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Tuesday, August 25, 2009

Generazione 1.000 euro

E’ da un po’ che se ne parla e proprio ieri e’ uscito un articolo su repubblica che mi ha convinto (anche se lo pensavo da tempo) a scrivere un post su questo argomento.
Siamo una generazione impreparata, su tutto...e cerchiamo qualsiasi alibi possibile per non ammetterlo!
Questo e’ il mio punto di vista e nessuno riuscira’ a farmi cambiare idea.
La cosa che piu’ mi fa sorridere e’ che ci si meraviglia che molti oggi sono “costretti” ad avere un doppio lavoro. Premesso che io l’ho sempre fatto senza stupirmene piu’ di tanto, mi chiedo che fine abbia fatto la nostra memoria o la nostra (se ce l’abbiamo) cognizione di causa. Ma avete mai chiesto ai vostri nonni quanti cazzo di giorni lavoravano a settimana? Ve lo dico io, 7! E pensate forse che la giornata lavorativa durasse 8 ore?
La maggior parte dei miei conoscenti ha sempre avuto un solo lavoro (e talvolta per quel che facevano 1.000 euro erano pure troppi!) ma non hanno mai rinunciato a ferie (magari pagate a rate), telefonino e vestiti di marca, auto non utilitaria, serate di festa nel weekend etc. etc. ma si sono sempre cullati nell’autocommiserazione di coloro che non riuscivano ad arrivare a fine mese. Inutile lamentarsi sulle generazioni d’oggi, non sono i giovani ad essere viziati, bensi’i loro genitori ad averli educati col culo! (Quando frequentavo le elementari se ricevevo una nota dalla maestra a casa ricevevo due “cinquine” perche’ nel 99,9% dei casi la maestra aveva ragione di default! Sapete bene invece cosa succede oggi...mio figlio? Impossibile, e’ sempre cosi’ bravo e buono a casa...e poi a 20 anni prende una mazza da baseball e vi ammazza per la felicita’ di Bruno Vespa).
Diciamocelo, 1.000 euro son pochi e per una coppia con due figli 2.000 euro sono pochissimi!
Bene ora fermatevi un attimo e chiedete ai vostri genitori (che presumibilmente avranno circa dai 50 ai 65 anni e nella maggior parte dei casi almeno 2 figli) quanto prendevano ai loro tempi e fatevi spiegare come vivevano. Poi, dopo che non avrete piu’ parole per la vergogna di esservi lamentati, tornate a lavorare col sorriso.
Il problema non sono i 1.000 euro o la crisi economica. Il vero problema e’ che lamentarsi e’ diventato lo sport nazionale e non ci chiediamo mai cosa facciamo davvero per uscire da questa situazione di merda.
Tutti questi laureati che si lamentano di non trovare lavoro o di trovarlo ma precario mi fanno pena. Come pretendono di trovare un lavoro ben pagato iscrivendosi alla facolta’ di “psicologia equina”?
E’ una semplicissima questione di mercato. Negli anni 70 (o prima) chi studiava aveva un posto di rilievo assicurato semplicemente perche’ la maggior parte della gente non proseguiva la carriera scolastica e nelle aziende c’erano 30 operai per ogni impiegato. Oggi la situazione si e’ capovolta. In Australia (ma in Italia e’ la stessa cosa) un idraulico guadagna piu’ di un impiegato-quadro. Nessuno, a parte il mercato puo’ dire se questo e’ giusto o meno! Ed e’ giusto che sia cosi’! Il mercato e’ incerto e noi dobbiamo imparare a convivere con l’incertezza. Il futuro e’ incerto e, a meno che non vogliamo toglierci ogni pensiero con una bella lametta, e’ verso il futuro che siamo costretti ad andare. Dobbiamo capire che oggi e’ importante studiare non tanto per un lavoro piu’ o meno sicuro e/o ben pagato bensi’ per se stessi e per avere la possibilita’ di scegliere grazie ad un buon livello culturale (perche’ un popolo senza cultura e’ facile da manipolare e il Veneto ne e’ l'esempio lampante). Fare una cosa per scelta e non per obbligo migliora la qualita’ della vita. Io sono laureato in una facolta’ che non da grossi problemi a trovare un lavoro, ma posso scegliere momentaneamente di fare il cameriere in Australia (guadagnando piu’ di prima e senza stress) e non mi pesa perche’ e’ una mia scelta. Intendo, non sono costretto a farlo. Ecco, a questo serve studiare!
Mia nonna ha fatto 2 guerre, ha perso buona parte dei suoi famigliari prima di passare a miglior vita alla veneranda eta’ di 93 anni, superati gli 80 si e’ fratturata tutto cio’ che era fisicamente possibile ma senza mai un lamento e senza mai chiedere aiuto a nessun dottore, la sua ignoranza dovuta probabilmente all’aver frequentato solo la 3’ elementare non le ha impedito di aiutarmi spesso a svolgere i compiti per le vacanze estive quando frequentavo le scuole medie (e questo la dice lunga sul livello di preparazione delle nostre scuole)....oggi quando abbiamo un semplice mal di testa paghiamo centinaia di dollari per andare dal biopranoterapeuta e se il nostro pincher non fa la cacca lo portiamo dallo psicanalista...forse, anzi sicuramente viviamo in una societa’ malata! E noi ne siamo i principali responsabili!
Ci sono solo due modi per tornare alla normalita’: il bastone (soprattutto) e la carota!
Ma prima di adottarlo con i nostri figli dovremo adottarlo su noi stessi!

