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Tuesday, May 19, 2009

Ignoranza e futuro! (Sandros' post)

Io, come Marco, da quando sono arrivato sono sempre stato propenso ad analizzare “l’anglosassone”, non “l’australiano”, perché è subito stato evidente come l’australiano non sia quello che credevo in Italia, e cioè il biondo alla Paul Hogan o alla Casey Stoner, ma semplicemente una persona di qualsivoglia colore od etnia che vive qua. Quello che in giro per il mondo è chiamato australiano, quello che “comanda” se mi è passato il termine , il biondo che fa surf appunto, altro non è se non un inglese lontano da casa, o un americano in gita. Un “anglosassone”.
Forse mi sbaglio, ma le differenze tra “australiani anglosassoni” ed americani sono veramente irrisorie, tanto negli usi quanto nel modo di vedere il mondo.
L’abitante della terra dei canguri non è propriamente un topo da biblioteca! (concedetemi l'eufemismo).
Te ne puoi accorgere parlando con la gente per strada, nei locali. Non penso sia una questione di cultura, perché alla fine qui la gente va a scuola, sceglie un corso e di quella materia sa tutto; penso si tratti di un indottrinamento che va ben oltre la cultura, ed il buonismo che senti nei discorsi della gente a volte ha qualcosa di agghiacciante.
Ho pensato a lungo al motivo di tutto questo conformismo. Mi sono spremuto le meningi nel tentativo di capire perché tante volte non occorre sapere la lingua per parlare con la gente. Fai una domanda? Nel novantanove per cento dei casi la risposta sarà quella. Ovunque. Punto. All’inizio pensavo si trattasse della lingua: l’inglese infatti è molto, ma MOLTO, più limitato delle altre lingue. Generalmente infatti per una cosa, oggetto od avvenimento c’è una sola parola, mentre noi abbiamo una rosa di possibilità tremendamente più ampia. Un esempio? I sentimenti: in italiano abbiamo una gradazione che va da affezionato ad innamorato, dal ti voglio bene al “ti amo alla follia”. In inglese no: Love. I love my dog. I love my girlfriend. Uguale!Un altro esempio: un incidente: Smash o accident. Quante parole abbiamo noi in italiano e soprattutto in dialetto per descrivere un incidente? Botto, mina, etc. Qua invece: I had a smash, o i had an accident. Punto!
E’ questo allora il motivo di tanta limitatezza di vedute? No
E’ come se al suono di certe domande la gente staccasse il cervello e dicesse quello che qualcuno ha detto loro di dire. Qua la gente non si chede mai “PERCHE?”!!!
Ma, dico io, si può vivere per andare a negozi, bere il sabato sera, andare allo stadio e fare il barbeque la domenica? Evidentemente si.
Qua lo fanno e ne sono contenti, anzi sono orgogliosi di poterlo fare.
Da quando sono qui mi gira in testa una storiella che mi hanno raccontato quando ero veramente piccolo (ehm giovane): un cane, magro e malnutrito, si avvicina ad un altro grasso e felice. Quello grasso si sente superiore perché ha tutto e sta bene, ma alla fine lui resta li perché ha una catena al collo e l’altro se ne va libero di fare quello che vuole. Questa è solo una storiella, ma rispecchia abbastanza bene la realtà dei fatti nel mondo australiano-americano. Ti danno quello che ti serve per vivere, i soldi per comperare una casa, una macchina, fare le ferie e andare a mangiare fuori la sera, una bandierina da sventolare in periodo elettorale, il football, un cantante che ti rincretinisce con la canzone tipo la nostra “forza italia”, o “born in the u.s.a.”, una catena al collo e debiti che non riuscirai a pagare anche se vivessi in eterno.
Questa cosa può anche far sorridere, in realtà penso sia più drammatica di quanto appaia. Non sai chi comanda, chi decide che tutti devono vivere allo stesso modo, devono volere la tal macchina, la casetta col giardino, etc. Alla fine a scuola mi hanno insegnato che quando qualcuno decide per te e ti obbliga a fare delle cose si può parlare di dittatura, e di questo si tratta, dittatura, ma molto più subdola di quelle centro-americane. Qui non sai chi maledire, perché non hai più il cervello per maledire nessuno. Qui credi di essere libero, in realtà sei un automa lobotomizzato che non decide altro se non il colore delle scarpe.
In centro america ti uccidono, qui non ti fanno neanche nascere.
Ed allora quale sarà il futuro di questa povera gente “creata, istruita ed abituata” a spendere, pagare, lavorare? Quale domani per questi poveri cristi che si sentono bene perché magari lottano per salvare le balene o per tenere pulita la città dalle cartacce quando ignorano che nascono, vivono e muoiono con il solo scopo di “far cassa” a qualcuno di cui ignorano il volto?

