere aiuto a nessun dottore, la sua ignoranza dovuta probabilmente all’aver frequentato solo la 3’ elementare non le ha impedito di aiutarmi spesso a svolgere i compiti per le vacanze estive quando frequentavo le scuole medie (e questo la dice lunga sul livello di preparazione delle nostre scuole)....oggi quando abbiamo un semplice mal di testa paghiamo centinaia di dollari per andare dal biopranoterapeuta e se il nostro pincher non fa la cacca lo portiamo dallo psicanalista...forse, anzi sicuramente viviamo in una societa’ malata! E noi ne siamo i principali responsabili!
Ci sono solo due modi per tornare alla normalita’: il bastone (soprattutto) e la carota!
Ma prima di adottarlo con i nostri figli dovremo adottarlo su noi stessi!