14 comments:

Anonymous said...

Piu' o meno attorno alla fine degli anni quaranta, quando cioe' l'Italia e' diventata niente di meno di un protettorato americano, qualcuno ha deciso che la nostra era una cultura troppo rurale ed ha scambiato tutto quello che prima era il sapere dei vecchi con l'ignoranza... Quel qualcuno (probabilmente molti in verita' ma a me piace pensare che sia stata l'opera di uno solo) ha deciso che l'italia doveva diventare piu' moderna, ed ha deciso di incentivare la cultura dell'arrivismo, della competizione a tutti i costi, tutto questo ovviamente a discapito di quella che era la nostra storia. Per farlo ha usato prima la radio e poi la televisione. Ed allora il veneto ha cominciato ad essere rappresentato solamente dall'alpino ubriacone o dalla servetta stupida.Si dava credito solamente ai "PROFESSORONI ESPERTI", spuntati da dove od esperti di cosa nessuno l'ha mai capito. La gente ha cominciato a vergognarsi della propria origine rurale o contadina ed al contempo ha cominciato a sognare sull'onda di programmi radiofonici o televisivi. Tutti lavoravano come matti per un futuro migliore, o meglio, perche' pensavano che con il benessere economico il futuro sarebbe stato migliore. I nostri genitori sono nati e cresciuti sull'onda di questo: da una parte la vergogna per gli eventuali umili natali ( e questa e' tutta una cosa relativa perche' a meno che non ti chiamassi Agnelli avevi sempre dei natali umili rapportati con altri o con il tuo ideale ), la convinzione che con una cultura avresti avuto un futuro-lavoro-vita migliore e il sogno in tasca della famigliola del mulino bianco.
I nostri genitori in gran parte hanno quindi cominciato a studiare ed e' innegabile che a noi, generazione che adesso ha trent'anni, abbiano dato una infanzia felice o di sicuro piu' agiata della loro.Flaubert diceva che lui sarebbe morto mentre quella puttana di madame Bovary sarebbe vissuta in eterno: non sapeva nemmeno quanto questo potesse essere vero. Oggi noi siamo tutti come madame Bovary, abbiamo provato il benessere e la spensieratezza ed adesso ci troviamo a fare i conti con una dura realta' ( Cazzo!!! Se studio quello che mi piace e cioe' psicologia equina, poi faccio la fame!!! Ma come e' possibile???? Ma se mi dicevano che con una cultura e impegno avrei potuto fare strada!!! ).
Per quanto riguarda la cultura, non vorrei che la gente fraintendesse il sapere imparato leggendo e ripetendo le cose scritte sui libri con quello che si impara nella vita. Nessuno potra' mai togliermi dalla testa che Mauro Corona conosce la vita molto meglio di un Raffaele Morelli qualsiasi! E di sicuro Mauro Corona non e' laureato.Ho visto troppe volte gente chiudere discorsi con un bel: "taci che non hai studiato" oppure ragazzi che mi dicevano: " cosa vuoi che capisca mio padre che ha solo la quinta elementare..." Queste cose mi fanno solo pena... La differenza tra una volta ed adesso non sta nella cultura, ma nella differente visione che abbiamo del mondo.