16 comments:

Giovanni said...

Hem.. sandro .. nè è che in italia sia tanto diverso..tutto il mondo è uguale. mi sento di dire che hai (ri)scoperto laqqua calda. Ma meglio morire scegliendo il colore delle scarpe e facendo il bbq allo stadio, che morire di fame nel biafra, desiderando di vivere lobotomizzati come dici tu in un paese dove puoi anche permetterti di dire e fare questo. Comunque.. Ti ga raxòn osti.

Giovanni said...

ho un po di rimorsi , non volevo essere cattivo rispondendo a quello che hai scritto, ma le critiche sono il sale della democrazia (ahaha). Ebbene, ora che hai colto questo aspetto della società anglosassone,della specchio della filosofia economica e sociale dominante, concretamente, tu, io, noi che lo abbiamo capito, cosa fai o facciamo per sfuggire a questo cappio massonico?
Alla fine,.. meglio così ce lo meritiamo( non sono ASSOLUTAMENTE daccordo con la mia ultima affermazione, segno di una sana instabilità).
Perchè a dire che la cacca puzza sono capaci tutti, ma trovare un modo per farla profumare bisogna essere bravi ( vedi B..rl..oni).
L' alternativa allo status quo mio caro Sandro è la rivoluzione. E ci hanno provato in tanti in passato.. dalla rivoluzione francese, a quella bolscevica, dalla rivolta cubana a quella di marcos, tutti quelli che concretamente hanno voluto opporsi al sistema impalpabile che descrivevi nel tuo post, hanno preso in mano le armi. Non ti invito a farlo ( se lo fai non fare il mio nome).
Purtroppo la Società Aperta tanto belmente descritta da Popper (Karl, non il..)che riesce a cambiare , a sovvertire dall'interno e senza spargimenti di sangue le sue proprie istituzioni e suoi suoi principi fondanti qualora lesivi al diritto ancora non l'abbiamo vista. Forse possiamo sperare un giorno di vederla, forse possiamo provare a costruirla, ma questo è un pensiero davvero rivoluzionario, più forte di ogni arma o bomba.. Già l'idea, il pensiero come arma di distruzione di massa, come arma di liberà degli oppressi sugli oppressori, dei giusti sui malvagi!
Per questo la maggior parte dei governi (intesi come istituzione che provvede alla conservazione dei rapporti di forza esistenti) e quindi di qualsiasi orientamento, tendono a drogare le menti con ogni mezzo ( TV, slogan, senso di appartenenza, cliché) e loro fine ultimo è costringerle entro schemi prestabiliti e rassicuranti, perchè NON vi sia data la possibilità di pensare che infondo, se io voglio , se tu vuoi , se tanti vogliono le cose possono cambiare.
Nel tuo post hai toccato temi che sono la punta di un iceberg e che da secoli sono causa di scontri violenti tra i pensatori di ogni tempo.

marco said...

sti cazzi! Oh sandro ci sei ancora? o sei gia' sprofondato sotto terra? Liceo scientifico batte classico 3 a 0, palla al centro. Scusate ma io ho fatto la ragioneria e mi astengo...oltre alla partita doppia non ho imparato altro...

ps. El pueblo unido jama's sera' vencido!

pps. El pueblo armado jamás será aplastado!

Giovanni said...

e.. e i 4 ani de geologia???

Moro said...

Piccola aggiunta dal fratello.

Il caso della canzone "Born in the USA" è abbastanza emblematico considerando il fatto che voleva significare tutt'altro.

http://www.prato.linux.it/~lmasetti/antiwarsongs/canzone.php?id=351&lang=it

qua trovate un, breve, approfondimento.

Madonna come ca son profesionale.

marco said...

