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Saturday, February 28, 2015

Food culture: Nasi Lemak & Mee Goreng

I'm definitely a foodie, a chubby food lover who can actually fall in love with authentic homemade dishes. But i've got a problem, i'm italian, a certified fucking venetian, proud of his culinary art and fully convinced that there's nothing better than italian regional food culture.
Talking about food, i use to say that Italy is out of competition.
So just to be clear far be it from me to make any comparison with the italian food culture, i'm going to tell you about foods and related topics experienced so far.
Nasi Lemak is undoubtedly more than a national icon, capable to unite all Malaysians. Usually eaten for breakfast it's composed of white steamed rice (obviously), chicken, cucumber, fried anchovies, roasted peanuts, boiled egg and sambal, a hot spicy sauce. Just mix everything and eat !

You can find it everywhere, especially at hawker food courts and on the street stalls for 5 myr only.
I use to have it at Damansara Uptown on saturday mornings, where you should expect to queue to get your table. I'm not sure whether they're still serving the authentic or the adapted one, but certainly, despite being much more expensive than everywhere, it's a culinary excitement. Don't go too far with the Sambal, you will regret it as soon as you sit on the porcelain bus.
Besides nasi lemak, Mee Goreng surely is one of the Malaysian's favorite foods, a further imported icon from indians with all the possible variations, usually served at mamak. It's a fried noodle dish made with garlic, onion, chicken or pork, cabbage and other vegetables and tofu as well.
If you travel down here you absolutely must try the banana leaf rice at Bangsar. Served directly on the banana leaf you will enjoy the biryani rice with a chicken leg and a mix of cucumber, melon curry and fried bitter ground. I suggest motton masala and fried sotong on the side.
I tell you, the fried bitter gourd is addictive.

Last but not least, if you're a chinese oriented foodie you might find your idyllic place at Koptiam, usually a crowded, hot and smelling open space shop with a wide choice of Hokkien and Cantonese dishes such as fried kueh teow, char siew wonton mee, dry beef lai fun, noodle soup, roasted pork, bak kut teh. Most of the traditional chinese kopitiam are in Klang valley where i work so it's one of my usual choice during lunch break.

Well, there is something else that deserves to be mentioned: a fruit called Durian. I haven't tried it yet, i'm not that brave or should i say crazy ?
Anyway whether you love it or you hate it, you won't ever forget its smell of baked cheese and onion with a gym sock aftertaste. The closest i can compare it with is the typical smell of food rotting experienced in a garbage dump.
Enjoy it.

Saturday, February 21, 2015

KL overview

Sottolineo fin da subito, onde evitare ogni fraintendimento che Kuala Lumpur non è una città dove andarci apposta a meno che non ci siano ragioni di business.
Se dovessi definirla in poche parole KL, come si usa chiamarla, altro non è che un groviglio di cemento e tangenziali disposte alla cazzo in mezzo a colline di granito con grattacieli moderni alternati a quartieri fatiscenti. Le Petronas Tower stonano come i cavoli a merenda, circondate dal nulla, difficili da raggiungere a piedi e dalla cui sommità raramente si può ammirare un panorama che giustifichi il prezzo del biglietto. Kuala Lumpur non ha il fascino autentico di Hong Kong, non è pulita ed ordinata come Singapore e non ha la ricchezza di templi di Bangkok. Leggendo la lonely planet ti accorgi come gli autori si siano sforzati di trovarne lati positivi riuscendo spesso a far passare per straordinario qualcosa di assolutamente normale. Nemica dei pedestrians per eccellenza a KL il downtown non esiste e quello che risponde al nome di Bukit Bintang è una composizione disordinata di mall di lusso raggiungibili dopo lunghe code in auto o rischiando la vita a piedi lungo marciapiedi inesistenti immersi in odori da discariche abusive.
Dalla sua i malesi (attraverso orde di migranti sfruttati come animali) stanno cercando di migliorarne la viabilità. E' infatti in corso un'opera faraonica, seppur in ritardo di 20 anni rispetto alle altre tigri del sud est asiatico sopra citate, ossia una LRT (light rail transit) che dovrebbe snellire il traffico. Dovrebbe perché i malesi sono il popolo più lazy incontrato finora, i brasiliani in confronto sono degli svizzeri e dubito che accetteranno l'idea di lasciare l'auto in garage e camminare 100 mt. per raggiungere la stazione senza un tunnel dotato di aria condizionata a 18°.
Dunque, perché vivere a KL ?
Bene nella prima riga di questo post ho scritto "a meno che non ci siano ragioni di business".
Infatti KL è logisticamente al centro del sud est asiatico, a 2 o 3 ore di volo si raggiungono Filippine, HK, Vietnam, Thailandia e Cambogia mentre per l' Indonesia si può tentare il salto con un'adeguata rincorsa.  KL poi offre lavoro (parlerò in un altro post dell'economia malese e della mancanza di figure professionali qualificate) e il costo della vita è ancora molto basso rispetto alle rivali Singapore e Hong Kong.
Devo inoltre ammettere che gli appassionati dello shopping troveranno qui la loro mecca nei numerosi ed enormi mall sparpagliati qua e la dove i malesi usano appunto trascorrere il week end.

