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Thursday, November 26, 2009

quattro di coppe

Può un quattro di coppe provocare disperazione e felicità nel giro di poche ore? Per un veneto appassionato di briscola come me si.
La gioia di possedere un mazzo di carte da briscola trevigiane a Melbourne è tanta, soprattutto se si può condividere con altri conterranei l'eccitazione di una partita a briscola condita da espressioni quali: "va lissio", "xuga na taia", "xuga la nuda" etc. etc. il tutto insaporito da quei rafforzativi che spesso si sentono nelle osterie venete.
Ma se mescolando le carte te ne cade una tra la fessura della pavimentazione del courtyard e finisce un metro più in basso? E se a provocare questo è una donna che non capisce na mazza di briscola? E se ciò accade dopo solo 1 settimana dall'acquisto?
Vi assicuro che quei rafforzativi di cui sopra escono dalla bocca con la stessa frequenza con la quale il vostro P.M. spara cazzate!
E cosa si fa con un mazzo di 39 carte, a parte giocare in 3 a briscola? Nulla!
Fortunatamente esiste Mc Gyver e grazie ad un pezzo di cartone, un pò di scotch ed una pinzetta per sopracciglie quella che sembrava una giornata oramai rovinata si è trasformata in eccitazione mista a sollievo.
So che pochi di voi possono capire questo post e quindi lo dedico a quell'elite di intellettuali "briscoliani" che posso condividere con me questa avventura a lieto fine.
La briscola infatti non è un semplice gioco da carte come scala 40 o altro; la briscola è un social network che feisbuc si fa le pugnette a vederla, chi non sa giocare a briscola non è degno del passaporto della repubblica marinara delle tre venezie, insomma è un segno distintivo di appartenenza non indifferente!

see ya mates!

Saturday, November 21, 2009

the prison house...here we are!

Finalmente, dopo 3 giorni di preparativi, eccomi sistemato nella mia nuova casa, questa volta a Coburg in uno dei quartieri più italianizzati di Melbourne (dopo Carlton probabilmente).
Vi starete chiedendo a cosa si riferisce il titolo del post...ve lo dico subito: vivo in prigione!
Intendo una ex prigione, dove però hanno mantenuto (oltre alle mura circondariali, alle torri di controllo e alle mura perimetrali delle case) tutta l'architettura originaria facendo si che anche all'interno delle abitazioni si possa convivere con dei cimeli di quella che è stata luogo di detenzione e torture per molti galeotti.
Devo dire che il salto di qualità, oltre che nell'affitto mensile, si vede soprattutto in alcuni dettagli di non poco conto per chi come me AMA vivere la casa. Innanzitutto si tratta di un apartment 2 piani (che si distringue dalle unit, classico luogo di dimora per molti overseas) senza nessuno sotto o sopra di me. Possiedo poi un front-yard pavimentato e il legno la fa da padrone (non c'è traccia infatti di moquette, tipico delle case aussie)!
La zona è molto tranquilla solo che ogni mattina verso le sette e mezza suona la sirena per consentire a tutti gli inquilini l'ora d'aria...ahahah
Durante il trasloco effettuato in gran parte ieri, il tempo non è stato clemente, infatti dopo 5 giorni di estate piena con temperature superiori ai 30 gradi, la nuvoletta di Fantozzi ha ben pensato di perseguitarmi con continue "shower" (acquazzoni) tali da non poter usufruire al meglio del magnifico toyota hilux non cabinato rentato per l'occasione. Ho dovuto quindi compiere una serie infinita di andate e ritorni dalla mitica unit di Thornbury alla nuova residenza di cobburgo!
Il posto dove vivo si chiama Pentridge Village.
Ora non mi resta che sputtanare gli ultimi soldi rimasti all'ikea o in qualche salvo's e, dulcis in fundo, la perla per il mio front-yard..il tanto amato e desiderato barbeque!

C u soon mates
stay tuned!

Friday, November 13, 2009

Un pò di aussie' slang (capitolo 2°)

Ecco che puntuale (dopo il primo post) arriva il secondo post dedicato allo slang downunder in modo che questo blog, già di per se istruttivo, lo diventi ancora di più con la rubrica dedicata all'inglese o meglio a quella lingua pseudo-anglofona che parlano in questo paese.