Dai poareto to fradelo, xera solo un sfogo. Desso el torna casa dala pisseria e el ve manda a quel paese tutti e do!
E po desso alla faccia della democrazia e della libertà di pensiero ve cancello i commenti..ahahah!

Rita said...

Salve Sandro! Seguo da un po' questo Blog e leggendo quest'ultimo post non posso non commentare, a costo di risultare antipatica. Io sono cresciuta in Australia e la mia famiglia ci vive da piu' di quarant'anni per cui posso affermare di conoscere abbastanza bene la realta' australiana. Permettimi di fare qualche osservazione. Ti meravigli che la gente da quelle parti e' spesso di poche parole. A me non sembra un difetto...anzi, e posso dire con certezza che non si tratta affatto di limitatezza di vedute! Non sarebbe bello se anche in Italia si esprimessero dei concetti chiari e concisi invece di indorare le pillole amare che siamo costretti ad ingoiare tutti i giorni con bei giri di parole? (naturalmente mi riferisco al continuo lavaggio del cervello che dall'alto si tenta di fare a noi poveri cittadini...)e poi,se hai nostalgia della gente che parla tanto, e spesso senza dire niente, stai tranquillo che la ritroverai al tuo ritorno nell'italica patria! :)
Per quel che riguarda lo stile di vita degli australiani che sembrano vivere solo per fare lo shopping, bere al sabato sera, andare allo stadio, pagare il mutuo.... ma dico io, non e' cosi' che si vive dappertutto?? Se cio' che ti stupisce e' il fatto che gli aussies non se ne lamentino, beh, non sara' che si rendono conto della loro situazione invidiabile, della fortuna che hanno nel poter vivere in un paese civilissimo, democraticissimo e LIBERISSIMO?
Parli di situazione drammatica? Scusami, ma dove hai vissuto fin'ora? Non hai mica dimenticato in che razza di situazione viviamo qui in Italia!! E poi, ci sara' pure un motivo se cosi' tante persone farebbero carte false pur di potersi trasferire laggiu, no?
Allora, "quale sarà il futuro di questa povera gente creata, istruita ed abituata a spendere?" Se ti riferisci alla gente d'Australia a mio avviso il loro futuro non sara' certamente peggiore di quello di tanta altra gente che affronta le stesse identiche cose ma in realta' che non reggono certo il confronto con la loro. Se ti riferisci alla societa' moderna del consumismo in generale posso dire: "bella domanda!"
Scusa il mio sfogo e non volermene.
Spero che non cancellerai il mio commento!
Ciao.

Nood said...

Minchia ora mi vado a comprare i popcorn e una birra e seguo questo match.
Sandro stai aspettando troppo a rispondere, non farti intimidire da nessuno e spacca.
Ah, sono ragioniere anch'io e mi astengo da questo dibattito-scontro
socio culturale per evitare di uscirne pesto e poi tra un quarto d'ora devo andare all'aereoporto, ho un aereo da prendere.
Marco, voglio il post cattivissimo a questo punto.

Stay tuned

NPUA

Loriz

Giovanni said...

Marco.. non è che Rita ti confonde Sandro?

Sandro: in realtà nonostante le critiche che ti ho espresse nel mio post precedente, credo d'aver colto il senso del tuo giudizio.

Concordo con te che qui (in Italia) abbiamo più consapevolezza della nostra condizione e quindi razionalmente riusciamo ad estrarci dal contingente e e vedere le cose in maniera più oggettiva, trovando anche lo spazio per relazionare la nostra condizione a quella di altri ambiti sociali o culture come quella Aussie per esempio.
Ma ti posso garantire quata abilità ci è garantita solo da un mix di istruzione e condizione sociale.

Nood: biiiirraaaaa ahhhh!!! ( con bava dalla bocca)

marco said...

non preoccuparti anzi non preoccupatevi, io, Marco l'unico gestore di questo post, non cancellerò commento alcuno perchè, fino a prova contraria, qui in australia si vive in democrazia e non come in Italia imbavagliati dagli editti bulgari!
concordo con giovanni e rita e mi scuso a nome di sandro che non risponde in quanto troppo impegnato ad adattarsi allo stile di vita aussie tanto criticato...facile sputare sul piatto dove si mangia!
Mo vediamo se risponde...sicuramente, conoscendolo, citerà il nostro primo ministro e dirà:"sono stato frainteso"!