Anonymous said...

Una volta c'era il paesello, con il sindaco, il prete, il farmacista, il dottore e l'appuntato. That's it! Li c'era il tuo mondo, li vivevi e li ti rapportavi. Oggi abbiamo aperto la nostra mente, abbiamo allargato i nostri orizonti ma abbiamo chiuso il nostro cuore... Io so che nelle filippine c'e' stato un terremoto ma non so il nome del figlio del mio vicino. Siamo piu' colti ma anche tremendamente piu' soli. Ed allora e' normale che ci rapportiamo agli altri e cerchiamo di farci conoscere in altre maniere: la macchina, i vestiti firmati,il cellulare...Prima eri uno sconosciuto al di fuori della tua comunita', oggi lo sei al di fuori della tua camera da letto. Prima il tizio che incontravi per strada aveva un nome, un cognome ed una storia, mentre ora e' solo un organismo sconosciuto che magari ( orrore!!!) ha la macchina piu' bella della tua, e se ha la macchina piu' bella della tua allora e' arrivato piu' in alto e quindi e' piu' felice...
Detto questo, non penso che il bastone e la carota servirebbero a molto, il problema e' semmai da ricercare molto piu' a monte, e se devo essere sincero ormai mi sembra troppo radicato per poter essere estirpato: la visione "ricco=arrivato=felice e sorridente" fa parte ormai del nostro vivere quotidiano. La cultura poi fa bene, ma l'idea che ci e' stata inculcata in testa dell'acculturato con un lavoro migliore, una testa che funziona di piu', una vita piu' soddisfacente ed una ragazza piu' gnocca, che sa piu' degli altri che invece non sanno un cazzo e' deleteria.Io ad esempio sono cresciuto in una casa dove fino ai quattordici anni sono girati solo dottori e professori, e vi posso dire con sicurezza che l'unica differenza che vedevo fra loro e gli altri era che loro erano ossessionati dall'arrivismo ed erano piu' infelici. Detto questo, penso di poter dire con sicurezza che il mio caro compagno di sventure sarebbe uscito dall'italia anche senza la cultura che peraltro possiede... O meglio, sarebbe uscito adesso anche con la quinta elementare e non sarebbe uscito cinquant'anni fa con quattro lauree ed una integrazione all'interno della comunita' che, ripeto, oggi non e' piu' possibile.
E comunque, come diceva il grande De andre':" Se non sono gigli son pur sempre figli, vittime di questo mondo..."

marco said...

come direbbe una mia ex professoressa di biologia (troia) relativamente a questi due commenti al post..."sei come i cavoli a merenda"...eniuei sei bravo a scrivere, ma siccome ti conosco bene sei altrettanto bravo a fare cazzate e forse con te il bastone sarebbe servito e anche i chicci di riso sotto le ginocchia con i polsi legati alle caviglie dietro la schiena...
il post tratta di tutt'altra cosa, tu dai troppa colpa alla società, ma la società siamo noi!

ps. io non sono fuggito, sono solo in cerca di esperienza da importare nel paese più bello del mondo! Anhe perchè, e tu lo sai, avevo buone ragioni per rientrare a breve, ragioni che avrebbero convinto chiunque...ma io non sono chiunque!

Moro said...

... i buoi che dicono cornuti agli asini ...

Giovanni said...

Generazione 1000 euro: si lo siamo.

