Il dialetto australiano (o l'accento come lo chiamano qua) è abbastanza diverso dall'inglese (poco) che si impara a scuola in Italia. Premesso che ci fasciano la testa con ore e ore di grammar rules che poi non vengono mai o quasi rispettate nella friendly conversation di tutti i giorni, il modo di parlare qui è spesso incomprensibile anche per uno come me che (modestamente) ha ottenuto un "advance level II" nel test d'ammissione alla RMIT University.
Ieri sera, ad esempio, mentre stavo prendendo un ordine nel locale dove lavoro una cliente mi ha ordinato il seguente dessert (proverò a scriverlo come si pronuncia): "a craaam..brl". Io, per non sbagliare, ho chiesto: "sorry?" ma la risposta è stata identica. A questo punto a me è toccato l'arduo compito di decidere cosa potesse significare quel termine pronunciato con la lingua all'altezza dell'ugola. La prima pietanza sovvenutami è stata la cranberry cake e così ho optato. All'arrivo in tavola del dessert la faccia della customer mi ha fatto intendere che avevo cannato di brutto e col fare gentile tipico anglossassone mi ha detto: "sorry, we ordered a creme brulè".
Premesso che il simple past si usa nelle azioni passate (ma qui la grammatica è un opinione!) ho pensato: "zoccola che non sei altro di una aussie, perchè cazzo non me l'hai detto prima?". Chiaramente questo mio pensiero si è tradotto a parole in : "I'm very sorry, i'll give your creme brulè in a minute".
Una cosa simile mi è capitata anche qualche ordine prima quando una gentil donzella mi ha chiesto (anche qui provo a scrivere come me l'ha detto) un "casm....platan" che, dopo aver chiesto di cosa si trattasse ho capito che voleva il famoso cocktail cosmopolitan.
Dopo mesi di pratica ho capito che per comprendere l'aussie stretto bisogna arretrare la lingua di due dita all'altezza della gola, mettersi due dita in bocca, dimenticare ogni regola grammaticale inglese imparata a scuola e aggiungere ogni tre o quattro parole quel famoso suono cacofonico che i Fichi d'India pronunciavamo nel loro sketch comico: " auararauararaauarara".
Premesso che il simple past si usa nelle azioni passate (ma qui la grammatica è un opinione!) ho pensato: "zoccola che non sei altro di una aussie, perchè cazzo non me l'hai detto prima?". Chiaramente questo mio pensiero si è tradotto a parole in : "I'm very sorry, i'll give your creme brulè in a minute".
Una cosa simile mi è capitata anche qualche ordine prima quando una gentil donzella mi ha chiesto (anche qui provo a scrivere come me l'ha detto) un "casm....platan" che, dopo aver chiesto di cosa si trattasse ho capito che voleva il famoso cocktail cosmopolitan.
Dopo mesi di pratica ho capito che per comprendere l'aussie stretto bisogna arretrare la lingua di due dita all'altezza della gola, mettersi due dita in bocca, dimenticare ogni regola grammaticale inglese imparata a scuola e aggiungere ogni tre o quattro parole quel famoso suono cacofonico che i Fichi d'India pronunciavamo nel loro sketch comico: " auararauararaauarara".
3 comments:
Eheheh.
Occhi che esiste anche il cocktail cum shot.
Cerca di portargli quello in bicchiere e non calarti i pantaloni sul posto e servirlo di... ehm ... tuo pugnetto.
NPUA
ohilalà chi abbiamo qui tra noi??? Il baronetto Loris Mc Cartney?
Ieri Zala vi ha fatto lo scherzetto, l'avevo previsto che il Milan si sarebbe ripreso, se ci fossero un paio di partite in +...magari...e se il 5 amggio venisse di domenica...ahah
NPUA
Tulliuz!!!
Ma come sela? Se una vita che no te se sente!!!
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