Sander78 said...

Non sono affatto stato frainteso perchè volevo proprio dire quella cosa li...
Per Rita: se non mi piacesse lo stile di vita ed il posto in cui sono adesso non sarei certo qui!!! Posso concordare con te riguardo al fatto che se tante persone vogliono venire in Australia un motivo pure ci sarà, però come ha detto Giovanni mi lascia perplesso il fatto che nessuno ( o solo quelli che conosco io ) si faccia domande! Forse non sono io ma è l'italiano medio ( che io rappresento benissimo )ad essere troppo portato per l'autocommiserazione. Il piangersi addosso, come saprai meglio di me, è un pò lo sport nazionale in Italia, ma, e questo è solamente un punto di vista strettamente personale, se porta ad una maggiore consapevolezza ben venga!Quando la benzina aumenta, in Italia, scoppia un caso nazionale, ne parlano tutti, e soprattutto se non ne parli sei uno stolto, perchè in Italia se non parli dei problemi ( e quindi piangi )molte volte non sei degno di considerazione...Io ho solo riportato quello che sembra di vedere a me, se poi gli Aussie sono più avanti di noi perchè hanno scoperto i problemi, ma hanno anche capito che non si possono risolvere e non ne parlano mentre noi siamo indietro e piangiamo, o se invece sono più indietro ed i problemi non li hanno ancora visti, questo ancora non l'ho capito e spero di venirne a capo. Per il resto sono punti di vista rispettabilissimi anche se la libertà di cui parli tu non la vedo. Non mi sono mai sentito controllato come qui! Bellissima cosa, certo, quando ti permette di mandare un bambino in stazione a prendere il treno da solo di notte,ed anzi meravigliosa dal punto di vista del bel vivere, ma di libertà scusa non si può parlare. Essere libero finchè stai alle regole è non essere libero.
Per Marco: che bastardo!!!
Per giovanni: hai mangiato uno Zanichelli?
Per Loriz: Fatti vivo...
Ciao a tutti

marco said...

Tutto bello quello che hai scritto ma alla fine come si suol dire l'hai fatta "fuori dal vaso"...come puoi pretendere che ci sia una società senza regole? In italia non siamo spiati? Ma non ti ricordi di telecom...non è successo 50 anni fa! Insomma hai espresso un'utopia che in quanto tale lascia il tempo che trova: quale libertà? La libertà dell'agnello di sfuggire agli artigli del lupo o quella del lupo di azzannarlo? La libertà per le minoranze di manifestare il proprio pensiero o la libertà per le maggioranze di opprimere le minoranze nel nome della libertà? Quella degli elettori di liberarsi di un governo o quella del governo di cercare di mantenersi al potere?
Le regole sono la base di una convivenza democratica e pacifica e sono d'obbligo perchè tracciano la via di mezzo che il codice civile italiano (che dovresti conoscere un pò) definisce spesso il "senso del buon padre di famiglia" proprio per non dover ulteriormente infittire la già pesante legislazione italiana. Ora, senza dilungarmi troppo, la regola, la legge non è un valore, bensì una convezione tra popoli che trova applicazione in ambiti ben definiti sia temporalmente che geograficamente.
Ognuno di noi, senza accorgersene, o volontariamente, impone delle regole al prossimo. Tu per esempio, quando guidi imponi agli altri di prestare doppia attenzione o quando occupi un sedile di un aereo imponi agli altri di rinunciare a parte del proprio spazio...è forse questa la libertà in assenza di regole? Quello che è giusto per te non è detto che sia altrettanto giusto per gli altri...ecco perchè esistono le regole! Giuste o ingiuste che siano ci permettono una convivenza civile!

Giovanni said...

e se non ti comoda.. chiedi un prestito miliardario alla mafia, costrisci Melburne2 e ( australia1, channal5, net4), metti dentro tutti i tuoi amici che ti fanno pubblicità gratis 24h su 24. Poi ti candidi promettendo più caramelle per tutti i bambini, più droga a tutti i drogati, dentiere gratis s a utti i vecchietti e vieni eletto presidente. Poi dentro al governo e al parlamento devi mettere quei mafiosi che ti hanno prestato i soldi all'inizio ( ricordi?) così loro fanno vincere appalti a chi vogliono. intanto tu fai le leggi che vuoi e te le fai approvare dal parlamento ( tanto tu stesso ai nominato chi deve sedere la..). Intanto fai festini nella tua villa a ' Figa Island' dove di porti tutte le 17enni più belle che ti chiamano 'papino' o meglio 'pappone'. e con le leggi che vuoi tu sei più libero di Re artù( bhe non mi veniva una rima migliore).

