Dopo un lungo letargo il mio socio ha deciso di tornare a scrivere su questo blog
Ho deciso. Smetto di fumare. Il fatto e' che non lo faro' mosso da un desiderio di salvaguardare la salute o il portafoglio, ma dal semplice fatto che non riesco a comprare le sigarette. Quando sono arrivato a Melbourne, un anno fa, mi trovavo a dover affrontare i dialoghi con il supporto di un vocabolario di 15-20 parole in tutto. La grammatica la sapevo, per carita', ("cazzo dici!?"marco's comment) ma il vocabolario era quello, con la conseguenza di essere diventato un funambolo dei sinonimi, un prestigiatore del `proviamo cosi'`, inventando parole nella speranza che andassero bene, ma il piu' delle volte eliminando la vocale che identifica la fine di un vocabolo e inglesizzando la pronuncia (vedi sorry i don't have the BILLIET). Quando mi trovavo nella condizione di aver bisogno del `supporto esterno al benessere psico-fisico di una giornata`, delle sigarette cioe', un po' troppo spesso a dire il vero, affrontavo il dialogo sapendo che sarebbe stato difficile, ma con la consapevolezza che un domani sarebbe stato diverso. Come mi sbagliavo.
Mi rendo conto che per lo sfortunato cassiere di un seven-eleven o di un qualsiasi negozio di sigarette, per la maggior parte indiano, pakistano o cinese, spesso attorno ai vent'anni, l'avere a che fare con un energumeno barbuto che nella migliore delle ipotesi e' solo il doppio di te, poteva essere abbastanza traumatico, aggiungiamo pure il fatto che il suddetto orso si esprimeva con un idioma che alle loro orecchie suonava come il linguaggio dei `Troll`, e uniamo pure il fatto che, consapevole che non avrebbero capito, l'omone si presentava prevenuto e dunque aggressivo, ma questo non toglie che un minimo di elasticita' ce la potrebbe anche mettere.
Se io devo acquistare un pacchetto di sigarette, posto che hai capito la marca perche' ho di default rinunciato alle marche difficili da pronunciare, e posto anche che le suddette sigarette ci sono in tre colori, rosse, oro e blu, COME CAZZO FAI A DARMELE BLU QUANDO TI DICO ROSSE??? Posso capire una, anche due volte, ma dopo un anno di fila, e soprattutto un anno in cui mi trovo arrivato a poter discutere con tutti ed a telefonare ad uffici senza problemi, comincio a pensare che probabilmente non sono solo io a sbagliare. Posso anche avere una pronuncia pessima, ma penso che anche un nigeriano senta la differenza tra RED e BLUE, o mi sbaglio? Le ho provate tutte, faccio lo spelling, dico, not blue, not gold but the other ones, ma alla fine sempre blu mi arrivano.
Sono diventato la barzelletta di tutti gli amici e conoscenti, e dopo un periodo iniziale in cui mi incazzavo e sbuffavo, adesso qualsiasi sia il negozio mi faccio sempre accompagnare da qualcuno, perche' se lo dico a voce non ci credono e l'incredulita' in cui mi arrivano le sigarette blu dopo che ho detto rosse e' diventata una sorta di mio marchio di fabbrica. Ormai ho anche rinunciato a chiedere il motivo per cui questo accade, anche perche' ad un ` Sorry buddy, listen to me, but if i say red why do you understand blue?` perche' la risposta e' sempre la stessa: ` I'm very sorry but i didn't understand`.
Onde per cui, a conclusione, mosso da sgomento faccio come il famoso castratore di canguri, colgo la palla al balzo e smetto.
Ho deciso. Smetto di fumare. Il fatto e' che non lo faro' mosso da un desiderio di salvaguardare la salute o il portafoglio, ma dal semplice fatto che non riesco a comprare le sigarette. Quando sono arrivato a Melbourne, un anno fa, mi trovavo a dover affrontare i dialoghi con il supporto di un vocabolario di 15-20 parole in tutto. La grammatica la sapevo, per carita', ("cazzo dici!?"marco's comment) ma il vocabolario era quello, con la conseguenza di essere diventato un funambolo dei sinonimi, un prestigiatore del `proviamo cosi'`, inventando parole nella speranza che andassero bene, ma il piu' delle volte eliminando la vocale che identifica la fine di un vocabolo e inglesizzando la pronuncia (vedi sorry i don't have the BILLIET). Quando mi trovavo nella condizione di aver bisogno del `supporto esterno al benessere psico-fisico di una giornata`, delle sigarette cioe', un po' troppo spesso a dire il vero, affrontavo il dialogo sapendo che sarebbe stato difficile, ma con la consapevolezza che un domani sarebbe stato diverso. Come mi sbagliavo.