A parte le riflessioni fin qui fatte vorrei anche aggiungere questo: l'Italia NON è una delle potenze economiche del mondo. Non sta nel G8, non G14, non nel G20. A stento sta in Europa. a stento sta nel primo Mondo ( sul tema: 'Khanna Parag,I tre imperi').

I soldi che vogliamo e che io vorrei per me non ci sono. Si fa presto a dire che c'è chi guadagna mille milioni e io solo mille euro.. e che deve esserci maggiore equità nella distribuzione dei redditi..
Nemmmeno serve a molto dire che non è giusto che i mie soldi servano a mantenere intere famiglie di finti inavalidi meridionali,o servano a tenere aperti uffici ministeriali vuoti, enti regionali sconosciuti, uffici provinciali per la tutela della farfalla pellegrina o ragionieri comunali che guardano video porno tutto il dì..
A poco serve dire che i ricchi imprenditori del nord(est) non paghano le tasse che io Devo pagare.
I soldi semplicemente non ci sono.

La maggior parte della colpa è da addossare alla tanto lodata generazione del 68 , dei nostri genitori che hanno sperperato , mangiato, lucrato, sul nostro avvenire. Ovvio.. non tutti, solo quelli che contavano, quelli che erano nella posizione di scegliere, di decidere. Insomma della classe politica.
Tra l'altro gli stessi che oggi a 60 -70 anni ancora siedono nelle stesse poltrone e non lasciano spazio alle nuove leve.

Comunque.. Preso atto che non siamo un paese ricco, che non siamo un paese pieno di risorse naturali e che a breve avremo Cina e India che sorpasseranno anche Europa e USA sul piano economico ( se già non è così) , possiamo solo sperare che non ci tocchi di diventare un pattumiera per le loro discariche...

Altro punto. Sulla Terra siamo 6 miliardi di persone. MAI MAI MAI nella storia del Mondo era successo che tante bocche fossero da sfamare, che tanti campi fossero da seminare, che tanta acqua fosse da rendere potabile.

Insomma.. NON ce n'è per tutti.

Moro said...

In realtà l'acqua e il cibo per tutti AL MOMENTO c'è a patto di scendere a compromessi ai quali nessuno scenderà.

Voglio ricordare che solo il 20% del grano coltivato è utilizzato per sfamare le persone, il 40% è usato per dar da mangiare al bestiame (non dico di diventare vegetariani ma lo spreco di carte "inutile" è evidente: 1 miliardo e 300 mila persone potrebbero essere nutrite con grano che ora è destinato ai bovini).
Senza contare i biocarburanti che sono in aumento.
La stessa comunità europea vuole innalzare dal 2 al 20% l'utilizzo di biodiesel, ma per produrre biodiesel bisogna usare cereali che potrebbero essere usati per sfamare la gente.

Per non parlare del disboscamento per far spazio ai pascoli o alle monocolture (dove si producono 60kg di manzo si potrebbero produrre 10.000kg di patate) che va ad intaccare il delicato equilibrio ambientale.

Anche l'acqua, volendo, c'è ma chiaramente la stiamo sfruttando in modo osceno:le riserve fossili nel deserto stanno per terminare perchè usate in modo incontrollato per far crescere vegetali che non dovevano crescere o far espandere città che non sarebbero dovute esistere.
L'acqua viene usata piu' negli impianti di estrazione petrolifera che per dar da bere alla gente.
Col surriscaldamento globale (che c'è, non si parla di meteorologia ma di climatologia che son 2 cose diverse) si scioglieranno i ghiacci e le vasche idriche di acqua dolce vengono lentamente riempite con acqua salata che, per carità, è ottima per la pasta ma non tanto se si deve dissetarsi.

Potrei continuare per ore ma, probabilmente, con scarsi risultati.
Queste cose sono sotto gli occhi di tutti, basta guardarle.. ma chiaramente è piu' facile piangersi addosso e dire "non ce n'è per tutti".