( Scusa se non sono stato originale nello scrivere questa storia che.. sembra tanto incredibile.. che mi dicono sia succeccesa già.. in un paese lontano...)


circa le 17enni.. se qualcuno avesse dubbi, e un po di pazienza per leggere, approfondisca qui:

http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-2/parla-gino/parla-gino.html

Sander78 said...

Per Marco...
Le regole devono essere rispettate e lo so anche io... Tutto il tuo discorso è bellissimo ma purtroppo non hai capito cosa ho scritto... Anche sul post io parlo di una libertà molto diversa da quella che intendi tu... La libertà di cui tu parli io la chiamo solamente bel vivere oppure vivere tranquillo, il mio era solamente un'altro tipo di sfogo... Non ho mai detto che una società senza regole sarebbe possibile, anzi credo che più sono le regole meglio è.Quella di cui io parlavo era la libertà di pensare; la libertà di poter pensare:" Ok, adesso piscio sul muro!!!" anche se non lo farai... Sarai d'accordo se ti dico che una società iper controllata non ti permette di fare questo. Io qui ho paura di attraversare la strada, perchè se non ci sono le striscie ti becchi una multa, una sigaretta per terra non la puoi buttare altrimenti ti danno una multa... Sei controllato insomma e difatti la gente generalmente attraversa sulle strisce e non butta le sigarette per terra, ed è tutto bellissimo, ma se un giorno devo attraversare in fretta perchè altrimenti perdo il treno? O se solo un giorno mi svegliassi con la voglia di farlo e basta? Devo aver più paura delle macchine della polizia che sono ovunque o delle macchine che ti prendono sotto? Io parlavo solamente di questo, tanto nel commento quanto nel post, e la mia era solo una provocazione, perchè non ha senso parlare qui del senso della parola "libertà" o se sia meglio la libertà di fare o di pensare. Tutto il mio post e il commento riguardano la libertà di fare, un pò di più, e pensare, molto di meno, che ti danno qui.
Non venite a dirmi poi che più sei libero di pensare meno lo sei di fare perchè per forza limiti la libertà di un altro, ed un altro di conseguenza limita la tua, perchè queste cose già le so, ma l'utopia che l'uomo segue da sempre è una società dove tutti seguono le regole perchè è giusto e non perchè devono, e questa è una cosa irragiungibile, però io sento che in italia, dove non sei controllato ( o non mi sento controllato ) tante cose non le faccio perchè non si deve, mentre qui non la faccio perchè mi controllano e mi puniscono.
E' tutto qui, bambino od adulto. Passatemi la metafora, ma io qui non mangio la marmellata di nascosto perchè altrimenti la mamma mi schiaffeggia, non perchè mi fa ingrassare...
La libertà che intendo io è tutta qui.

marco said...

Quello che hai scritto non ha fatto altro che confermare la mia precedente risposta. Io, attraversare sulle striscie e non gettare il mozzicone per terra la chiamo CIVILTA'... poi sapevo che avresti risposto arrampicandoti sugli specchi e asserendo che non avevo capito o che eri stato frainteso (infatti l'avevo già anticipato). Concludo dicendo: "e se tutti facessero come te"? Se una mattina sei in ritardo, prendi il treno successivo...prevenire è meglio che curare! E poi tu questo slogan lo dovresti conoscere molto bene, o no?

Rita said...

Sandro, ho capito perfettamente il tuo punto di vista e ne prendo atto ma concordo al 100% con tutto cio' che dice Marco. Per me liberta' e' sinonimo di qualita' della vita, sicurezza, fiducia nel futuro. La filisofia del "take it easy", ovvero: "prendi tutto com calma" non significa apatia e passivita' bensi' affrontare la vita con tranquillita'. Se cio' significa accettare le regole e le norme del viver civile, ben venga!
La liberta' in assenza di regole e' un'utopia, ma in senso negativo!
Questa e' la mia modesta opinione.
:)

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