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Saturday, September 19, 2009

Tutta questione di permanent-e!

Devo dire che una delle cose più eccitanti è potersi permettere di cambiare programmi dal giorno alla notte senza dover render conto a nessuno! Chiamatela pure mancanza di responsabilità, può essere, accetto la critica visto che nella maggior parte dei casi contribuisce a crescere e migliorare. Io la chiamo Libertà!
Sono arrivato in Australia il 7 dicembre del 2008 con un WhVisa come il 99% degli italiani che vengono downunder per vivere un'esperienza che si dimostra essere in ogni caso positiva!
L'Australia è un bel posto, come tanti altri nel mondo, non troppo differente per alcuni aspetti da dove provengo. Si lavora, si guadagna qualcosa in più, si spende un pò meno e questi due aspetti economici aiutano a superare le incertezze, le diversità, la difficoltà ad integrarsi e le nostalgie tipiche di chi intraprende un'avventura del genere.
L'Australia però è anche uno stato con delle leggi sul lavoro molto nazionaliste e restrittive!
All'inizio ero confidente sul fatto di trovar lavoro "qualificato" grazie alle mie skills ma mese dopo mese ho scoperto che nonostante tali skills puntualmente riconosciute ed elogiate dai recruiters la risposta velata o meno si rifaceva sempre ai limiti imposti dal mio visto!
Dopo un pò di mesi di spensieratezza tra i vecchi pensionati italiani del patronato inca e l'oramai immancabile lavoro di cameriere è arrivato il momento di decidere cosa fare! Si perchè se non decido il 16 novembre sarei costretto a sbarcare nel nativo suolo italico, cosa che più di tanto non m' attira visto che non posso ancora dire "missione compiuta"!
Onde per cui, dietro suggestion di un noto avvocato di Melbourne mi sono avventurato nella lunga e intricata application per la permanent visa...progetto ambizioso secondo alcuni, più che realizzabile invece secondo altri.
La cosa non è nuova, ci avevo già pensato appena approdato downunder, ma la vedevo molto lontana e confidavo di trovare lavoro con tanto di sponsor....il solito italiano saccente....sono laureato, pensavo, ho qualche anno di esperienza nel mio settore, parlo inglese (???), chi vuoi che non mi prenda???
Invece qui, se non ha la permanent visa non sei nessuno (questa ovviamente è la mia esperienza)...il mio amico Lucio di Sydney potrebbe smentirla seduta stante raccontando la sua più "facile" ascesa al successo in suolo australiano...ma forse erano altri tempi (Lucio se ci sei batti un colpo!).
Anyway, questi ultimi giorni sono scanditi da un lavoro frenetico di organizzazione dei documenti da preparare, ossia attestato di laurea, esami sostenuti con votazione, programmi degli esami, attestato di diploma, lettere di referenza etc etc il tutto da far tradurre in inglese per poi presentarlo al NIA (National Institution of Accounting) nella speranza di vedere riconosciute almeno 9 materie su un totale di 12! Le eventuali materie non riconosciute dovrò integrarle con uno o più esami (a pagamento ovviamente!). Fatto ciò potrò applicare per la famigerata permanent visa tramite l'immigration department!
Ah, dimenticavo una cosa non proprio irrilevante...l'IELTS test! Devo sostenere l'esame e prender 7 in tutte le "specialità"! Semplice no?
The pen is red, the book is on the table, the window is opened!
E se non va per questo verso non temete, sono italiano anzi di più sono veneto....ready? I was born ready!
Questo è quanto gente!
Ma può darsi che domani mattina mi svegli e cambi idea!

5 comments:

Anonymous said...

Allora. È doveroso fare alcune precisazioni. È giustissimo essere certi delle proprie potenzialità, ed è anche molto onorevole, però io cerco sempre di mettermi anche dalla parte di chi mi ascolta. Se fossi un recruiter ( un addetto alle assunzioni per intenderci ) e mi vedessi arrivare uno che mi dice parlando in stampatello ( la pronuncia inglese degli italiani agli australiani suona piú o meno come a noi un misto di slavo e sardo ) : 'ciao, sono tizio e nel mio paese a 20000 km da qua facevo questo. Questo é il mio curriculum però fra sei mesi devo tornare a casa perché ho un visto che si chiama vacanza-lavoro. Vuoi investire su di me per farmi entrare nel tuo team?' beh, onestamente non saprei cosa rispondere se non: ' bello mio, io ti assumerei anche, però poi i capi mi strappano le palle e giocano a ping-pong!'. Insomma, non si tratta di nazionalismo, più sei skilled ( qualificato ), più guadagni quindi la situazione é piú delicata ed è normale andare con i piedi di piombo. Se sei un bracciante è logico che ti assumono senza problemi, ma se devono investire tempo e denaro ci pensano! Ah, dimenticavo. L'IELTS è il test internazionale d'inglese e sette è un punteggio alto, ma molto alto.