Mi rendo conto che per lo sfortunato cassiere di un seven-eleven o di un qualsiasi negozio di sigarette, per la maggior parte indiano, pakistano o cinese, spesso attorno ai vent'anni, l'avere a che fare con un energumeno barbuto che nella migliore delle ipotesi e' solo il doppio di te, poteva essere abbastanza traumatico, aggiungiamo pure il fatto che il suddetto orso si esprimeva con un idioma che alle loro orecchie suonava come il linguaggio dei `Troll`, e uniamo pure il fatto che, consapevole che non avrebbero capito, l'omone si presentava prevenuto e dunque aggressivo, ma questo non toglie che un minimo di elasticita' ce la potrebbe anche mettere.
Se io devo acquistare un pacchetto di sigarette, posto che hai capito la marca perche' ho di default rinunciato alle marche difficili da pronunciare, e posto anche che le suddette sigarette ci sono in tre colori, rosse, oro e blu, COME CAZZO FAI A DARMELE BLU QUANDO TI DICO ROSSE??? Posso capire una, anche due volte, ma dopo un anno di fila, e soprattutto un anno in cui mi trovo arrivato a poter discutere con tutti ed a telefonare ad uffici senza problemi, comincio a pensare che probabilmente non sono solo io a sbagliare. Posso anche avere una pronuncia pessima, ma penso che anche un nigeriano senta la differenza tra RED e BLUE, o mi sbaglio? Le ho provate tutte, faccio lo spelling, dico, not blue, not gold but the other ones, ma alla fine sempre blu mi arrivano.
Sono diventato la barzelletta di tutti gli amici e conoscenti, e dopo un periodo iniziale in cui mi incazzavo e sbuffavo, adesso qualsiasi sia il negozio mi faccio sempre accompagnare da qualcuno, perche' se lo dico a voce non ci credono e l'incredulita' in cui mi arrivano le sigarette blu dopo che ho detto rosse e' diventata una sorta di mio marchio di fabbrica. Ormai ho anche rinunciato a chiedere il motivo per cui questo accade, anche perche' ad un ` Sorry buddy, listen to me, but if i say red why do you understand blue?` perche' la risposta e' sempre la stessa: ` I'm very sorry but i didn't understand`.
Onde per cui, a conclusione, mosso da sgomento faccio come il famoso castratore di canguri, colgo la palla al balzo e smetto.
5 comments:
per non raprlare di quando ti chiedono dove vivi...l'ultima volta in banca hai dovuto scriverlo, THORNBURY!
Questione di elasticità mentale, questa gente non ce l'ha. Se io dico vivo a Cogolò, Cogollo, Cogollo o Cògallo dalle mie parti magari fanno un sorrisino ma capiscono tutti dove abito, qui no!
Io ad esempio vivo a Coburg, semplice no? Col c...o!
Mediamente lo ripeto 3/4 volte per farmi capire.
raprlare = parlare!
Circa la frase:
Sorry buddy, listen to me, but if i say red why do you understand blue?
io credo che quando ti rispondono
I'm very sorry but i didn't understand`
intendano dire che non hanno capito quello che hai appena detto..
( credo ci sia un 'do' di troppo)
Cioè.. se le vuoi blu basta dirlo.
Cmq prova con :
1)bluette
2)dark azure
3)those with the same color of the Australian flag background
se no arrenditi e chiedi le rosse.
Red, simply no? ( l'hai capita?)
In alternativa puoi fotografare il pacchetto e portare sempre teco la foto da esibire :
I want these ones!
Cmq Sandro, son sicuro che sono loro a non capire, lo so e ti capisco.
E' come quando tutti mi dicono che sono razzista.. ma cazzo.. sono loro che sono neri!
(PS per i benpensanti: l'ultima frase vuole essere solo una battuta)
si dice diversamente tinti comunque o di colore (nero) come noi che siamo diversamente belli ma nordici ( e non sudici)
Sandro, ma non ti capiscono neanche in Italia, che pretendi?!
salpo
Post a Comment