(even) blind freddie could see that, per evidenziare una cosa ovvia che chiunque potrebbe capire/vedere senza spiegazione (su blind freddie non si sa molto)
blithered, (drunk) ubriaco, dal passato di blather (blaterare)
blood and blister, (sister), sorella, letteralmente la classica vescica o bolla di sangue sister
bloody, letteralmente insanguinato, maledetto, dall'aggettivo più usato in australia per indicare qualsiasi cosa "cool" (bloodie aussie, bloody hell)
bloody oath!, esclamazione generale di sorpresa, esasperazione ma anche di conferma (eg. bloody oath, it's fuckin' cold outside!)
bludge, quando si cazzeggia sapendo che c'è qualcosa da fare (lazy, muck around) da cui deriva bludger ossia colui che trae vantaggio dal welfare system (tanto per citare qualcuno, il fannullone)
bodgie, una cosa di bassa qualità o fatta male (bodgie job) o per indicare una persona inutile, insignificante
bogan, persona non acculturata, zotico
bog house, il cesso all'esterno
boozer, letteralmente beone, ubriacone, usato per indicare un pub
(were you) born in a tent? questo non avrebbe bisogno di spiegazione alcuna visto che si usa pure da noi con chi lascia sempre le porte aperte
do a Bradbury, aver fortuna e per capire questo bisogna rifarsi ad una finale olimpionica da "mai dire...", ecco a voi il video
buck's night, la serata di addio al celibato
bush lawyer, l'avvocato che poi si scopre essere senza arte ne parte
bush pig, una donna non proprio affascinante
by a bee's dick, con un margine estremo, piccolo (il nostro "per il rotto della cuffia", "per un pelo")
BYO, bring your own, dall'usanza di portarsi da casa le bevande (alchool) al ristorante

Sunday, November 8, 2009

The Wall

L'altra sera a lavoro mentre sbucciavo un mandarino la mia collega tedesca mi guarda e mi dice: "sai, io fino al 1989 non ho mai mangiato un mandarino, era proibito, era un simbolo dell'occidente, del capitalismo, solo mia zia ogni tanto ci portava qualche ananas da berlino ovest, nascondendolo sotto il sedile dell'automobile".
Allora, con un piccolo sforzo mentale ho cercato di ripercorrere i ricordi di quegli anni e in pochi secondi ho detto:"...ma sbaglio o tra pochi giorni si commemora il 20° anno dalla caduta del muro?".
Dai suoi occhi imporvvisamente lucidi capii che la mia memoria, almeno questa volta, non mi aveva ingannato.
Ricarda poi, senza batter ciglio e con una fermezza che solo un teutonico o un russo possiedono ha iniziato con una carrellata di ricordi di quegli anni che mai come in quel momento mi han fatto capire cosa significasse vivere sotto un regime.
Dalla chimera dell'automobile, passando per le privazioni più elementari come la frutta appunto, i programmi in Tv, dall'obbligo di imparare il russo a scuola, alla curiosità di vedere e desiderare a tutti i costi cosa ci fosse al di la del muro che divideva la stessa città in due parti, ad ovest il capitalismo, subdolo colonizzatore americano, ad est il manifesto regime comunista...alla lunga la storia ci dirà cos'è stato peggio, ma se si pensa che correva l'anno 1989 i fatti assumono un risvolto piuttosto grottesco.
Purtroppo in Australia si fa fatica a parlare con i ragazzi della mia età di queste cose, non so se non le hanno mai studiate, ma se anche fosse mi sembra quasi impossibile non le abbiano mai sentite o peggio non si siano mai interessati a fatti ed avvenimenti di tale importanza storica, sociale e politica.
Recentemente, chiaccherando con non so chi mi è uscita dalla bocca la parola desaparecidos e vedendo la faccia stupita del mio interlocutore ho capito che al di la del termine non anglofono, non aveva la minima idea a cosa si riferisse...il mio stupore iniziale ha poi trovato conferma quando, nel vano tentativo di spiegare la provenienza di quel termine e la triste storia a cui si riferiva, mi son trovato davanti un muro di gomma che respingeva colpo su colpo ogni mio inutile sforzo di misurare la cultura storica di questa persona...e vi assicuro che colui che sta scrivendo non è affatto un dotto in tale materia!

Tuesday, November 3, 2009

Melbourne Cup 2009

... Ovverosia, cavalli, cappelli e tanto alcool!
Quella appena trascorsa è stata una delle festività più "sentite" dagli australiani, un evento capace di fermare un intero paese, in grado di calamitare l'attenzione di tutto e di tutti senza eguali, una ricorrenza che tutti gli aussie attendono impazienti ogni anno...a questo punto vi chiederete: " in cosa consiste questa giornata?".
Bene tornate al paragrafo sopra e rileggete...questa è la Melbourne Cup!
Ebbene si, cari italiani, mentre noi siamo impegnati a ricordare la festività di Ognissanti (che nella mia magnifica regione corrisponde a "rosto de osei e poenta onta") qui a Melbourne migliaia di persone si riuniscono intorno al Flemington racecourse per vedere e sopratuttto scommettere sulle gare di cavalli, allietando le giornate con fiumi di birra, vestiti eleganti e tanto tanto glamour...scherzosamente si potrebbe dire che questa è l'unica occasione annuale di vedere un australiano vestito elegantemente!
Uno degli aspetti caratterizzanti della Melbourne Cup infatti sono i cappelli originali e stravaganti che signori e signore indossano durante tutta la manifestazione.
Io ovviamente non ho partecipato all'evento e nemmeno festeggiato in alcun modo visto che ero chiamato al lavoro durante tutta la durata della manifestazione ... e posso dire di aver lavorato anche più che volentieri vista la paga riconosciuta per l'occasione!
Per vedere qualche foto cliccate sul titolo del post!

c u soon mates!
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