Quindi concludendo potrei dire che KL è una città da usare come base logistica per un trip sufficientemente lungo nel sud est asiatico o come luogo in cui maturare un'esperienza professionale riuscendo a mettere da parte 4 denari.

Sunday, February 15, 2015

Talking Manglish

Credo di aver dedicato numerosi posts all'idioma inglese in tutte le sue forme, slangs e storpiature incontrate. Avevo infatti lasciato l'Australia lamentandomi spesso dell'accento usato dagli aussie che rendeva l'apprendimento e la comprensione dell'inglese piuttosto arduo.
Difficile spesso da interpretare ma altrettanto utile al fine di integrarsi con i locali, l'inglese assume in Malaysia la sembianza di una nuova lingua, caratterizzata da parole, suoni e forme grammaticali uniche e particolarmente colorite, seppur grammaticalmente zeppo di errori ed imperfezioni. Pensate forse che Laetitia Casta sarebbe la stessa senza quell'autostrada che le passa tra i due incisivi ? Qualche secolo fa sarebbe stata emarginata, oggi grazie a questa imperfezione risulta unica.
E come per la Casta anche per l'inglese imperfetto parlato in Malaysia sto cominciando a provare una certa simpatia.
In realtà il manglish è ben più di un inglese storpiato, si tratta di un meltin pot in continua evoluzione dove bahasa, mandarino cantonese, hokkien e tamil si uniscono partorendo vocaboli unici nel tentativo di avvicinarli all'idioma anglosassone.
Iniziamo con uno dei must per farsi accettare ovvero il cosiddetto suffisso "lah", intraducibile ma semplice da capire per noi veneti, abili utilizzatori di rafforzativi, suffissi ed abbreviativi non sempre accettati dalla comunità ecclesiastica.
Non trovando il modo di spiegarne l'uso in italiano faccio ricorso di seguito ad alcuni esempi.

come on, lah!   traduzione: "come on, don't be shy" o "come on, don't waste anymore time"
ok-lah   traduzione: "Okay, okay, I'm sorry"
A: Hey, can you lend me five ringgit?
B: sorry lah, I need money to pay for my cab and lunch-lah
C: can you help me for a minute?
D: ok-lah.
Is she your girlfriend?
No lah!!! That one is Jimmy's one lah.

Leggermente differente è l'utilizzo del "ma", simile al lah ma meno forte. Deriva dal cinese ma.
“Did you know?” “I didn’t know ma” che in qualche modo ha lo stesso significato di “I didn’t know lah” ma più debole del “lah”.
Quando uno dice “I didn’t know ma”, indica indirettamente che la persona è dispiaciuta nel non sapere una determinata cosa.
Altrettanto stravagante è il suffisso "ah". Usato alla fine della frase in forma retorica (una sorta di question tag implicita). "Why is he like that ah?" oppure usato per chiedere conferma, "Is that true ah?" o per introdurre un argomento prima di fare un commento, "My brother ah, always disturb me!"
I cinesi infine lo utilizzano anche come prefisso alla stregua del nostro "si", "eh", "ok".
Quello che invece è un vero uso improprio nel manglish è l'abuso dei vocaboli got e can. Infatti "There is"/"there are" e "has"/"have" sono spesso sostituiti dall'espressione got che quindi assume ulteriori significati rispetto ai già tantiattribuitigli dalla lingua inglese.