Nood said...

In bocca al lupo va, spero ti vada bene, cacchio certo che non te la rendono proprio facilissima la questione, ma ne vale la pena da quel che ho capito.
Ci sentiamo.
Se ti va male quando rientri in Italia organizziamo un business all togheter, necessito di un po' di novità anche io nonostante la parte lavorativa sia attualmente quella che mi gira meglio.
NPUA
L.

marco said...

Perfettamente d'accordo con l'anonimous ma in realtà la questione è molto più subdola di quanto appaia...la via seguita dalla maggioranza per la permanent è la student visa che in termini spiccioli significa 2 anni di studio di qualche materia insulsa che in termini ancora più spiccioli significa solo di tasse 40.000 dollari, più le spese con la possibilità di lavorare solo 20 ore a settimana (quindi senza "rubare" lavoro agli aussie). Mi sono sempre messo da parte del recruiter, per questo a volte il colloquio andava anche bene solo che poi appena scoprivano che ero un wh cascava il palco! It's all about money! La traduzione della mia laurea vale in termini reali 10 volte una fuckin' laurea australiana ma mi costerà 1.000 dollari!
Infine, ho sempre applicato per position dal profilo molto basso e la risposta è sempre stata che avevano trovato candidati con skills più alte delle mie?!?!? Ma come, per inserire dati mi candido io come laureato con tanto di esperienza nel software più conosciuto al mondo, disposto a guadagnare pochi dollari e tu mi rispondi che c'è un altro pirla con skills più alte delle mie che si candida per quella mansione? A titolo di esempio e concludo...ho provato a mettere nel curriculum (mentendo in parte) che sto applicando per la permanent visa....tempo 2 giorni ed ho ricevuto 2 telefonate! Allora ti senti ancora di dire che non è nazionalismo? Che poi facciano bene, sono d'accordo!

Anonymous said...

Ciao Marco!
Sono arrivata al tuo blog tramite il blog di Lucio e, ogni tanto, ti leggo.
Quanto mi ritrovo in queste parole!!!
Io sono stata un pochino piu’ fortunata di te, ma sono anche scesa ad un bel compromesso per avere un lavoro semi-decente: trasferirmi a Ballarat dopo 2 mesi dall’arrivo in Australia. Gia’: mille CV mandati, nessuna risposta positiva. Gennaio e febbraio non erano i mesi ideali per cercare lavoro come architetto a Melbourne.
Fatto sta che, avendo trovato lavoro al Council qui a Ballarat (su semplice invio di cv, interview e selezione regolare alla pari degli australiani), ho fatto le valige e sono partita.
Ora mi scade il contratto (tra 3 settimane), nel frattempo ho investito un bel po’ di soldi in un costosissimo masterclass (tra le esperienze piu’ belle della mia vita!!), ho rifiutato la loro sponsorizzazione, perche’ io sono venuta qua per fare l’architetto non la planner (nota: anch’io all’inizio ho fatto la cameriera e un pesantissimo lavoro da operaia) ancora certa che trovero’ lavoro come architetto a Melbourne... E domani sono giu’ per l’ennesima interview.
Sentirsi dire: ci piaci, siamo sicuri che saresti una risorsa preziosa per il nostro studio, ma non siamo nella posizione di poterti sponsorizzare, fa davvero incazzare!
Ma comprendo. Quanti architetti australiani ci saranno in giro a cercare lavoro? E tutti questi non hanno problemi di visti, sponsor, ecc...
Anch’io ho valutato l’opzione di chiedere uno skilled professional, sapendo che e’ molto difficile da ottere.
Magari, in un futuro non troppo lontano, ti chiedero’ il contatto di quell’avvocato.
Nel frattempo, ti faccio i complimenti per il coraggio e ti mando un enorme in bocca al lupo!

Ciao!
Laura
(lauragalli@fastwebnet.it)

Lucio said...

Carissimo collega berico,

rispondo alla tua richiesta lanciata nell'etere e, fresco di ritorno in OZ, torno a commentare sul tuo rispettabile blog.

Ebbene si, confermo: io sono stato molto fortunato nella mia parabola di conquista dell'Australia. Un po' ce lo messo del mio, ma il culo conta eccome.

La PR, miraggio per molti, e' fondamentale e raggiungerla non e' affatto uno scherzo.

Ma se uno ha una chance per rimanere e VUOLE rimanere, deve tener duro e andare avanti: the outcome will be worth the struggle.

Saluti da SYD.

Lucio

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