Giovanni said...

si in effetti Sandro hai pienamente ragione, tutte le tua analisi sono condivisibili.
Ma ribadisco la mia idea che 'non ce n'è per tutti'- almeno per lo stile di vita che ci aspettiamo di mantenere- Era questa la promessa.

ovvio che se tutti ci nutrissimo di una patata un po di riso insomma riducendo drasticamente il nostro fabbisogno ( girando a piedi o in bici, usando il maglione al posto di accendere il riscaldamento, usando il ventaglio al posto del climatizzatore..)forse si.

ma questa è è fantascienza.

Credo davvero che la morte sia preferibile al peccato.

Moro said...

a parte che son el fradelo de Sandro.

comunque basterebbe ridurre il nostro consumo di carne per migliorare parecchio le cose.

cambiare le nostre abitudini è, e resterà, fantascienza fino a quando le conseguenze del nostro comportamento non ci toccheranno in prima persona

solo allora, forse, qualcosa cambierà

marco said...

belle discussioni ma il post trattava di un argomento un pò diverso e cioè che siamo una generazione di pecore e conigli...andiamo senza direzione seguendo gli altri e non abbiamo un minimo di coraggio!
In una parola siamo impreparati!
Non abbiamo nemmeno un decimo delle palle dei nostri nonni!
Siamo come l'Inter di qualche anno fa...ci lamentiamo degli errori degli arbitri ma continuiamo a giocare col culo!

Anonymous said...

Dite pure quello che volete, e cioe' che sono un depresso o cos'altro, pero' io nella mia vita sono sempre partito nei miei ragionamenti dicendo: ok oggi sono qua, oggi devo prendere questa importante decisione ma comunque fra 50-60 anni ( e passano in fretta ) di me non restera' nemmeno il ricordo... Dico fino ad adesso perche' il fatto di stare da solo, di cambiare societa' e di essere solo in mezzo alla gente che non capisco bene mi ha portato ad avere una coscienza che non credevo di avere... Ok, di me non restera' nulla ma qualcuno, che magari amo, dopo di me restera' di sicuro... E perche' devo sprecare cosi' tanta roba??? Penso spesso poi, e quando dico spesso intendo quasi ogni giorno, a quanta roba da mangiare viene usata... Non sprecata, intendo, ma usata!!! Mi sono chiesto spessissimo: ma dove cazzo le vanno a prendere tutte le galline che servono per sfamare tutti se io da solo ne mangio una intera??? Spesso io, e questa cosa mi ha stupito tantissimo, mi sono quasi fatto schifo perche' posso permettermi di mangiare cosi' tanta roba con cosi' pochi soldi. Detto questo, come faccio da una parte a voler cambiare il mondo se mi sento da solo??? E soprattutto se quando mi accorpo a qualche associazione vengo taggato di comunismo o se mi va bene di 'grillismo'???

Anonymous said...

Penso spesso a ghandi. Quando finiva uno sciopero della fame, non diceva che voleva svuotare un container di pasta, ma che voleva un'arancia ed un pezzo di pane... Cazzo!!!! Gli bastava un'arancia ed un pezzo di pane!!! Forse che noi si deve diventare un po piu' moderati??? E poi chi cazzo l'ha detto che se non mangi carne non hai le proteine??? Cioe', non voglio assolutamente diventare vegetariano perche' sarei ridicolo, ma dove lavoro ci sono 10 ragazzi indiani che non mangiano carne ne pesce da sempre e i muscoli ce li hanno eccome!!!!!

Nicola said...

Ciao!

sono un vicentino come te e seguo il tuo blog da quando l'hai iniziato. Sto concludendo l'ultimo anno di università e poi voglio partire per l'Australia, per migliorare l'inglese e vivere un'esperienza di vita nuova.

Ho letto che hai girato in cerca di un lavoro di più alto livello. Ma la laurea italiana te l'hanno riconosciuta? Io mi sto laureando in Ingegneria Gestionale e ho letto che il riconoscimento del titolo è cosa abbastanza incasinata... cosa dicono le aziende???

Spero potrai essermi d'aiuto!
Complimenti ancora per il blog.
Nicola

marco said...

ciao nicola sono in ferie ora ti rispondo con calma quando ritorno il'11 settembre. Se vuoi mandami una mail.
ciao

Anonymous said...
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