Got question? — Is there a question? / Do you have a question?
Yesterday at East Coast Park got so many people! — There were so many people at East Coast Park yesterday. / East Coast Park had so many people [there] yesterday.
This bus got air-con or not? — Is there air-conditioning on this bus? / Does this bus have air-conditioning?
Where got!? — lit. Where is there [this]?, also more loosely, What are you talking about? or Where did you get that idea?; generic response to any accusation. Derived from Malay sentence "Mana ada"- 'Mana' (Where) 'ada' (got)
Gimme lah, ok or not? — (Give it to me, OK?)
Can! — (Sure!)
Can! — (Yes, that is possible)
Cannot. — (No way.)

Saturday, February 7, 2015

Weather in Kuala Lumpur

Non potevo non dedicare il primo post narrativo al clima malese visto che una delle domande più frequenti da parte di amici e conoscenti pre-partenza era : "ma non sarà troppo caldo per te?"
Vi dico subito che qui le stagioni non esistono, c'è semplicemente una lievissima variazione di umidità tale per cui i locali usano parlare di stagione umida, quella in cui schiumi a tal punto che la maglietta funge da muta o seconda pelle e la stagione secca dove ci si limita ad espellere mediamente 3 litri di sudore al giorno.
A Novembre e Dicembre poi, forse gli unici due mesi con una parvenza di sollievo, gli acquazzoni pomeridiani creano un atmosfera incredibile. Mezzora di buio durante la quale scende un quantitativo d'acqua in grado di allagare strade e campi e dove l'uso dell'ombrello, nella malaugurata ipotesi di non riuscire a trovare riparo, ha la stessa utilità di un culo senza buco. Vedere per credere.


In quanto a temperatura, senza citare numeri, la percezione può essere facilmente così descritta: caldo, caldo bastardo, caldo schifoso.
Ovviamente i malesi hanno ben pensato di trovare rimedio a tutto ciò ricorrendo all' utilizzo di quella macchina infernale altresì denominata climatizzatore. E fin qua nulla di strano se non fosse che, assumendo una temperatura media esterna di 30 gradi, i geni del male, impostano il clima a 18° provocando emicranie e reumatismi tali che in confronto l'hangover della domenica mattina sembra una carezza sul viso.
I mall non sono dei centri commerciali bensì dei mega frigoriferi dove la gente ama trascorrere le giornate, un pò come i padovani che intasano il costo la domenica mattina nella speranza di trovare refrigerio a bocchetta paù o a treschè conca.
Si stanno già preparando infatti i prossimi mondiali di sci alpino a kuala lumpur, nel reparto surgelati dei supermarket.

Monday, February 2, 2015

toc toc

Scusate il ritardo ma ho avuto qualche urgenza da sbrigare in questi 4 e anni e mezzo di assenza o molto più semplicemente c'era poco di interessante da raccontare o ancora non vi era la giusta ispirazione.
Sono stati comunque 4 anni a dir poco intensi, difficili da raccontare.
Anyway sempre a causa del ballo di san Vito che mi perseguita mi trovo da 10 mesi esatti in Malaysia dove vivo e lavoro.
I dettagli a breve.
Questi umidi 10 mesi nel sud est asiatico sono volati come un battito di ciglia, tanto che solo pochi giorni fa, aprendo i cassetti impolverati di una memoria spesso intenta solo a far conti, ho ricordato di avere un blog. Ed ho pensato di dare un continuum a quanto vissuto downunder, dopo la breve parentesi Irlandese.
Ancora, in mezzo ci son stati 4 anni vissuti (umanamente molto poco) in madre patria per i quali anche il più abile dei prosatori non avrebbe potuto e saputo scrivere nulla.
Un saluto dal vostro chubby Sandokan.
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