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Tuesday, January 19, 2010

Customer Care Culture

La settimama scorsa mentre ero ancora immerso nel piu' profondo dei sogni dopo un paio di mattinate in cui la temperatura Melbourniana provocava uno strano effetto sulle lenzuola tale che al risveglio ognuno poteva possedere la propria sindone sul coprimaterasso, verso mezzogiorno sento vibrare il cellulare.
Con un balzo felino lo agguanto e schiarendomi la voce ancora fievole rispondo.
Dall'altra parte della cornetta una voce femminile mi chiedeva se potevo essere disturbato o se era il caso di richiamare piu' tardi. Capendo all'istante che si trattava della recruiter con la quale mi ero intrattenuto per un colloquio appena un paio di settimane prima, rispondo con tono deciso ma amichevole rassicurandola del fatto che non c'era nessun problema, anzi.
Lei, sempre con gentilezza mi spiegava che per il momento non aveva nuove posizioni e si scusava per il ritardo nella risposta ma che sicuramente, con un po' di pazienza qualcosa di interessante si sarebbe trovato.
Al di la' della veridicita' delle sue affermazioni di routine, ho apprezzato molto la correttezza della recruiter che, appena tornata dalla ferie e letta la mia mail di "sollecito" non ha esitato un attimo a chiamarmi.
Questo breve aneddoto semplicemente per testimoniare il fatto che in Australia, almeno per quanto rigurda la mia esperienza, ad ogni applicazione fatta a fronte di una posizione lavorativa ho SEMPRE ricevuto risposta via mail, a volte per telefono e in un paio di occasioni mi e' stata addirittura recapitata una lettera!
Oramai mi sono abituato a questa correttezza tipicamente anglosassone e penso a come faro' quando tornero' nel bel paese dove mandando centinaia di curricula mi vedro' arrivare risposte solamente da un 2 e mezzo per cento di agenzie o aziende?
Piu' in generale si puo' affermare che l'attenzione per il cliente inteso in senso lato, qui e' davvero maniacale.
Tempo addietro ho restituito la chiavetta USb alla Telstra (la Telecom australiana asserendo che non funzionava in maniera adeguata): nemmeno una resistenza da parte del manager dello store che prontamente, dopo essersi scusato per il disagio arrecato mi ha restituito il contante.
Non voglio nemmeno ricordare le facce e le risposte dei commessi di uno dei piu' grandi centri di telefonia mobile delle mie zone quando non piu' di tre d'anni fa chiedevo un telefonino sostitutivo mentre il mio era in riparazione per un difetto di fabbrica dopo pochissimi giorni dall'acquisto.
Un paio di settimane fa, inoltre, avevo acquistato un decoder nella speranza di ricevere qualche canale in piu' ma sfortunatamente per qualche problema ancora irrisolto alla fonte, il decoder non funzionava. Restituita l'attrezzatura in un altro punto vendita dello stessa catena, la cassiera ancora una volta senza batter ciglio mi ha restituito il denaro contante pagato appena un paio di giorni prima.
A volte se al posto di "esportare democrazia" importassimo queste buone maniere....

4 comments:

Anonymous said...

non si tratta di buone maniere, ma di un diverso sistema di marketing, Marco. Queste comodità le paghi - ma è un piacere pagare per qualcosa che ti fa sentire coccolato, mentre in Italia se ti è rifilata la fregatura ti rispondono: potevi pensarci prima. SIamo proprio ridicoli. salpo

Nood said...

Complimenti per la staffilata di classe inserita con l'ultimo periodo.
Strategia di marketing, educazione o a qualunque cosa si voglia questa buona abitudine da noi scatta pure l'usanza di "vergognarsi" ad andare a richiedere indietro i soldi quando una cosa non è funzionante, mi è successo con un lettore dvd comprato da Trony (oddio lo posso dire) dove ho insistito a darlo indietro perchè non funzionante e non volevo nè sostituzione, nè buoni ma soldi perchè l'avrei approvigionato su altro canale non ti dico la fatica e la lite intrapresa con nell'ordine, cassiera, commesso e responsabile con i clienti che mi guardavano come l'ultimo dei pezzenti, alla fine l'ho spuntata, ma che fatica però.
NPUA

Ciao
L.

marco said...

eccome se le paghi sal, io ci lavoro in sto settore da qualche mese e mai avrei pensato che le multinazionali investissero milioni solo per misurare la qualità del servizio offerto però è altrettanto vero che poi questo marketing viene trasmesso negli usi di tutti i giorni...a titolo di esempio qui se evadi sei un delinquente, in qualche altro paese se evadi sei furbo e se non lo fai sei pirla!
In italia il sinonimo di fare business sembra essere fottere gli altri quando invece si potrebbe tranquillamente guadagnare per offrire un servizio. Altro esempio lampante: il turismo! Viviamo nel paese più bello al mondo, non c'è storia! Se usassimo lo stesso marketing "anglosassone" tutti gli italiani sarebbero impiegati in quel settore, invece noi i turisti li fottiamo pensando di essere furbi!

anninotchka said...

mi viene sempre più voglia di espatriare.
anninotchka

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